Festa: adesso Zingaretti e De Luca ci dicano da che parte stanno

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I toni sono gli stessi della campagna elettorale. Ma al centro della discussione non c’è più la città, ora la questione è il futuro del Partito democratico in Irpinia. Un partito diviso in due (o tre), reduce da uno scontro all’ultimo voto (e all’ultimo sangue), che ha visto prevalere i dem che hanno sfidato la segreteria provinciale e il simbolo del partito. E Gianluca Festa, neo sindaco, e vincitore indiscusso nel derby democratico ora pretende chiarezza: “Zingaretti e De Luca dovranno decidere da che parte stare: con questo centrosinistra o con quello minoritario ”. E quindi: con lui, De Caro, Petitto, D’Agostino. O con gli sconfitti: De Luca (irpino), D’Amelio, Di Guglielmo.

Questo pomeriggio la prima analisi del voto del neo sindaco. Si è svolto in una affollata sala del Carcere Borbonico. Insieme a lui anche Umberto del Basso de Caro, sponsor politico di Festa, Livio Petitto, Angelo Antonio D’Agostino. In sala tra gli altri Francesco Todisco, Rosanna Repole, Caterina Lengua e gran parte dei consiglieri eletti nelle liste che hanno appoggiato il candidato del centrosinistra “alternativo”.

Anche perché, ha continuato Festa, “questo non è tempo di mediazioni. E’ il tempo di chi ha vinto, e noi abbiamo vinto. Abbiamo realizzato la liberazione della città, ma anche della politica. E si è avverato un sogno dopo aver combattuto contro i mestieranti di partito: ora nel Palazzo ci sono uomini e donne libere”.

“Dobbiamo ricostruire – ha aggiunto Festa – un Pd di contenuti. A partire dal welfare. Per troppi anni nel partito non si è parlato di programmi, progetti, politica. Ma solo di cariche e incarichi da assegnare. Hanno trasformato il nostro partito in un centro per l’impiego. E’ ora di dire basta. A partire dalla sede, cambieremo anche quella”.

Poi una stoccata a Fulvio Bonavitacola, il vice presidente della Regione (vicinissimo al governatore De Luca), che in campagna elettorale si è schierato con Cipriano: “Farebbe meglio a restare tra Montella e Salerno. Abbiamo avuto tutti contro: i tre consiglieri regionali, i vertici dell’azienda ospedaliera e dell’Alto Calore. Non mancava nessuno, esclusa la vittoria”.

“Abbiamo vinto ad Avellino – continua Festa -, ma anche in gran parte dei 45 comuni al voto. C’è stato un ricambio generazionale. Ce lo chiedeva il nostro popolo, la nostra gente: voleva volti nuovi, nuove energie, nuove speranze, nuove idee. Nel frattempo restiamo in attesa di Zingaretti e De Luca. Per quanto ci riguarda abbiamo già deciso: saremo accanto agli irpini e non ci faremo mettere il cappello in testa da nessuno”.

Anche per Livio Petitto la necessità “è quella di rifondare il centrosinistra. Partiremo con una serie di incontri programmatici. Vogliamo un centrosinistra aperto e inclusivo, capace di affrontare i tanti problemi di questo territorio, e le centinaia di vertenze”.

Per Angelo D’Agostino “con l’elezione di Gianluca Festa abbiamo fatto strike con un colpo solo, spostando l’asse intorno al quale ruotava l’organizzazione del Partito democratico”.

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