Avellino, esplosioni sotto casa di Rotondi: temevo l’attentato

Avellino, esplosioni sotto casa di Rotondi: temevo l'attentato
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Auto esplose a due passi dalla casa dell’onorevole, Gianfranco Rotondi, ad Avellino in via Conservatorio, alle spalle del palazzo della Provincia. Un’abitazione che l’ex ministro del Governo Berlusconi utilizza quando si trova nel capoluogo irpino. Il nesso fra le esplosioni e l’attentato contro l’onorevole poteva sembrare evidente. Ma è stato lo stesso Rotondi a rassicurare i suoi amici e parenti attraverso Facebook: “Il questore di Avellino mi ha rassicurato sulla mancanza di connessione dell’episodio con le minacce giunte via rete alla mia famiglia in questi giorni”.

The Wam ha raggiunto l’ex ministro Rotondi a telefono per farci spiegare meglio la situazione e chiarire gli episodi di minaccia dei quali è stato vittima nelle ultime settimane.

Auto esplose ad Avellino: “Ho ricevuto decine di telefonate”

“Quella casa è stata presa dalla mia famiglia – ci spiega – da meno di due mesi. E siamo stati noi a far costruire quel muro perimetrale che oggi è stato in parte danneggiato dall’esplosione. Molti amici hanno collegato l’episodio alle due esplosioni. Alla decima telefonata mi sono preoccupato anche io”.

Ma la chiamata con il Questore, Luigi Botte, lo ha rassicurato. Gli uomini della Mobile, come vi abbiamo anticipato, seguono una pista più personale. L’esplosione delle due auto, che appartengono a degli impiegati della Provincia, potrebbe essere stata innescata da una banale lite sui parcheggi. E alcuni testimoni hanno descritto un uomo sulla trentina in tuta nera che si allontanava dal luogo delle esplosioni, col volto coperto da una sciarpa chiara. Tracce di liquido infiammabile sono state trovate sulla ruota di una delle due auto. Il Palazzo della Provincia era stato evacuato in via precauzionale, col presidente Domenico Biancardi che ha lodato il gran lavoro di pompieri e poliziotti.

Rotondi: “Io minacciato più volte ad Avellino”

L’onorevole Rotondi si era legittimamente preoccupato. Anche alla luce di alcune minacce ricevute le scorse settimane proprio ad Avellino: “Gli insulti sono all’ordine del giorno, sopratutto attraverso i social. Anche all’indirizzo della mia famiglia. Poi, quando sono stato nel capoluogo irpino, è successo un altro strano episodio. Mi hanno bussato più volte, in piena notte. Ma quando sono andato a controllare, alla porta non c’era nessuno. Prima di ricevere altre minacce.”.

Una denuncia sulla quale è ancora aperta un’indagine. Per fortuna, almeno, le due esplosioni di questa mattina non si inserirebbero nello stesso inquietante solco.

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