Legambiente Valle Solofrana: tutta l’Irpinia è a rischio inquinamento

Le associazioni impegnate per la tutela del territorio. Il nostro Stefano Carluccio è stato a Solofra per incontrare il presidente del circolo di Legambiente, Antonio Giannattasio

7' di lettura

Legambiente è un’associazione molto attiva in provincia di Avellino. In particolare nelle zone più a rischio. Come la Valle dell’Irno. Oggi cercheremo di capire meglio cos’è e cosa fa parlando con Antonio Giannattasio, Presidente del Circolo Legambiente “Valle Solofrana”.

Quando e come nasce Legambiente in Italia e in Irpinia?

Legambiente è nata nel 1980, erede dei primi nuclei ecologisti e del movimento antinucleare che si sviluppò in Italia e in tutto il mondo occidentale nella seconda metà degli anni ’70. Nel 2020 celebreremo il nostro 40esimo anniversario contando 18  sedi regionali e circa 1000 gruppi locali. I circoli, che sono il cuore pulsante dell’attivismo di Legambiente sui territori, attualmente presenti in provincia di Avellino sono quattro Alta Irpinia, La Voce della Terra, Alta Valle del Sabato e Valle Solofrana. Il nostro Circolo nasce nel 2017 dall’esperienza decennale di alcuni cittadini attivi in ambito associativo ambientale e culturale, continuando il lavoro svolto dal precedente Circolo Soli Offerens sorto nel 2003. L’idea progettuale di fondare un presidio di volontariato nell’Alto Bacino del Sarno è scaturita dalla richiesta di chi vive il territorio con tutte le sue contraddizioni, circondato dai monti del Parco Regionale dei Picentini ed attraversato dal Torrente Solofrana, confinante con la provincia di Salerno.

Quale è stata l’accoglienza quando è stata creata Legambiente?

Come dicevo la maggior parte dei soci ha esperienza nell’ambito dell’associazionismo e quindi consapevoli che una associazione ambientalista in un contesto fortemente gravato dalle attività antropiche ed industriali potesse incontrare delle resistenze. Noi ci siamo sempre posti come legame tra il territorio, la cittadinanza, il lavoro, l’economia e la politica, elementi strettamente interconnessi e anche molto esigenti. È, però, il coinvolgimento che spesso diventa difficile in particolare su questioni che pongono in contrasto argomenti importanti come ambiente e lavoro.

Quali sono i valori di Legambiente e come si prefigge di raggiungere i propri obiettivi?

È un’associazione senza fini di lucro fatta di cittadini e cittadine, che hanno a cuore la tutela dell’ambiente in tutte le sue forme, la qualità della vita, una società più equa e attraverso il volontariato e la partecipazione diretta si fanno promotori del cambiamento per un futuro migliore. La nostra missione si fonda sull’ambientalismo scientifico, raccogliendo dal basso migliaia di dati sul nostro ecosistema, che sono alla base di ogni denuncia e proposta, senza mai tralasciare l’aspetto formativo che con l’educazione ambientale diffondiamo nelle scuole e nelle giovani generazioni.

Quali sono state le iniziative che avete portato avanti negli anni come Circolo Legambiente della “Valle Solofrana” e quali quelle di cui siete più orgogliosi?

I temi, che i volontari affrontano, sono legati alla gestione dei rifiuti, al dissesto idrogeologico, all’acqua bene comune e al verde urbano, impegnandoci soprattutto nell’educazione ambientale e collaborando con gli istituti scolastici della provincia di Avellino. Tra le principali attività svolte ricordiamo l’appuntamento annuale di Puliamo il mondo, giornata di volontariato ambientale nel segno del riscatto dei luoghi abbandonati, i percorsi di Fattoria Didattica per avvicinare i più piccoli al contatto con la natura e la partecipazione e la redazione di Dossier come Goletta dei Fiumi della Campania e sulle Acque sotterranee dell’area solofrana-montorese, progetti di monitoraggio, informazione e sensibilizzazione sulle criticità del bacino del Fiume Sarno. Bellissima è stata anche l’esperienza “Verso l’Arco” con cui abbiamo fatto scoprire una bellezza unica del nostro territorio, l’arco naturale nel Parco dei Monti Picentini, condivisa con la pro-loco di Solofra, Asbecuso e il Cai.

Com’è il rapporto con l’amministrazione e con le altre associazioni della provincia?

Amministrazioni ed associazioni sono da sempre nostri interlocutori. Penso che qualsiasi amministrazione non possa non avere un buon rapporto con una associazione che ha a cuore il bene e la valorizzazione del proprio ambiente e del proprio territorio. Quindi se a volte si creano dei confronti più forti è per chiedere maggiori informazioni sulle azioni messe in campo o indirizzare, attraverso canali istituzionali come le conferenze dei servizi, osservazioni su quello che avviene sul territorio. Per quanto riguarda le associazioni provinciali, con Libera, in primis, condividiamo dei percorsi sulla legalità, senza dimenticare il movimento Fridays For Future, ma anche con reti di comitati ed associazioni, vedi “Pensiamo alla salute” con cui abbiamo proposto e ora seguendo un confronto sulle tematiche ambientali con il sindaco di Avellino e anche con le sigle sindacali sulle questioni ambiente, lavoro e salute. Positivo, infine, anche il rapporto con le associazioni e i comitati del comprensorio Solofra-Montoro. Ogni qual volta si condividono le finalità e le proposte, la collaborazione e la sinergia con forze territoriali è fondamentale.

Quali sono i progetti futuri del Circolo e quali le prospettive che avete a medio termine?

Più che progetti futuri, parlerei del nostro progetto per il futuro cioè quello di continuare a fornire informazioni chiare sullo stato di salute dell’ambiente, sensibilizzare le persone, le aziende e le istituzioni a prendere parte al cambiamento. Obiettivi che perseguiamo attraverso le campagne storiche come Puliamo il Mondo, la Festa dell’Albero e Nontiscordardimè che ci avvicinano al mondo della scuola e non solo e campagne nuove come Volontari per Natura e Goletta dei Fiumi. Uno strumento che proveremo a strutturare con più giornate di volontariato, come abbiamo fatto il 16 luglio scorso in collaborazione con il CSV di Avellino, è la Citizen Science con cui si diventa subito protagonisti di un nuovo modo di affrontare le vertenzeterritoriali attraverso una ricerca e un monitoraggio diretto delle matrici ambientali.

Qual è la situazione in Irpinia dal punto di vista ambientale e dell’inquinamento? Quali le zone più a rischio e cosa si può fare per tornare alla normalità?

Oltre alle vertenze territoriali note, vedi l’area solofrana-montorese o la valle del Sabato, possiamo, purtroppo, constatare che nessuna area può ritenersi al sicuro. Ad esempio basta vedere la foto che ci restituisce l’ultimo rapporto ecomafia 2019 di Legambiente. In Campania,sempre più capitale di illegalità ambientale con 27 reati al giorno, la classifica regionale relativa al traffico illecito di rifiuti vede la provincia di Avellino, al secondo posto dopo Napoli, con 186 infrazioni accertate, mentre è prima per i reati legati al ciclo del cemento con 408 infrazioni, 707 persone denunciate e 44 sequestri. Aspetti da non sottovalutare. Dobbiamo prima di tutto non dare nulla per scontato e ritornare ad amare il nostro territorio, chiedere maggiore controllo va bene ma bisogna iniziare ad essere protagonisti di processi partecipativi, poiché il depauperamento demografico ed economico non diventi alibi per attività contro i beni comuni.

Qual è la situazione in Irpinia dal punto di vista dell’impegno giovanile in associazioni come la vostra? Notate dei cambiamenti?

Facendo anche autocritica, posso affermare che spesso l’associazionismo rincorre a fatica le richieste rapide e gli strumenti innovativi tipici del mondo giovanile attuale e quindi anche l’impegno segue metodologie diverse. Almeno per l’esperienza personale gli ultimi anni la partecipazione non ha goduto di grossi numeri. Però la questione ambientale nell’ultimo anno, con il movimento Fridays For Future, ha giovato dell’energia dei ragazzi che sono stati in grado di organizzare una presa di coscienza trasversale e transgenerazionale. La problematica dei cambiamenti climatici, avvertita come qualcosa di lontano e irrisolvibile, è tornata al centro delle discussioni nelle aule delle scuole e nelle sedi universitarie, chiamando tutti a rispondere anche attraverso piccoli gesti quotidiani. Penso che Legambiente possa trovare in questi ragazzi interlocutori curiosi ed appassionati soprattutto nel passaggio dalla questione globale alle dinamiche locali in cui i circoli operano.

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