Avellino, sesso con le fedeli: l’ho denunciato per salvare mia figlia 13enne

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Donne in fila davanti alla stanza del sesso. Lì dentro c’era lui, il pastore evangelico, che le aspettava per consumare i rapporti sessuali. Avvenivano dopo aver chiuso la porta a chiave dall’interno. Una madre che lo denuncia per “salvare” la figlia 13enne dal suo stesso destino. Lo ha raccontato la donna ascoltata questa mattina, in aula, nel processo per riduzione in schiavitù e violenza sessuale a carico del pastore evangelico 83enne, G.C., che ricopriva il ruolo di guida spirituale nella comunità della chiesa evangelica libera di Sant’Andrea di Conza.

Sesso col pastore evangelico: la deposizione della vittima

La donna ha confermato che il primo rapporto sessuale c’era stato nel ’99. Ne erano seguiti altri. Lui – ha spiegato la testimone – per farsi obbedire minacciava sventure e punizioni divine.

Sul regolamento imposto alle fedeli, si è soffermata l’altra testimone ascoltata. All’epoca dei fatti minorenne (Leggi la sua testimonianza completa). La ragazzina ha raccontato come il pastore evangelico avesse imposto di non indossare gonne sopra il ginocchio, di non guardare la tv o frequentare ragazzi che non giudicava adeguati, perfino di non iscriversi alle scuole superiori.

Alcuni rapporti sessuali – secondo quanto emerso dalle carte dell’indagine – avvenivano con più donne insieme. Le devote – riunite in casa – entravano nella stanza del sesso. Nelle deposizioni delle testimoni si parla anche di auto e case che la comunità avrebbe acquistato al pastore evangelico.

Pastore evangelico accusato di violenza sessuale: madre lo denuncia

Per l’avvocato dell’imputato, Giovanna Perna, ricostruzione fantasiosa. Il legale ha puntato il dito sul fatto che l’indagine si basi, principalmente, sulle dichiarazioni delle donne, non provate da successivi accertamenti

Dichiarazioni sulle quali si è focalizzato l’avvocato che ha impedito di archiviare l’indagine, il legale Danilo Iacobacci. L’avvocato ha chiesto alla testimone perché – dopo tanti anni di silenzi e sofferenze – abbia deciso di denunciare.

“Quando lui (il pastore evangelico) ha rivolto le sue attenzioni su mia figlia di tredici anni – ha raccontato la testimone – non ce l’ho più fatta”.

La madre ha trovato il coraggio di dire basta e raccontare tutto ai carabinieri del nucleo investigativo di Avellino. La sua deposizione è stata raccolta dal maresciallo, Francesca Bocchino, e così sono scattate le indagini.

Il procuratore capo, Rosario Cantelmo, ha chiesto alla donna di raccontare il primo incontro sessuale avuto col santone.

La testimone ha parlato del viaggio, in compagnia di lui, in Nord Italia. E dell’approccio in camera. L’imputato che la tocca e poi si spinge sempre oltre. Lei stordita che non riesce a sottrarsi. Sarebbe accaduto – questo ha confermato – tante altre volte ancora. Nella prossima udienza, davanti ai giudici Luigi Buono e Giulio Argenio, saranno ascoltate altre vittime.

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