L’Irpinia si spopola: siamo sull’orlo del precipizio, tanti comuni spariranno

Stefano Famiglietti è un giovane di Senerchia. Ci racconta la lenta agonia del suo paese. E non si fa nulla per fermarla

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Stefano Famiglietti è un giovane di Senerchia, consigliere di opposizione ed ex membro del direttivo GD Avellino. Oggi parliamo con lui per capire qual è la situazione giovanile in un piccolo paese che vanta una tra le più alte percentuali di spopolamento dell’intera Campania.

Quanti abitanti ha perso Senerchia negli ultimi 10 anni? In quale fascia d’età?

Il contesto di riferimento riguarda un piccolo comune posizionato nell’alta valle del fiume Sele in Irpinia. Partirei dal suo castello come dimostrazione della sua morfologia. Un paese costruito in zona collinare/montuosa a cui fa da “faro” il castello costruito sul Monte Croce di dubbia fondazione longobarda e/o Normanna Senerchia era un comune posto a difesa di Conza della Campania città importante dal punto di vista economico e strategico del meridione d’Italia .

Ritorniamo ai giorni odierni. Parto dal dato generale fornito dal “Sole 24 ore”. Dal 2012 l’intera provincia di Avellino ha “perso” 7mila 600 abitanti. Per una provincia con meno di mezzo milione di abitanti non dovrebbe essere un dato molto allarmante poiché la storia insegna che le province interne hanno avuto sempre un problema di natura migratorio e il Sud del nostro Paese è in continua fase migratoria. Il problema reale è che la provincia è frammentata da tanti piccoli e/o piccolissimi comuni  come  Senerchia dove il fenomeno crea un problema sociale ed economico molto più visibile. Mi baso sul dato reale e sempre su fonte sopra citata, Senerchia è maglia nera della provincia di Avellino dove in 7 anni ha visto perdere il 20,5 % dei suoi residenti. Insomma siamo sull’orlo del precipizio e statisticamente potrebbe sparire nel giro di pochi anni. Sulla fascia d’età corrispondente posso affermare che si tratta di giovani tra i 25 e i 40 anni.

Quali sono, secondo te, le cause di questo fenomeno drammatico che a Senerchia ha proporzioni così massicce?

Sono un giovane che ha vissuto una infanzia e una adolescenza molto bella a Senerchia. Nel piccolo paese è difficile non conoscere i propri coetanei e non . Anzi spesso generazioni diverse condividono luoghi , pensieri, passioni e lavoro. Per cui si restava insieme e si giocava insieme . Il problema sorge, però, durante gli ultimi anni adolescenziali ad andare in avanti. Il comune è molto lontano da garantire opportunità di diversa natura e gli enti sovra comunali stentano a creare progetti economico-sociali di lunga visione. Tutto ciò è legato ai “protagonisti” politici che, credo, siano in povertà di idee nuove. Il comune di Senerchia è rimasto feudo di se stesso e le politiche amministrative da 7 anni a questa parte lo hanno reso davvero  inaccessibile a qualsiasi apertura al mondo esterno. L’elettorato è ancora legato a vecchie logiche politiche e le aperture al nuovo preoccupano molto più dell’estinzione del paese. Oggi è molto più difficile che in passato parlare all’elettore anzianotto e fargli comprendere che l’isolazionismo e la piccola e bassa logica politica porterà ad affrontare un disastro( forse) senza precedenti perché qualcuno dovrà pur dire che siamo sulla strada sbagliata. Per cui ritengo che la prima causa dello spopolamento parta da una natura politica-culturale e le conseguenze sono davanti agli occhi di tutti.

Quali sono le destinazioni più scelte dai tuoi coetanei in Italia o all’estero?

Negli anni antecedenti le due guerre mondiali le migrazioni erano rivolte verso le Americhe, Francia, Germania e Inghilterra . Qualche migrazione in Canada. Oggi i miei coetanei migrano verso il Nord italia, Francia, Belgio e Germania.

Quanti di loro partono non per scelta ma perché sono costretti a farlo? Quanti vorrebbero invece in futuro ritornare a Senerchia o in Irpinia?

Non posso conoscere le prospettive professionali di tutti i ragazzi che hanno deciso di abbandonare Senerchia. Ma, senza presunzione, si può affermare che la stragrande maggioranza di chi ha deciso di migrare lo abbia fatto per motivi di natura economica. I giovani hanno la necessità di realizzarsi. Di avere una base su cui poter costruire la propria vita professionale e creare una famiglia. Le opportunità sono davvero scarse. Non credo che i giovani migrati via da Senerchia ritorneranno un giorno in Irpinia. Dovrebbe essere il territorio a “stuzzicare” il loro ritorno. Per far sì che ciò possa accadere si dovrebbe mettere in funzione una nuova politica economica legata a nuovi scenari politico-imprenditoriali in grado di unire l’intera comunità in progetti legati alla natura morfologica del territorio stesso.

Le stime demografiche per i prossimi anni lasciano intendere un lento ma costante spopolamento dell’Irpinia e delle Aree Interne del Sud Italia. Cosa si dovrebbe fare adesso, secondo te, per provare ad invertire questa tendenza che sembra inarrestabile?

Chiedo scusa se a questa domanda non rispondo. Cadrei nel ridicolo perché ho sempre creduto che la realtà corrisponde a ciò che la comunità ha scelto. L’irpinia e il Sud in generale sono lo specchio delle loro scelte passate e presenti.. Una terra meravigliosa con  tanta poca volontà di cambiare pagina. Il mio piccolo comune è un esempio evidente.

Tu sei anche consigliere di opposizione a Senerchia, cosa sta facendo l’amministrazione per mettere un freno alla fuga dei giovani e ripopolare il paese? E le istituzioni in generale, cosa stanno facendo secondo te? 

Non esistono politiche attive del comune di Senerchia di fronte all’emorragia migratoria. Non esiste nemmeno più molto materiale su cui creare clientelismo personale per un proprio rendiconto elettorale. I dati reali parlano di un comune estremamente in difficoltà amministrativa. È rimasto un unico baluardo su cui poter ancora gestire un piccolo clientelismo locale e questo è legato alla continua rotazione di persone come faccendieri della nettezza urbana comunale. Si assumono persone a rotazione per piccoli periodi. Ognuno avrà la sua opportunità di fare il netturbino. Sulle istituzioni sovra-comunali per parlarne dovremmo ampliare il discorso nella sua enorme difficoltà. Come quelle  di proporre politiche attive in collaborazione di realtà imprenditoriali del territorio e non. Sempre nella valorizzazione e nel rispetto della verde Irpinia.

Chi o cosa pensi possa essere ritenuto responsabile per la situazione in cui ci troviamo oggi? C’è stato un punto di non ritorno?

Anche su questa domanda non ho la maturità e l’arroganza di rispondere. Vorrei solo che non ci fosse più un discorso legato alla caccia del responsabile e/o dei responsabili. Non è parlando del responsabile, o di chi ha la colpa del fallimento post-terremoto  che cresceremo come comunità. Dobbiamo iniziare a parlare del problema reale e  della sua soluzione futura. Il politico non dovrà più essere legato al suo feudo nelle elezioni amministrative e ai suoi feudi nelle tornate elettorali regionali, provinciali,ecc. Dovrà avere il coraggio di cambiare il messaggio. Oggi i dati economici ci affermano che siamo molto lontano dal progresso incessante dell’umanità e che stiamo lentamente andando verso il punto in cui sarà troppo lontano affermare che abbiamo sbagliato a scegliere cosa volevamo fare con il nostro territorio. Le soluzioni ci sono e ci sono uomini che insieme ad altri possono cambiare la rotta dal fallimento.

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