Festa e le linee programmatiche: quelle promesse agli elettori

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Martedì il sindaco Gianluca Festa presenterà le linee programmatiche. Andrà diversamente rispetto allo scorso anno, quando il documento dell’esecutivo 5Stelle risultò copiato di sana pianta da quello di Verona (facendo sorridere mezza Italia).

Festa dovrà indicare quello che intende realizzare nei suoi anni di governo. In realtà lo ha già fatto nel suo programma elettorale e nei tanti comizi dell’ultima velenosa campagna elettorale. Le linee programmatiche serviranno a “ufficializzare” quegli impegni. Che non possono certo restare sulla carta.

Abbiamo già scritto più volte, che quegli impegni, quelle promesse, quei progetti, non possono restare vuote parole. Per il rispetto dovuto alla città, agli elettori e anche di chi non lo ha votato. Inutile dire che avremmo detto le stesse identiche cose anche se a vincere le elezioni fosse stato Luca Cipriano.

Mattarella: stampa al servizio dei governati

Del resto il ruolo dell’informazione è proprio questo. Come ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: “La stampa è al servizio dei governati, non dei governanti”. E quindi, nell’interesse dei cittadini di Avellino, ricorderemo a Festa tutto quello che ha promesso. Sarà il nostro piccolo contributo alla sua – speriamo – buona amministrazione.

A partire da un suo proposito. Illustrato nel programma, ribadito nei comizi, e ci auguriamo riproposto nelle linee che illustrerà in consiglio comunale. Il consumo zero di suolo pubblico. Ovvero: stop alla cementificazione della città e sì al riutilizzo. Il che significa: strade sbarrate agli speculatori edilizi, alle lottizzazioni e a tutto l’ambaradan che ha caratterizzato gli ultimi trent’anni di governo cittadino. Su questo Festa è stato chiaro: “Si punterà su rigenerazione e resilienza urbana per recuperare, ma anche valorizzare quanto già presente in città”.

Beh, sindaco, ci aspettiamo vengano ripetute queste stesse parole. Chiare e inequivoche. Per il bene di tutti.

Avellino, riassetto macchina comunale

L’altro punto è il riassetto della macchina comunale (citato anche dal vice-sindaco Laura Nargi). Un percorso già tracciato dal commissario Giuseppe Priolo. E che è anche uno degli aspetti fondamentali del piano di rientro economico del comune. Che prevede, tra l’altro, un potenziamento soprattutto nel settore “riscossione tributi”. Come tutti saprete Avellino è la città che meno di altre incassa dalle tasse comunali (tradotto: c’è un bel numero di evasori). Ci saranno assunzioni, ma erano già previste (ci auguriamo non siano di natura clientelare).

C’è poi tutta una parte dedicata alle periferie. Dove, secondo la vulgata, il sindaco avrebbe costruito buona parte della sua vittoria alle amministrative. Anche qui buona parte del lavoro è stato avviato da Priolo (come per Valle), che ha portato a compimento progetti già avviati dall’esecutivo Foti. Ha promesso lavori e “rigenerazioni urbane” (espressione riscontrata in tutti i programmi elettorali), in ogni dove. Lavori che – su questo siamo certi – saranno riproposti martedì in consiglio.

Avellino, inquinamento e ambiente

C’è poi tutta la questione ambiente. Festa ha più volte ripetuto che la prima azione del suo governo sarà quella di rientrare nell’Asi, per avere peso anche sulle scelte che verranno adottate per Pianodardine. Ma sul punto si troverà di fronte un problema enorme: la riduzione delle polveri sottili (un altro triste record avellinese). Ha anche promesso: mai più blocco auto. E parlato di bike sharing, di distributori per auto elettriche, parcheggi, trasporto pubblico (la famosa metropolitana leggera?).

Per il resto, a dire il vero, il programma è un po’ generico. Tre paginette piene di buone intenzioni. Con la promessa di rimettere Avellino al centro della provincia. E un capitolo dedicato agli amici a quattro zampe.

Ci auguriamo che nell’esposizione delle linee programmatiche il sindaco dettagli in modo approfondito i suoi progetti per Avellino. Uscendo dalla retorica dell’infinita campagna elettorale, e puntando con pragmatismo alle pressanti esigenze della città. Ci aspettiamo che il programma del suo esecutivo ricalchi le promesse elettorali (eventuali obiettivi diversi sarebbero imbarazzanti). Questa volta la maggioranza è solida, le idee (almeno sulla carta), sembrano chiare. Festa ha promesso la rivoluzione. Non chiediamo quello: le rivoluzioni non portano mai niente di buono. Ma almeno – è il caso di dirlo – il minimo sindacale. O qualcosa in più.

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