Avellino. La mia serata tra le sardine d'Irpinia: qualcosa mi ha disturbato

“Ho scelto di fare testimonianza e partecipare, ma non sono riuscita a cantare Bella Ciao”.

2' di lettura

Tra l’andare e il non andare alla fine ho scelto di fare testimonianza. Non cercavo l’eco di quelle manifestazioni che mi porterò nel cuore per sempre, non avevo chissà quali aspettative, non volevo ritrovare nessun senso di appartenenza perduto.
Volevo dire che anch’io schifo Salvini dal profondo del cuore e se serve dirlo con una sardina in mano, vabbè, facciamolo.

Non me la sono sentita di cantare “Bella Ciao”, l’ho cantata in contesti diversi dove il cuore batteva forte.
Il cuore no, stavolta non batteva forte. Non ho provato emozione tra tutti quei cellulari alzati, i selfie, gli striscioni, le sardine (alcune bellissime, onore al merito di chi ci ha messo impegno e cura come le fantastiche donne de L’Officina). Io avevo la mia, disegnata da Jacopo. Nulla più di un vezzo, onestamente.

Anni fa, quando ero giovane e capace di alzarmi in piena notte per manifestare, partecipai ai girotondi, quelli di Nanni Moretti. Era la prima manifestazione che il movimento teneva a Roma e ricordo come fosse ieri due cose: lo scetticismo di chi è giovane e sventola bandiere rosse a ogni occasione utile (pesantissime tra l’altro) e, a sorpresa, la gioia fortissima di sentirmi parte di qualcosa che a me pareva rivoluzionario. Aggiungici la corsa a piedi scalzi sui sampietrini per raggiungere il mito dell’epoca – Alessandro Baricco – e il ricordo indimenticabile è servito.

Certo, oggi non avevo quell’aspettativa, ma forse una timida speranza di emozionarmi ancora.
Ho ascoltato che “È il momento di reagire”, che “La mafia è una montagna di merda” (che ci sta sempre bene), ho saltato al ritmo di “Chi non salta Salvini è”, ho cantato “El pueblo unido” e “I Cento Passi” dei Modena City Ramblers e continuato a non cantare Bella Ciao (vai a capire perché).

Ero felice sinceramente che qualcuno avesse organizzato questa manifestazione e, se ce ne saranno altre, sarò presente e continuerò a testimoniare.

Eppure…

È stato bello scendere in piazza, è stato bello canticchiare le canzoni che mi porto nel cuore da almeno 20 anni, incontrare amici e persone care. È stata probabilmente la mia prima manifestazione dell’era “Millennian” e, no, non mi sono sentita vecchia, non è questo.
È che mentre qualcuno gridava “Non dobbiamo farci abbattere dal sistema” ecco, io mi sono sentita proprio parte di un sistema.

“Qualcosa mi ha disturbato, non so bene cosa, ma mi ha disturbato”, dice Cheyenne in “This must be the place”. Ma Salvini resta un criminale di merda e io posso solo augurarmi che “La patria está forjando la unidad e de norte a sur se movilizará”. Qualsiasi simbolo porti tra le mani.

Entra nel gruppo di WhatsApp e ricevi due volte al giorno - 13:30/20:30 - le notizie più importanti senza spam!
Iscriviti al bot di Messenger e ricevi due volte al giorno - 13:30/20:30 - le notizie più importanti senza spam!