Avellino, mazzette per truccare esami Tfa. La Cgil: calunnie
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Avellino, mazzette per truccare esami Tfa. La Cgil: calunnie

Esami per l’abilitazione all’insegnamento truccati in cambio di mazzette. La Cgil di Avellino non ci sta e passa al contrattacco: solo calunnie.

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Esami per l’abilitazione all’insegnamento truccati in cambio di mazzette. La Cgil di Avellino non ci sta e passa al “contro-attacco” con una nota ufficiale, firmata dal segretario generale Franco Fiordellisi.

La denuncia della Cgil

“Ho presentato ai carabinieri una denuncia perché negli ultimi giorni si sono fatte insistenti le voci per cui sindacati distribuirebbero le tracce per l’esame del TFA (tirocini formativi attivi che assegnano l’abilitazione all’insegnamento) in cambio di grandi somme di denaro (14 o 15 mila euro)”

A queste cifre vanno aggiunte quelle che il concorrente dovrà normalmente pagare, pari a oltre 4mila euro.

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Il sindacato ha diffidato gli eventuali calunniatori e aggiunge: “La CGIL si è sempre opposta a pratiche clientelari e di corruzione. Per questo motivo si è rivolta alle forze dell’ordine per evitare ogni forma di calunnia nei confronti dell’organizzazione e per richiedere accertamenti. Siamo a disposizione per fornire ulteriori elementi utili alle indagini, se ne verremo a conoscenza, e pronti a costituirci parte civile in un eventuale processo”.

Ad Avellino l’indagine sui diplomi falsi

Ad Avellino è ancora ben viva l’eco dell’indagine sui diplomi falsi, nata dagli accertamenti su un ex collaboratore esterno della Cisl di Avellino, condannato in primo grado a oltre quattro anni di reclusione.

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Un’indagine che si è estesa anche alla provincia di Caserta. Il procuratore capo di Avellino, Rosario Cantelmo, e il sostituto, Antonella Salvatore, ipotizzano l’esistenza di un sistema strutturato che forniva diplomi per superare esami fondamentali per insegnare nelle scuole. Sono 43 le persone indagate per concorso in corruzione.

Anche alla luce di queste gravissime vicende, la Cgil di Avellino ha inteso subito stoppare delle “voci” che si stavano facendo insistenti e potevano sollevare un nuovo polverone mediatico.

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