Avellino, ecco la prima pagella del sindaco Festa: tutti i voti

Un anno dall'insediamento, come se l'è cavata il primo cittadino?

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Dolori e colori al Comune di Avellino. La multa ricevuta dal Mit per le strisce arcobaleno di via Matteotti arriva a un anno dall’insediamento. Per Gianluca Festa è tempo inevitabile di bilanci. Che sono magri, purtroppo. In città non c’è traccia della sua sbandierata rivoluzione, del cambio di passo, della nuova stagione politica. Ma non solo, questi mesi sono stati anche caratterizzati da discreti ‘papocchi amministrativi’.

Ma, al netto dei discorsi da bar, quella del sindaco è una vera rivoluzione?

Per rispondere a questa domanda nasce il ‘promessometro’ di TheWam.net. Come il palloncino della Polizia Stradale, individua quei guidatori che hanno alzato un po’ troppo il gomito, questo apparecchio suonerà di fronte a promesse cadute nel vuoto, a imperituro monito della sublime ‘arte di misurarsi la palla‘. Abbiamo tralasciato una definizione tanto abusata a scuola, “è intelligente ma non si applica” oppure “è troppo discolo” (vedi Movida a via De Conciliis), e ci siamo concentrati solo su quanto realizzato.

La Sanremo del Sud o cura del verde. Voto: 2

Lo scorso 30 dicembre (2019, pre Covid), mentre in Comune si scambiavano gli auguri e si regalavano i panettoni, il sindaco lanciò le sue venti sfide per Avellino. Una partiva proprio dalla cura del verde, vecchio pallino di Festa.

Possiamo dire che i fiori in stile Sanremo non sono sbocciati. Forse era difficile aspettarseli durante il Covid, non certo una primavera, ma le erbacce stile Jurassic park quelle si potevano risparmiare. Sono in quasi tutte le aree verdi della città, a ridosso della strade.

Il punto interrogativo più grande è legato a Parco Santo Spirito, non ancora accessibile nonostante le numerose promesse. Si sta lavorando, i video ce lo raccontano, ma la data è ancora una chimera. (Qui lo stato di una piazzetta in centro città, le immagini sono più chiare di mille parole).

Bike-sharing: N.C. (Non classificato)

Il sindaco aveva fatto proprio cura dei parchi e della pulizia della città un caposaldo della sua campagna elettorale. “Avellino tornerà normale, e quindi pulita”. Ve ne siete accorti? Noi no. Il verde è tracimato nelle strade, ha invaso i marciapiedi, e ville e giardini sono piccole foreste urbane. Covid o non covid questo non era un intervento impossibile. Anche per un comune in pre-dissesto.

Festa a cavallo della bici

Ci è sembrato di aver visto una stazione per bici elettriche in via Mancini. O meglio, ricordiamo il sindaco a cavalcioni su una due ruote sfrecciare davanti ai giornalisti per magnificare le lodi della rivoluzione ambientalista. Poi non s’è saputo più nulla. Idea lanciata, presentata, evaporata.

Il trasporto e il mercato. Voto: 4

Sulla mobilità il primo era stato chiaro: bus extra-urbani per raggiungere l’ingresso città e trasporti urbani efficienti. Il dislocamento dei pullman è iniziato, nonostante le polemiche. Lo storico terminal di piazza Macello ha traslocato davanti al Palazzetto e dove c’era piazza Kennedy è stato attrezzato un parcheggio. Il progetto, però, ha finito per impegolarsi con le vicende del mercato cittadino che ha dovuto (doveva) traslocare a Campo Genova.

Festa ha disposto d’imperio il trasferimento dalla sede storica da piazzale degli Irpini. Gli ambulanti sarebbero dovuti andare a Campo Genova, dove però pare ci sia (Festa ribadisce il segreto istruttorio) un problema con i rifiuti interrati. E quindi: fine del mercato in città. Nel frattempo si scopre che nell’area di fronte allo stadio, la fiera è stata ospitata per 30 anni senza le necessarie autorizzazioni dell’Asl.

Colpa delle vecchie amministrazioni? Certo. Senza dimenticare che in alcune di quelle giunte l’attuale sindaco rivestiva un ruolo di rilievo (anche vicesindaco di Galasso).
Per restare in zona, sempre a Campo Genova, avrebbe dovuto aprire per l’estate la Smile Arena, con tanto di drive in, luna park e cotillon. Non c’è traccia e l’estate è arrivata.

Turismo e commercio. Voto: 7

Nel pacchetto della svolta rientra una rete di marketing del territorio con centro a piazza Kennedy. La casetta di vetro è stata assegnata, la procedura avviata da Priolo è andata a buon fine. Ma in quei giardinetti ci sono ancora risse e altri fatti di cronaca.

E’ però partita l’applicazione per promuovere la vendita online e la promozione delle attività locali. Attrezzate le aree pedonali a via De Concliis e al centro storico con la nascita della strada del commercio. Provvedimenti che hanno riscosso successo per gli esercenti.

Capitolo alloggi e sociale. Voto: 5

Festa ha presentato un programma da 8,5 milioni destinato alle fasce deboli e 400mila euro per pagare spese come le utenze alle famiglie indigenti. Bisognerà vedere se gli interventi saranno applicati. Lo stesso per gli alloggi popolari. Il sindaco ha promesso il trasferimento dei residenti di via Tedesco e via Amatucci nei nuovi palazzi, non ancora iniziato. Ieri Festa ha fatto il punto sui lavori per rendere vivibili gli spazi.

Dogana, Eliseo, Vinitaly. Voti: 5

Sfogliando il libro dei progetti troviamo il recupero della Dogana, il trasferimento del tribunale, il risanamento dell’ex Isochimica (è stato assegnato l’appalto per la bonifica del secondo lotto), il rifacimento del manto stradale, e via elencando. Chiaro che il “vinitaly”, made in Avellino saltasse, ma anche lì si era aperta una bizzarra e imbarazzante competizione con la Provincia. Doveva essere la manifestazione del lancio internazionale per i vini irpini. Sarà per un’altra volta. Forse.

Media: 4,6. Rimandato a settembre.

(Non possiamo alzarlo a cinque, perché è stato già “abbonato” il non classificato per il bike sharing). Penserete: embè gli altri non hanno fatto molto di più e hanno avuto almeno quattro anni a disposizione e senza il Covid. Forse è vero, ma nessuno dei sindaci precedenti ha dichiarato “che è stata cambiata la storia della città e si è rivoluzionato un sistema marcio da decenni”. Capiamo la pandemia, ma Avellino e il suo carico di questioni aperte e irrisolte, non può vivere nel nulla tra un ferragosto e l’altro. E sarebbe anche opportuno, per il sindaco, ma per qualsiasi altro referente istituzionale, evitare di esibirsi in promesse che non potranno essere mantenute. Perché ci sarà sempre qualche giornalista rompipalle che di quelle promesse chiederà notizia al sindaco.

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