Avellino news: ultime notizie 2 dicembre

Avellino news: le ultime notizie di oggi 2 dicembre 2020.

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6' di lettura

Avellino news: le ultime notizie dall’Irpinia di oggi 2 dicembre 2020. L’articolo è aggiornato alle 20.05.

Coronavirus: 69 contagi in Irpinia

Coronavirus. In Irpinia sono stati registrati nelle ultime 24 ore altri 69 contagi da coronavirus mentre sono morte altre due persone che erano in ospedale. Sono stati però effettuato pochi tamponi e la percentuale di contagio resta sopra il 10%. Ad Avellino i nuovi positivi sono stati 19. (Clicca qui per leggere i contagi comune per comune)

Aste ok: indagato torna libero

Nuovo Clan Partenio, filone delle aste giudiziarie: il tribunale del Riesame di Napoli ha revocato gli arresti domiciliari a carico di Antonio Forte, difeso dall’avvocato Carmine Danna, che in sede di interrogatorio di garanzia (davanti al gip), aveva deciso di rispondere alle domande del giudice e respingere le accuse a suo carico. (Clicca qui per approfondire la notizia).

Potenza-Avellino: vincono i lupi

L’Avellino calcio torna a vincere e lo fa fuori casa, nello stadio del Potenza dell’ex allenatore dei lupi Eziolino Capuano. E’ stato sufficiente un gol di Maniero che poi è andato a esultare, abbracciando il mister Braglia.

Rissa a Lioni: assolti

Il giudice presso il tribunale di Avellino ha assolto quattro imputati, accusati a vario titolo, di rissa aggravata, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale nei confronti di alcuni carabinieri, per dei fatti avvenuti nel 2015. I militari erano intervenuti, questa la ricostruzione dell’accusa, per sedare un principio di rissa fra i quattro imputati e in quel frangente si era materializzata la resistenza (sempre secondo l’ipotesi della Procura).

Oggi il Pm in aula ha chiesto delle condanne. Il giudice ha però accolto la ricostruzione del collegio difensivo (avvocati Fabio Tulimiero, Gerardo Di Martino, Antonio Capasso e Pierpaolo Castellitto), e ha assolto gli imputati.

Coronavirus Avellino: due morti

Sono deceduti altri due pazienti Covid-19: un 67enne di Sperone (Avellino) e una 83enne di Ariano Irpino (Avellino). L’uomo, positivo al virus, era arrivato al Pronto soccorso della Città ospedaliera di Avellino il 25 ottobre scorso. Ricoverato in terapia sub-intensiva al Covid Hospital, era stato trasferito in terapia intensiva il 5 novembre.

All’ospedale Frangipane di Ariano Irpino sono ricoverati

Presso il P.O. “Frangipane” di Ariano Irpino risultano ricoverati: 
◦   n. 2 pazienti ( su 7 posti letto) in Terapia Intensiva;
◦   n. 12 (su 12 posti letto)pazienti in Medicina Covid;
◦   n. 22 pazienti in Area Covid, di cui 14 (su 16 posti letto) in Medicina e 8 (su 10 posti letto) in Sub Intensiva.

Asilo di Solofra: docenti sotto inchiesta. Il punto

Il 22 gennaio 2020 ci sarà l’udienza preliminare per i quattro docenti finiti in un’inchiesta per presunti maltrattamenti e violenza sessuale (ipotizzata nei confronti di un solo insegnante) che sarebbero avvenuti nell’asilo di via Fratte a Solofra. (Clicca qui per leggere i dettagli)

Asilo di solofra. I Pm chiedono il processo
Asilo di Solofra

Sidigas: la nota di Meo

Dopo l’incontro tra il sindaco di Avellino, Gianluca Festa, l’amministratore della Sidigas, Scalella, ed il custode giudiziario, Baldassarre, finalizzato ad avviare l’operazione-salvataggio della Scandone, è arrivata la nota del’avvocato Arturo Meo, componente dell’Assemblea Nazionale di Fratelli d’Italia.

Ecco il testo integrale:

‘Nel pomeriggio, l’A.D. della Sidigas SpA, Scalella, dopo un incontro con il legale rappresentante pro tempore del Comune di Avellino, per parlare dei 23. milioni di euro di euro di debiti della società cestistica Felice Scandone, di proprietà del gruppo SIDIGAS, ha dichiarato pubblicamente di volersi accollare 6.900.000,00 di euro oltre oneri procedurali per salvare il titolo sportivo.

Ci si domanda, ma non si era in presenza di un gruppo in decozione, subissato da debiti per i quali il proprietario è stato rinviato a giudizio?

Una società in decozione, con milioni di euro di debiti, come afferma Scalella, si accolla circa 7.000.000,00 di euro di ulteriori debiti per salvare il titolo sportivo della squadra di basket cittadina?

E, casomai, per poi cederla a prezzi irrisori a soggetti terzi?

Ci si chiede, allora, per quale motivo lo scorso anno è stato ceduto l’U.S. Avellino 1912 allorquando sarebbero bastati solo 150.000,00 per portare a termine il campionato.

Davvero non si comprende la strategia dello Scalella che, oltre a voler, come da lui stesso dichiarato “alienare tutti gli asset della vendita e della distribuzione del gruppo SIDIGAS”, oltre a dichiarare che “questa macchina in corsa ha dovuto dar via alcuni gioielli di famiglia perché ha raggiunto un indebitamento di circa 250.0000.000,00 di euro”, oltre a parlare di“una azienda fortemente indebitata” come solo può pensare di sottrarre 7.000.000,00 di euro ai creditori delle società che amministra per soddisfare il 30% dei creditori della Scandone?about:blank

La SIDIGAS è una società in decozione, sempre a dire di Scalella, che intende, però, indebitarsi di altri 7.000.000,00 di euro quando, invece, non sono stati investiti 150.000,00 euro per terminare il campionato calcistico 2019-2020, che avrebbe portato sicuramenti vantaggi in ottica aziendale.

Scalella è a conoscenza del fatto che un investimento di meno della metà della somma di cui parla oggi (un paio di milioni di euro), nella scorsa stagione calcistica, avrebbe potuto portare l’U.S. Avellino 1912 in serie B con, ovviamente, un valore economico più alto se avesse poi, ugualmente, insieme a Baldassarre, deciso di alienare l’asset?

Perché basket si e calcio no?

Sia chiaro, nulla contro la realtà di basket cittadina, che tanto ha dato alla nostra terra, ma qui si parla di gestione aziendale e, pertanto, vedere disparità di trattamento negli “aiuti” concessi ad una sola delle realtà sportive in orbita Sidigas ci crea degli interrogativi.

Ma per caso il calcio ed i tifosi del calcio hanno meno importanza rispetto al basket?

Le dichiarazioni di Scalella, pertanto, ci fanno comprendere che il gruppo SIDIGAS abbia finalmente risolto tutti i suoi problemi economici se può impegnare tali somme per salvare il basket.

Infine, domandiamo a Scalella da dove nascono 23.000.000,00 di euro di debiti.

Non avrà alcun problema, lo Scalella, ad esibire la documentazione attestante tale passività, per far comprendere con chiarezza chi sono questi creditori talmente benefattori che non hanno mai avanzato una richiesta di fallimento nei confronti della Scandone.

Immaginare, poi, di chiedere ai creditori di Sidigas di venire incontro alla società e ridurre all’osso i debiti del gruppo potrebbe portare alla ristrutturazione aziendale con molta facilità.

La solerzia di Scalella nel chiedere sacrifici ai creditori del basket sicuramente si trasferirà nel proporre la stessa richiesta a tutti i creditori del gruppo.

Potrebbe aprire un nuovo scenario giuridico per tutti coloro che si trovano nella stessa condizione della SIDIGAS.

Concludendo, come è possibile pensare di salvare un titolo sportivo cestistico impegnandosi a versare 7.000.000,00 di euro, quando sono ancora a rischio centinaia di posti di lavoro dei dipendenti del gruppo SIDIGAS che vedrebbero (a questo punto il condizionale è d’obbligo) all’orizzonte, ancora un futuro più che cupo.

L’ultimo interrogativo, dettato dalla mia ignoranza giuridica, è relativo agli interlocutori di questa vicenda.

Non dovrebbe essere lo stesso Tribunale ad autorizzare trattative con i creditori piuttosto che il legale rappresentante del comune di Avellino?

Sono sicuro che Scalella risponderà a tutti i miei dubbi, fugando le perplessità nascenti da questa operazione e illustrando come intende salvare i posti di lavoro del gruppo SIDIGAS”.

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