Avellino, immigrato pesta carabinieri e tenta rapina: condannato

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­E’ stato condannato a tre anni e due mesi di reclusione il 22enne senegalese accusato di tentata rapina, lesioni aggravate, oltraggio e violenza a pubblico ufficiale commessi ad Avellino.

La decisione è arrivata al termine del rito abbreviato con il quale il ragazzo aveva scelto di essere giudicato, dopo l’udienza di convalida dell’arresto eseguito dai carabinieri di Avellino.

“Così ha picchiato e provato a rapinare i carabinieri”

Il 22enne – secondo la ricostruzione degli investigatori – era entrato nella polleria De Caro che si trova nei pressi dei giardinetti di Piazza Kennedy, non lontano dal terminal dei bus della città capoluogo. E – dopo aver tentato inutilmente di vendere degli oggetti ai clienti della polleria – ha dato in escandescenze e si è sottratto a un controllo dei documenti, effettuato dai carabinieri intervenuti per fermarlo.

La sua fuga aveva avuto durata breve. Il 22enne era stato intercettato dai militari proprio nei pressi dei giardinetti di Piazza Kennedy. L’imputato – secondo quanto ricostruito dai militari di Avellino nel loro verbale – aveva colpito alcuni di loro e – nella concitazione del momento – tentato di sottrarre un borsello e una pistola. Tentativo fallito a causa della prontezza dei carabinieri che avevano eseguito l’arresto.

L’imputato avrebbe continuato a inveire anche in auto prima di essere portato in caserma. Era stata chiamata anche un’ambulanza in via precauzionale. Il ragazzo – secondo quanto ricostruito dagli investigatori – avrebbe avuto una reazione spropositata a causa dei fumi dell’alcol. L’identificazione effettuata in caserma aveva permesso di ricostruire la provenienza del 22enne. Il giovane è risultato essere un senza fissa dimora che si appoggiava, spesso, in strutture di fortuna a Salerno. E a volte si recava proprio ad Avellino per racimolare qualche spicciolo con l’attività di venditore ambulante.

La sentenza al termine del rito abbreviato

Al suo arresto avevano contribuito anche due finanzieri in borghese e alcuni vigili urbani di Avellino. Erano state cinque le persone che si erano poi fatte refertare all’ospedale Moscati di Avellino, a causa delle ferite riportate per i colpi inferti dall’imputato.

Durante l’udienza di convalida l’avvocato Gerardo Di Martino, che aveva sostituito il difensore di fiducia del 22enne, aveva evidenziato l’incapacità del giovane di capire la lingua italiana. Un fatto che avrebbe finito per pregiudicare la sua possibilità di difendersi.

Il gip, Gilda Zarrella, dopo aver ascoltato i carabinieri impegnati nel fermo e proprio l’imputato, aveva comunque deciso di confermare l’arresto e tutti i capi di imputazione a carico del giovane. Compresa la tentata rapina di pistola e borsello che ha finito per incidere sulla pena finale comminata al termine del rito abbreviato. Rito alternativo che ha permesso al 22enne di avere, comunque, lo sconto di un terzo della pena.

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