Il carcere di Bellizzi è disumano. Astensione dei penalisti

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La situazione nel carcere di Bellizzi ha raggiunto i limiti. Come confermano i continui casi di violenza, i tentativi di suicidio, una tensione sempre più evidente, la carenza di servizi di assistenza sanitaria, le difficoltà sempre più enormi incontrate dagli agenti di polizia penitenziaria. Per tutto questo – e dopo aver letto le relazioni dell’Osservatorio carcere scritte dopo una visita nel penitenziario avellinese – gli avvocati della Camera penale irpina hanno indetto per il prossimo sette ottobre una assemblea degli iscritti nell’aula magna del tribunale di piazzale de Marsico, e l‘astensione, quel giorno, da tutte le udienze penali.

Sovraffollamento, cure mediche inesistenti e pochi agenti di sorveglianza

I penalisti irpini così sintetizzano la situazione del carcere di Bellizzi: un grave sovraffollamento, il ridotto personale di sorveglianza rispetto al numero dei detenuti, gravissime lacune nei servizi di assistenza sanitaria specialistica, ingiustificabili ritardi nell’esecuzione e nel riscontro di accertamenti diagnostici all’esterno richiesti per i detenuti, notevole carenza di infermieri con conseguente e quotidiana difficoltà di somministrazione del metadone ai detenuti tossicodipendenti.

Ma non solo – nel documento della Camera penale, firmato dal presidente Luigi Petrillo e dal segretario Gaetano Aufiero – si punta l’indice contro “l’assoluta mancanza di assistenza psichiatrica, laddove il fabbisogno della popolazione carceraria è comprensibilmente assai elevato”.

Chi viene condannato o è in custodia cautelare non deve vivere in condizioni disumane

Gli avvocati segnalano anche il mancato funzionamento del laboratorio di radiologia perché manca il medico specialista, e questo rende complessa la diagnosi e la cura di molte patologie.

Tutte queste carenze sono già state segnalate, senza ottenere risultati. Anche per questo la Camera penale ritiene necessario un pubblico confronto. Per l’adozione di misure immediate a “ripristinare un’adeguata assistenza sanitaria per i detenuti e le minime condizioni affinché l’espiazione della pena e l’applicazione di una misura cautelare non assumano connotazioni disumane”.

All’assemblea convocata dalla Camera penale sono invitati anche i magistrati dell’ufficio di sorveglianza di Avellino, il direttore della casa circondariale di Bellizzi, il provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria, il garante provinciale dei diritti delle persone detenute, il direttore generale della Asl di Avellino, il responsabile dell’Uosd “Tutela della salute in carcere” della Asl di Avellino.

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