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La Serie A in diverse occasioni ha provato ad imitare la Premier League che gioca durante le festività natalizie, con il famoso Boxing Day di Santo Stefano o il 31 dicembre e il 1 gennaio. In diverse occasioni anche in Italia si è provato ad inserire match di campionato nelle festività. L’Avellino negli ultimi anni in Serie B infatti ha giocato diverse volte il 24 dicembre (indimenticabile un derby con la Salernitana) o il 30 dicembre. Ma è capitato anche in Serie A, nei mitici anni ’80, di sfidare, il giorno di San Silvestro, la Juventus. E che Juventus, quella di Trapattoni, con 9 campioni del Mondo del 1982 più Platini e Boniek.

Non fu una gara di festa quella che quel 31 dicembre 1983 andò in scena in un Partenio stracolmo. La Juve si giocava punti scudetto, l’Avellino ovviamente punti salvezza. Oltre 40.000 all’impianto di Via Zoccolari nonostante il giorno particolare, ma come si sa, il 31 dicembre si festeggia di notte, non il pomeriggio. L’Avellino non aveva iniziato bene quel campionato: l’allenatore Fernando Veneranda era stato esonerato alla 9^ Giornata, dopo il ko interno contro la Sampdoria. Al suo posto venne chiamato Ottavio Bianchi. Il tecnico che poi porterà al primo scudetto il Napoli, ancora non aveva vinto sulla panchina irpina. La Juve dal canto suo arrivava al Partenio prima con 18 punti, ma Trapattoni nel pre-gara aveva detto, lo Scudetto passerà da questo stadio. Se usciremo vittoriosi da Avellino, faremo un passo importante. La Juve temeva infatti la dura trasferta avellinese, un campo dove molte big ci rimettevano punti.

Il 31 dicembre 1983 l'Avellino chiuse l'anno con una gara il giorno di San Silvestro contro la Juve di Platini che arrivò al Partenio.

La Juve approcciò meglio la gara. I bianconeri passavano in vantaggio al 14′ con Michel Platini che realizzò con un gol di testa da fuori area dopo un’uscita avventata del portiere irpino. Ma dopo il gol la reazione biancoverde fu veemente e 30 secondi dopo, Franco Colomba con un sinistro pazzesco dal vertice sinistro dell’aria juventina trafisse Bodini che sostituiva Zoff ultra quarantenne e in procinto di ritiro. Ironia della sorte, il suo successore, Tacconi, il grande ex, neanche era tra i pali bianconeri che schieravano il terzo portiere.

La gara dopo il pareggio continuò con colpi da una parte e dall’altra. All’Avellino stava bene il pareggio, alla Juve no e ci provava. Nella ripresa Trapattoni si giocò l’altro grande ex, Beniamino Vignola e Cesare Prandelli per dare maggiore spinta alla Juve. Quando sembrava che l’1-1 ormai fosse scritto, all’87’ la Juve segnò. Fu Penzo con un tocco sotto a gelare il Partenio. Inutile l’assalto finale della compagine irpina, la Juve sbancò 2-1 il Partenio. Fu un successo che lo stesso Platini, a fine stagione ammise, che lanciò la Juve verso il suo 21° scudetto. Scudetto che ottenne con quale gara? Proprio quella di ritorno. L’Avellino riuscirà comunque a salvarsi grazie a un ottimo girone di ritorno, e conquisterà il matematico punto decisivo proprio nella gara di Torino, il 6 maggio 1984, con cui contemporaneamente la Juventus vincerà il suo 21° scudetto. Una festa annunciata dunque, come fu quella del 31 dicembre 1983 in ogni caso.

Avellino – Juventus 1983, il tabellino

Avellino 1-2 Juventus Stadio Partenio, Avellino, 31 dicembre 1983, 42.000 spettatori

MARCATORI: 14′ Platini (J), 15′ Colomba (A), 87′ Penzo (J)

Avellino: Zaninelli, Osti, Vullo, Schiavi, Favero, Lucci (’41 st Bergossi), Barbadillo (’34 st Bertoneri), Tagliaferri, Diaz, Colomba, De Napoli. A Disp: Paradisi, Cilona, Maiellaro. All. Ottavio Bianchi

Juventus: Bodini, Caricola, Cabrini, Bonini, Brio, Scirea, Penzo, Tardelli (’42 pt Prandelli), Rossi, Platini, Boniek (’19 st Vignola). A Disp. Graziani L., Tavola, Koetting. All. Giovanni Trapattoni

Arbitro: Barbaresco di Cormons

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