Avellino, Isochimica: via i cubi di amianto. I dettagli del progetto
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Avellino, Isochimica: saranno rimossi i 497 cubi di amianto all’interno dell’ex stabilimento di Pianodardine. La cui triste storia è al centro di un’inchiesta della Procura di Avellino che contesta, a vario titolo, i reati gravissimi di omicidio colposo plurimo, disastro ambientale, omissione in atti d’ufficio. Sono già ventisette gli ex operai deceduti, per patologie riconducibili proprio all’esposizione all’amianto.

Ora partirà il secondo step del progetto regionale di bonifica superficiale dell’Isochimica. I lavori hanno un costo complessivo di oltre tre milioni di euro e dovrebbero essere conclusi entro cento giorni.

Le aziende che si occuperanno della bonifica

Sono stati bocciati i ricorsi delle aziende non scelte come assegnatarie dell’appalto. A occuparsi dei lavori sarà un gruppo di società composto da la “Castiglia”, “Mondo Ecologia”, “La Carpia” e la “Simam Spa”.

Dopo l’abbattimento dei due Silos, si procederà con l’altro amianto contenuto nell’area dell’ex stabilimento di Pianodardine. Operazione delicata poiché va evitata la dispersione del metallo nell’aria. L’amianto sarà trasportato in una discarica, a ridosso di Matera, attrezzata per lo smaltimento.

Isochimica: questione attualissima

La questione dell’Isochimica è tornata d’attualità ora che, nello stesso territorio di Pianodardine, sono in corso altre delicate battaglie ambientali. Da un lato la lotta dei comitati ambientalisti all’inquinamento della zona della Valle del Sabato. Dall’altra battaglie più specifiche, come quella contro l’apertura di una fonderia.

Il progetto di bonifica dell’Isochimica è anche connotato da un forte valore simbolico: il desiderio di riscatto di una parte di Avellino che non può più essere relegata ai margini.

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