Avellino. Debiti, ecco la verità. A questo punto: Priolo sindaco

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La situazione è grave, ma non disperata. E anche per questo: niente dissesto dell’ente, ma piano di riequilibrio pluriennale dei conti. O meglio: pre dissesto. Come dire: la città ha una chance. E’ la sintesi della conferenza stampa indetta a Palazzo di Città dal commissario prefettizio, Giuseppe Priolo, affiancato dai sub commissari Silvana D’Agostino e Francesco Ricciardi.

Priolo, il nostro è un atto di responsabilità

“Abbiamo voluto assumerci la responsabilità di redigere un piano di rientro. Una operazione complessa, ma possibile. Avremmo potuto fare una scelta di comodo, una scorciatoia. Dichiarare dissesto e lasciare ad altri il compito gravoso di affrontare questa situazione”.

La parola chiave è proprio questa: responsabilità. L’altra è competenza. E diciamolo, ci sentiamo più tranquilli – da cittadini di Avellino -, sapendo che la questione debiti è nelle mani di tre commissari che non hanno altro interesse se non quello di rimettere in sesto il comune. Non devono essere rieletti. Non hanno fatto promesse che non possono mantenere. Non hanno scheletri alloggiati in qualche armadio.

I debiti ammontano a venti milioni

I debiti sarebbero di 20 milioni circa. In conferenza stampa sono stati evitati numeri precisi. Ma questa è l’entità del profondo rosso. Molto meno delle allarmanti cifre circolate nel corso dell’amministrazione Ciampi, quando i 5Stelle hanno avviato la cosiddetta “operazione trasparenza” sul bilancio. Qualche comune, delle stesse dimensioni, ha cinquanta milioni di debiti. Benevento – in dissesto – ne ha più di cento. Avellino non ha neppure un debito strutturale, il personale pesa intorno al 20 per cento rispetto alla spesa. Molto poco. Anzi, “si può e si deve assumere, anche due dirigenti”, hanno dichiarato i commissari.

Avellino. Debiti, ecco la verità. A questo punto: Priolo sindaco
Il sub commissario Silvana D’Agostino e il commissario Giuseppe Priolo

Il problema numero uno: i tributi non riscossi

Perché la questione è una, e una soltanto: i tributi non riscossi. Il comune intasca intorno al 30 per cento di Imu e Tari. Una miseria. Con queste cifre non si va da nessuna parte. Per questo è necessaria una radicale riorganizzazione degli uffici. I tributi vanno pagati. Nessun salasso per i cittadini, ma Imu e Tari non possono essere evase da un numero così consistente di residenti. O non si esce dall’impasse, e allora il crack è inevitabile.

Poi pesano dei mutui e dei contenziosi (relativi soprattutto a lavori pubblici). Ma lì la situazione è sostenibile.

Il futuro sindaco seguirà il piano?

Il punto ora è un altro: i commissari presenteranno un piano (valido anche per il 2019). Ma toccherà ai prossimi amministratori seguire quella traccia. In caso contrario tutto rischia di arenarsi subito. E il dissesto potrebbe essere l’unica opzione possibile.

Ma la scommessa grande, lo avrete capito, è la completa riorganizzazione degli uffici comunali. Lì si è creato l’ingorgo. Anche a causa di una pianta organica ridotta all’osso, capace – proprio per questo – di svolgere con difficoltà solo l’ordinaria amministrazione. Servirà invece una “squadra speciale tributi”, che avrà il compito di riportare a livelli accettabili la percentuale di cittadini in regola. Cittadini, aziende, ed enti. Per inciso. Al momento Avellino è maglia nera in Italia. In pratica: è la città che paga meno imposte comunali. E anche – non c’entra, ma è un dato – quella ai vertici nazionali per polveri sottili nell’aria.

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Qualche chiarimento sui beni in vendita

Sui beni in vendita, i commissari hanno chiarito che la presunta cessione a privati dello stadio Partenio o di altre proprietà comunali, non ha nulla a che vedere con il piano di rientro. La questione è un’altra, più semplice. Se ci sono dei beni, o il comune li rende fruttuosi (per le casse e la comunità), o è meglio alienarli.

Il commissario Priolo e la sua squadra avrebbero dovuto garantire solo l’ordinaria amministrazione fino all’insediamento del nuovo governo cittadino dopo le elezioni del 26 maggio. E invece, stanno facendo molto di più. Piano di rientro dei debiti, no ad altre aziende inquinanti a Pianodardine, tra non molto l’agibilità all’Eliseo. In pochi mesi e senza proclami. Sarebbe il caso di consigliare al futuro sindaco di Avellino di prendere esempio.

A meno che non propongano – con una larga e trasversale coalizione .- di candidare lo stesso Priolo. Non accadrà. Perché il commissario non accetterebbe (fa un altro mestiere). E perché nessuno è disposto a fare un passo indietro. Ma almeno il futuro primo cittadino prenda appunti. Poche chiacchiere, zero polemiche e più fatti.

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