Altro che Ics, tre anni fa abbiamo respirato il triplo di diossina

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Lo ricordate lo spaventoso incendio che nel luglio di tre anni fa ridusse in cenere il Centro ecologico rottamazione veicoli “Urciuoli” lungo la variante tra Avellino e Atripalda? Probabilmente sì, anche allora si levò una coltre di fumo nero che appestò l’aria. Forse in maniera meno evidente rispetto all’incendio di Pianodardine, ma solo perché le fiamme divamparono alle 19 circa e vennero domate dai vigili del fuoco all’alba.

Livelli di diossina dieci volte superiori alla concentrazione attuale nell’aria di Avellino

Ebbene, questa mattina, nel corso del tavolo tecnico al comune per l’incendio della fabbrica Ics e le conseguenze su ambiente e salute, il responsabile Arpac ha ricordato quell’episodio. E’ servito a minimizzare la presenza di diossina nell’aria in questi giorni (al di sotto della soglia di 0,15), ma ha suscitato una certa inquietudine perché ci ha fatto sapere che in quell’estate del 2016, dopo il rogo sulla variante, tutti noi abbiamo inalato aria con un contenuto di diossina pari a 1. E cioè quasi dieci volte la concentrazione attuale. Ma non solo. Il triplo di quella rilevata mentre l’incendio della Ics era ancora in corso.

Nessuno consigliò ai cittadini di chiudere le finestre, di rimanere in casa, di girare con le mascherine

Eppure non ci ricordiamo di mascherine, di tavoli tecnici allargati, di comunicati Arpac diffusi con dovizia di particolari e ogni giorno, di stato di emergenza.

Certo, un po’ di preoccupazione (ma niente di speciale), qualche rilievo. Nessun evento rinviato, nessun consiglio di tapparsi in casa, di non consumare cibo, di sospendere la vendemmia. Niente.

Cosa è cambiato da allora? Vogliamo credere si tratti solo di una sensibilità diversa nei confronti delle questioni ambientali. O anche, l’adozione – in quest’ultimo caso – di protocolli di sicurezza che prima non c’erano. Speriamo. Perché se al contrario la risposta fosse un’altra, e che cioè le conseguenze di quel rogo siano stata solo sottovalutate, non mettendo in primo piano la tutela della salute dei cittadini, beh sarebbe a dir poco grave.

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