Sorrisi & Sapori. Hosteria “Giù da Thomas”: tra i vicoli fioriscono gli aromi

Continua il percorso enogastronomico del nostro Eugenio Corsi tra i migliori ristoranti d'Irpinia. Questa volta è stato ad Avellino...

4' di lettura

Mi trovo nel cuore del centro storico di Avellino, esattamente in Via recinto Dogana 5. Ed è qui che incontro il calore e la simpatia di Thomas e della sua osteria, un luogo elegante ed accogliente ma non solo. L’osteria infatti è anche una vera e propria galleria d’arte che attualmente ospita i quadri di Bruno Tarantino.

L’osteria a mio giudizio deve essere innanzitutto questo, un luogo familiare in cui non solo chi si ferma a mangiare si senta a casa propria ma anche chi è artista dentro possa avere la possibilità di esprimersi liberamente. Ed è per tale ragione che il locale è aperto a chiunque desideri esporre le sue opere ma non solo. Fino ad oggi ho dato spazio a varie mostre di pittura ma ho deciso di allargare il discorso anche alla musica ragion per cui a breve, chiunque vorrà proporre un prodotto musicale di qualità sarà sempre il benvenuto.

Parliamo della tua passione per la cucina e di quando è iniziata.

Ho avuto le mani in pasta fin da bambino, il cognome che porto è un’eredità non da poco: Taccone. Lo stesso di mio zio Alfredo, il mitico “Barone” dell’omonima trattoria. Nel corso del tempo poi, furono i miei a dare vita prima al bar “La capitale” affianco al vescovato e successivamente al “Ritrovo degli artisti” un piccolo ristorante di grande successo nei pressi del teatro Carlo Gesualdo. In seguito alla scomparsa di mio padre il ristorante venne chiuso e subito dopo le superiori io iniziai ad approfondire la professione di ristoratore spostandomi in Europa. Ho lavorato a Bulus in Alsazia, Londra, Lugano ed alla fine ho deciso di tornare nella mia amata città, dove ho prestato il mio servizio presso il Radici resort di Piero Mastroberardino, ed il Marennà dei feudi. Il desiderio di mettermi in proprio però era sempre più forte ed alla fine ecco l’osteria.

Un po’ nascosta peraltro…

Com’è giusto che sia. Le vere osterie non si trovano mai fronte strada così come gli aromi, li puoi trovare solo nei vicoli dove non passano le macchine. E le due cose viaggiano sempre di pari passo. Questo luogo tra l’altro è magico già per il solo fatto di avere di fronte la dogana. Che sofferenza vederla ancora “imbalsamata”. Mi auguro che quanto prima possa ritrovare il suo splendore!

Quali sono le tue proposte culinarie?

Iniziamo con un antipasto decisamente abbondante ed a seguire, visto che ci stiamo avviando verso l’autunno ed è giusto mantenere la stagionalità con i prodotti della nostra Irpinia, proponiamo parmigiane, zuppe varie, fagioli con castagne, rape e patate e il mitico mallone.

Per i primi?

Fusilli fatti a mano con ragù di cinghiale e di pezzente, maltagliati, lasagne, lagane e ceci, tagliatelle ai porcini, paccheri con friarielli e cotechini, rigatoni alla genovese, orecchiette alla siciliana ed altro ancora. Il venerdì lo dedichiamo molto al pesce fresco e quindi si possono degustare impepate di cozze, fritture di gamberetti, pasta fatta a mano con zucchine e gamberetti, spaghetti con lupini e “frigitelli”, risotto alla pescatora ed altro ancora.

Passiamo ai secondi.

Tutti i venerdì pesce freschissimo, sempre adattandomi a quello che mi consiglia Alessandro, il mio fornitore. A seguire consiglierei la nostra entrecôte. Poi la tagliata di vitello podolico. Dopo di ciò il baccalà che è presente tutti i santi giorni cucinato fritto ed accompagnato da ceci e sedano riccio. Sempre il venerdì poi, propongo anche lo stoccafisso in umido con i “frigitelli”, una ricetta che ho rubato da mio nonno e che ho leggermente rivisitato. In realtà, la mia è una riscoperta delle tradizioni e quindi mi concentro molto sui cosiddetti piatti poveri, che per quanto semplici in verità non lo sono affatto.

Vini?

Innanzitutto i nostri, sia bianchi che rossi ovviamente. Come extraregionali direi Valpolicella, Chianti e Barbera.

Con quali dolci ed alcolici ci si può deliziare ulteriormente il palato?

La dolcezza si sa è donna, ragion per cui è la mia ragazza ad occuparsene. È in grado di produrre un ottimo tiramisù ed a seguire delizia al limone e piccoli panettoni con cacao e mandorle. Da accompagnare con Brandy di Avellino, nocino dei Curti e grappe di Mazzetti.

Fascia di prezzo?

Per un pranzo o una cena completa accompagnata da calice di vino, partendo dall’antipasto fino al dolce non superano i trenta euro a persona.

Giorno di chiusura?

Il lunedì. Consiglio sempre la prenotazione al 348 606 3011

Grazie Thomas.

Grazie a te.

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