Suor Teresa, il parco abbandonato. Si può salvare gratis. Così…

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La villa-parco dedicata a Suor Teresa Robert a San Tommaso fu il primo progetto della “Città Giardino” realizzata anni fa e che ora versa, da oltre 10 anni, in un completo stato di abbandono, solo il verde è stato manutenuto, a parte gli ultimi due anni.

Tre anni fa raccolsi anche delle firme consegnate al consigliere Livio Petitto, da parte di Tony Cucciniello, ma non fece nulla, così come in oltre 10 anni nessuno ha dato ascolto alle richieste dei cittadini.

La “famose” panchine in visibili del Parco a San Tommaso

Le panchine invisibili

Le nove panchine, da me definite invisibili, non hanno più gli assi in legno, ma solo la struttura in ghisa che, per un lavoro in economia, potrebbe essere riverniciata e sopra riposizionate le aste in legno nuove, i cestini non ci sono più, le luci pedonali sono state distrutte (vedere se è possibile mettere lampioncini), così come il quadro elettrico, rappresentano un problema di incolumità pubblica, insieme ai pozzetti, in quanto si sono creati dei buchi pericolosi, oltre le attrezzature dell’area giochi per bambini oramai andate tutte in rovina e la recinzione che andrebbe per tutto il perimetro riverniciata e solo per il lato ovest integrata con nuovi elementi, in quanto divelti e il ripristino di parte del muretto, soprattutto dal lato dell’ingresso. Sarebbe auspicabile anche una chiusura con cancello e le chiavi consegnate al condominio della zona dove a turno i condomini potrebbero farsi carico dell’apertura e chiusura della villa.

Il tabellone da basket

Le alberature sono quasi tutte in ottimo stato, a parte qualche albero secco e inclinato che va sostituito perché costituisce un problema per l’incolumità pubblica e altri vanno verificati, così come va tolta la fontana, oramai ricettacolo di rifiuti e piena di acqua putrida, che è un altro pericolo per l’incolumità pubblica che attingeva da un pozzo stagionale e al suo posto messa o un’altra pianta o anche un opera d’arte, se qualche artista volesse donarla alla comunità.

Sul lato ovest è stato realizzato un piccolo spazio con tabellone di pallacanestro, molto frequentato dai ragazzi/e, per il quale si chiede l’integrazione alla villa, sostituendo il tabellone vecchio con uno nuovo e mettendo una ringhiera sul muretto di protezione, il tutto a maggior tutela dei fruitori, soprattutto bambini e ragazzini e il taglio degli alberi retrostanti, alcuni caduti.

Un consiglio al sindaco Festa

L’appello è rivolto al Sindaco della città di Avellino Gianluca Festa e all’Assessore all’Ambiente e al Decoro Urbano. L’idea è quella di aprire una “manifestazione d’interesse”, viste le scarse risorse comunali, coinvolgendo un imprenditore del luogo nell’ IDEA “Imprenditori per il bene comune”, per adoperarsi a fornire gratuitamente le aste in legno delle panchine e a metterle in opera, per il principio che ogni imprenditore deve dare qualcosa alla città quando le casse comunali sono asciutte, in cambio avrà la giusta pubblicità dai media e metterà il suo cartello: ripristinato con il contributo della ditta… Così si potrà fare quasi a costo zero, se non del tutto, con il contributo di altre ditte per pitturare le ringhiere. Per quanto riguarda i play ground, oramai distrutti, l’ufficio comunale potrà partecipare ai bandi regionali per l’assegnazione, addirittura ce ne era uno per giostrine per disabili al quale hanno partecipato tanti comuni della provincia, meno che il Comune di Avellino. La mia proposta, che si potrebbe applicare anche per altre zone della città, è di scegliere delle aree da riqualificare, a costi non elevati, e vedere quale imprenditore risponde.

Il ricordo di una suora che tanto ha fatto per la comunità

Pertanto considerato che da tempo abbiamo già segnalato, con articoli su giornali e interviste ai media locali lo stato di abbandono del luogo, che nell’area l’illuminazione risulta scarsa e quindi all’imbrunire, i bambini sono costretti a giocare in condizioni di scarsa luminosità e a vedere anche cose spiacevoli come assembramento di auto che non si sa cosa fanno, inoltre cresce sempre più il malcontento di genitori in quanto, vista l’assenza di altre aree pubbliche dedicate ai bambini, viste le condizioni in cui versano tali luoghi, non sanno neanche dove portare portare i figli per un po’ di sano divertimento.

I cittadini di Contrada San Tommaso, Via Pedicini, Via De Feo, chiedono al Sindaco, all’assessore al ramo e ai signori consiglieri, di attivarsi a ridare decenza a un luogo che porta il nome di una suora che tanto si adoperò per la Comunità avellinese durante i tumulti antipiemontesi del 1851, assistendo tantissime vite umane e orfani, aggiungiamo che va anche risistemata l’iscrizione che ne riporta il nome su un’epigrafe apposta su una pietra, affinché tali aree siano nuovamente rese sicure e fruibili per la cittadinanza.

E nel tronco spunta un ghiro

Il ghiro nel tronco

Infine, vestendomi da novello etologo, con un intervento alla National Geographic, delle belle immagini che ho avuto la fortuna di bloccare con il mio cellulare. Nel tronco di un bellissimo albero che fiorisce in primavera, un picchio aveva costruito il suo nido e nello stesso, con sorpresa, nel pomeriggio, ho visto affacciarsi un roditore. Dalle zampe sembra un ghiro o una natella, un roditore comune dei nostri luoghi che si ciba di nocciole. Non so se è possibile far approfondire il tutto da qualche studioso e anche apporre qualche cartello per indicarne la presenza, sempre senza ledere l’habitat dell’animale, con il massimo rispetto.

Una bella scoperta nel parco abbandonato, dove la fauna e la flora provano a resistere, nonostante tutto, e si spera nella sensibilità degli amministratori affinché il luogo ritrovi un minimo di decenza per poterlo vivere in sicurezza.

Dopo oltre dieci anni di nulla ci riproviamo chissà se non è la volta buona, vedremo.

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