L'arte senza limiti di Giuseppe Reda, dalla grafica alla musica, passando per il sax

Abbiamo intervistato Giuseppe Reda, giovane artista irpino, che ci racconta la sua passione e il suo lavoro da grafico ( e non solo)

3' di lettura

Con l’anno nuovo alle porte non potevamo non regalarvi un’ultima intervista tutta Irpina a Giuseppe Reda, grafico, cantante e artista di Montemiletto.

La storia di Giuseppe Reda

Giuseppe Reda è un ragazzo classe 1993 che ama l’arte a 360 gradi. Vive a Montemiletto e da sempre sfrutta i suoi studi per arricchire il suo lavoro e la sua passione. Lo abbiamo ascoltato per voi.

Sulla tua pagina Facebook, si legge che hai frequentato l’indirizzo di Grafica Pubblicitaria e Fotografia al liceo. Hai sempre avuto questa passione? Com’è nata?

“Si, mi sono diplomato nel 2012 in Grafica Pubblicitaria e Fotografia presso l’istituto De Luca di Avellino e subito dopo ho conseguito la laurea triennale presso lo ED (Istituto Europeo di Design” di Roma), dove ho appreso le nuove tecnologie dell’arte frequentando un corso di CGI. La passione per l’arte, in tutte le sue sfumature, è maturata nel tempo attraverso lo studio su libri di testo che mi hanno fatto apprezzare in particolar modo il mio artista preferito, Salvador Dalì, mastro del surrealismo”

Quando ho letto di te, mi ha colpito una frase “Un adulto creativo è un bambino sopravvissuto”. Ti reputi anche tu un bambino sopravvissuto?

“S’, sia in campo artistico sia nelle relazioni sociali. Ho scelto l’aforisma di Ursula K. Le Guin proprio perché mi rappresenta al 100 per cento. Sono anche del parere che per fare arte, come anche altre cose nella vita, c’è bisogno che emerga sempre il bambino “sopravvissuto” che è nascosto in ogni individuo. Il termine sopravvissuto non è affatto casuale ma si riferisce alla continua lotta tra quest’ultimo e la società che, in senso metaforico ovviamente, cerca di eliminarlo”

Tra le tante collaborazioni a cui hai lavorato, c’è anche quella con I Malamente oppure con l’Avellino Calcio a cui hai fatto il logo ai medici dello staff. Sono entrambe due realtà importanti per l’Irpinia, in un modo o nell’altro. Come ci si sente ad aver contribuito a questi progetti? Ti aspettavi questa “piccola” soddisfazione?

“Collaborare con i Malamente, insieme al mio amico Luca Garofalo, è stata un’esperienza stupenda. Non smetterò mai di ringraziarli per aver creduto in me, un regista sconosciuto e alle prime armi, al quale hanno affidato la realizzazione dei loro primi due videoclip musicali. Il poter raccontare con le immagini le battaglie sociali per le quali questi ragazzi dal cuore d’oro si battono,è stato un orgoglio per me. Anzi, non mi aspettavo questa piccola grande soddisfazione perché è nata per pure casualità…tutt’oggi camminando per Avellino, mi capita di vedere ragazzi che indossano la t shirt dei Malamente con la mia grafica e penso “Caspita, l’ho fatta io!”.

Per quanto riguarda la collaborazione con la squadra Calcio Medici Avellino, mi sento di ringraziare il dottor Pierluigi D’Amelio che mi propose di creare il logo della società. Una bella realtà calcistica per il nostro territorio che si rivolge anche al sociale con l’organizzazione di partite di beneficenza come quella a Montemiletto del 28 dicembre. La soddisfazione è anche in questo”.

So che sei un artista completo. Non solo grafico ma anche cantante. Come nasce questa tua passione? Da grafico a cantante è un attimo!

“Il canto è qualcosa che si è maturato nel tempo durante la mia esperienza da musicista. All’età di 8 anni ho iniziato a suonare il sax e poi ho frequentato il Conservatorio Cimarosa dove ho studiato tromba e forse è stato proprio questo strumento a donarmi l’intonazione per “canticchiare”. Sia chiaro, non sono un professionista e non mi ritengo tale ma con lo studio spero di diventarlo un giorno. Attualmente studio doppiaggio cantato a Roma alla Scuola Ermavilo con il Maestro Marco Manca, doppiatore di Gaston nel live action The Beautye the Beast e del genio della lampada nel live action di Aladdin”.

Ultima domanda: hai qualche progetto o desiderio (anche in vista del nuovo anno) che vorresti si avverasse nel campo lavorativo?

“Non ho particolari progetti per il 2020. Il mio principale interesse è quello di continuare a studiare per migliorarmi e un giorno, magari, diventare un professionista del doppiaggio cantato. Parallelamente mi auguro di poter coronare il mio sogno, quello di entrare a far parte di una troupe televisiva, magari come regista o aiuto regista…se son rose, fioriranno.

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