Avellino, Patto ambientalista. Otto punti per i candidati

3' di lettura

Venti associazioni e otto punti, da sottoporre ai candidati sindaco di Avellino. Otto punti con un solo denominatore comune: l’ambiente. Un tema chiave per il futuro della città, e non solo. (Leggi la cronaca dell’incontro al Circolo della Stampa)

L’iniziativa “Pensiamo alla salute!”, è di quelle che rendono vera e credibile una campagna elettorale. Trasformano in fatti concreti, vacue promesse pre voto, o arditi e fantasmagorici programmi. Ed eludendo polemiche senza senso, insulti infantili, chiacchiere da bar, spregevoli pettegolezzi.

Questi gli otto punti. Elencati in conferenza stampa da Franco Mazza – presidente del Comitato Salviamo la Valle del Sabato ed esponente provinciale dei Medici per l’ambiente -:

completare la bonifica dell’Isochimica.

Riportare le polveri sottili entro i limiti di legge, coinvolgendo la Regione Campania, il ministero dell’Ambiente, quello della Salute e la comunità scientifica e associativa.

Implementare il monitoraggio ambientale con centraline e controlli a sorpresa per la tutela della legalità.

Intervenire contro ogni esalazione maleodorante (in particolare lo Stir).

Rientrare nel consorzio Asi e guidare la definizione di un nuovo regolamento a tutela della salute e dell’ambiente che trovi applicazione anche con le Zes.

Tutelare la natura pubblica e trasparente della gestione dell’acqua.

Orientare le attività del comune a una filosofia plastic free.

Otto punti, otto proposte. Che non possono essere ignorate.

Otto punti e otto proposte: un solo candidato sindaco presente all’incontro di questo pomeriggio al Circolo della Stampa: Amalio Santoro. Non è un buon segnale.

Ora, che ci sia più attenzione per i temi ambientali ci pare ovvio. E anche i programmi presentati dai candidati più o meno affrontano la questione: piste ciclabili, mobilità sostenibile, bonifica dell’Isochimica. Ma quelle sono dichiarazioni d’intenti. Possono essere una base di partenza, ma nulla di più. Soprattutto se alle parole non si fanno seguire azioni amministrative conseguenti.

Le venti associazioni chiedono un impegno vero prima del voto. Un patto per l’ambiente, da siglare entro il 20 maggio con i candidati che riterranno i punti proposti dalle associazioni, non solo condivisibili, ma obiettivi da realizzare. E il prima possibile.

Il discorso delle associazioni parte da tre basi incontrovertibili: Avellino è la città più inquinata d’Italia dalle cancerogene polveri sottili, la Valle del Sabato è un serbatoio di veleni che si estende al capoluogo a tutti i comuni dell’hinterland (Avellino compresa), e in Irpinia ci si ammala di inquinamento: non è una supposizione, ma ci sono dati precisi. “E i più a rischio – ha aggiunto Mazza – sono i bambini e le donne incinte”.

Se non si parte ora, definendo con chiarezza una linea di governo che affronti questioni ormai vitali per Avellino e buona parte della provincia (almeno dalla Valle del Sabato alla Valle dell’Irno), sarà poi troppo tardi. E quella già stucchevole definizione di “verde Irpinia”, racconterà solo un passato che non potrà tornare.

Venti associazioni e otto punti, da sottoporre ai candidati sindaco di Avellino. Otto punti con un solo denominatore comune: l'ambiente. Un tema chiave per il futuro della città, e non solo.
L'iniziativa “Pensiamo alla salute!”, è di quelle che rendono vera e credibile una campagna elettorale. Trasformano in fatti concreti, vacue promesse pre voto, o arditi e fantasmagorici programmi. Ed eludendo polemiche senza senso, insulti infantili, chiacchiere da bar, spregevoli pettegolezzi.
Questi gli otto punti. Elencati in conferenza stampa da Franco Mazza – presidente del Comitato Salviamo la Valle del Sabato ed esponente provinciale dei Medici per l'ambiente -:
completare la bonifica dell'Isochimica.
Riportare le polveri sottili entro i limiti di legge, coinvolgendo la Regione Campania, il ministero dell'Ambiente, quello della Salute e la comunità scientifica e associativa.
Implementare il monitoraggio ambientale con centraline e controlli a sorpresa per la tutela della legalità.
Intervenire contro ogni esalazione maleodorante (in particolare lo Stir).
Rientrare nel consorzio Asi e guidare la definizione di un nuovo regolamento a tutela della salute e dell'ambiente che trovi applicazione anche con le Zes.
Tutelare la natura pubblica e trasparente della gestione dell'acqua.
Orientare le attività del comune a una filosofia plastic free.
Otto punti, otto proposte. Che non possono essere ignorate.
Otto punti e otto proposte: un solo candidato sindaco presente all'incontro di questo pomeriggio al Circolo della Stampa: Amalio Santoro. Non è un buon segnale.
Ora, che ci sia più attenzione per i temi ambientali ci pare ovvio. E anche i programmi presentati dai candidati più o meno affrontano la questione: piste ciclabili, mobilità sostenibile, bonifica dell'Isochimica. Ma quelle sono dichiarazioni d'intenti. Possono essere una base di partenza, ma nulla di più. Soprattutto se alle parole non si fanno seguire azioni amministrative conseguenti.
Le venti associazioni chiedono un impegno vero prima del voto. Un patto per l'ambiente, da siglare entro il 20 maggio con i candidati che riterranno i punti proposti dalle associazioni, non solo condivisibili, ma obiettivi da realizzare. E il prima possibile.
Il discorso delle associazioni parte da tre basi incontrovertibili: Avellino è la città più inquinata d'Italia dalle cancerogene polveri sottili, la Valle del Sabato è un serbatoio di veleni che si estende al capoluogo  a tutti i comuni dell'hinterland (Avellino compresa), e in Irpinia ci si ammala di inquinamento: non è una supposizione, ma ci sono dati precisi. “E i più a rischio – ha aggiunto Mazza – sono i bambini e le donne incinte”.
Se non si parte ora, definendo con chiarezza una linea di governo che affronti questioni ormai vitali per Avellino e buona parte della provincia (almeno dalla Valle del Sabato alla Valle dell'Irno), sarà poi troppo tardi. E quella già stucchevole definizione di “verde Irpinia”, racconterà solo un passato che non potrà tornare.
Se non lo avete capito, siamo ai limiti di una battaglia per la sopravvivenza. L'allarme è mondiale, certo. Ma come ha dichiarato don Vitaliano Della Sala, riesumando un vecchio slogan mai così attuale, “pensare globale, agire locale”. E l'Irpinia potrebbe rappresentare il cuore di una riscossa ecologista, capace di raccogliere e potenziare i segnali che arrivano dall'Europa (a partire dalla fine della plastica monouso), e imporre a una regione come la Campania, martoriata, quasi distrutta dall'emergenza ambientale, una rinascita verde.
I candidati non c'erano (eccetto Santoro), ma farebbero bene a rispondere, a dire con franchezza se gli otto punti delle venti associazioni saranno o meno obiettivi della loro azione politica al governo della città.
Da parte nostra facciamo una promessa (ai lettori, ma non solo): se a vincere le elezioni sarà uno dei candidati che ha sottoscritto l'impegno ambientalista, vigileremo ogni giorno affinché quanto promesso venga realizzato. E non nei tempi biblici di una politica  incline a dimenticare...
Don Vitaliano Della Sala

Se non lo avete capito, siamo ai limiti di una battaglia per la sopravvivenza. L’allarme è mondiale, certo. Ma come ha dichiarato don Vitaliano Della Sala, riesumando un vecchio slogan mai così attuale, “pensare globale, agire locale”. E l’Irpinia potrebbe rappresentare il cuore di una riscossa ecologista, capace di raccogliere e potenziare i segnali che arrivano dall’Europa (a partire dalla fine della plastica monouso), e imporre a una regione come la Campania, martoriata, quasi distrutta dall’emergenza ambientale, una rinascita verde.

I candidati non c’erano (eccetto Santoro), ma farebbero bene a rispondere, a dire con franchezza se gli otto punti delle venti associazioni saranno o meno obiettivi della loro azione politica al governo della città.

Da parte nostra facciamo una promessa (ai lettori, ma non solo): se a vincere le elezioni sarà uno dei candidati che ha sottoscritto l’impegno ambientalista, vigileremo ogni giorno affinché quanto promesso venga realizzato. E non nei tempi biblici di una politica incline a dimenticare…

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