Avellino, inchiesta viadotti: Selleri (dirigente Autostrade) in Procura

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Viadotti a rischio, ascoltato in Procura ad Avellino, Alberto Selleri, Responsabile della Direzione Realizzazione Opere per la Condirezione Generale nuove Opere di Autostrade. Si tratta di uno degli ingegneri più quotati di Aspi. L’ingegnere, questa mattina è stato convocato dal Procuratore capo, Rosario Cantelmo, e dal sostituto, Cecilia Annecchini. (La foto di copertina è tratta da “Stradeeautostrade.it” e mostra Selleri, a sinistra, accanto all’ex Ad di Autostrade per l’Italia Giovanni Castellucci)

Viadotti a rischio, inchiesta bis si incrocia con i “report aggiustati”

Nell’indagine su viadotti a rischio in tutta la penisola italiana. Nata dopo il processo sulla strage del bus che, nel 2013, ha distrutto le barriere stradali del viadotto Acqualonga, precipitando in una scarpata e provocando 40 morti.

Due settimane fa la Procura di Avellino ha chiesto e ottenuto il sequestro preventivo delle barriere bordo-ponte posizionate ai lati di 10 viadotti lungo l’A14 Bologna-Taranto.
Si tratta dei ponti che insistono sulla tratta autostradale tra le uscite di Pescara Ovest e Pedaso in provincia di Fermo, precisamente “Fosso San Biagio”, “Campofilone”, “Santa Giuliana”, “Santa Maria”, “Cerrano”, “Marinelli”, “Valloscura”, “Petronilla”, “Viadotto Sp e Fosso Calvano” e “Vallelunga”.

Inchiesta di Genova dopo il crollo del ponte Morandi

Quasi contemporaneamente la Procura di Genova ha eseguito una serie di arresti tra dirigenti di Autostrade e della controllata Spea (che si occupa di monitoraggio e controlli della rete autostradale) , in un’inchiesta sui “report aggiustati” che riguardano altre infrastrutture. E – fra le intercettazioni raccolte – ce n’è una che riguarda il dirigente di Autostrade, Paolo Berti, che parla di Avellino. Berti, una delle figure più importante nell’organigramma di Aspi, in quelle registrazioni racconta di aver mentito per proteggere chi era più in alto di lui. Il suo interlocutore gli risponde di “fare un accordo col capo”.

Per gli inquirenti potrebbe trattarsi dell’allora Amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, Giovanni Castellucci, che qualche giorno fa si è dimesso anche dal ruolo di Ad di Atlantia legata al gruppo Benetton. Famiglia che detiene anche la maggioranza delle quote di Autostrade per l’Italia.

La Procura di Genova invierà le carte dell’indagine alla Corte d’Appello di Napoli, in vista del Processo in cui i magistrati avellinesi torneranno a chiedere la condanna dei dirigenti di Autostrade, assolti in primo grado. Grazie a quelle intercettazioni, potrebbe aprirsi un’inchiesta per reati gravissimi che vanno dall’intralcio della giustizia alla corruzione di testimone. Per Autostrade quelle di Berti sono dichiarazioni inverosimili.

Inchiesta bis: ascoltato in Procura ad Avellino Alberto Selleri

Ma è chiaro che ora l’indagine bis dei Viadotti punti ai dirigenti di Autostrade. Perché, complice gli accertamenti della Procura di Genova, per la prima volta si teorizza che controlli e interventi non adeguati su infrastrutture vitali, siano state il frutto di un patto preciso fra più attori. E non una sfortunata catena di errori.

Selleri, che riveste un ruolo di controllo fondamentale in Autostrade, probabilmente sarà sentito proprio sugli interventi eseguiti su alcune infrastrutture. Un altro capitolo dell’indagine, infatti, si focalizza proprio sulle relazioni che Autostrade avrebbe dovuto inviate al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Consegna che – per il perito Felice Giuliani, ascoltato nel processo per la strage del bus – potrebbero essere state disattese. Gli inquirenti non escludono che possa essere accaduto altre volte.

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