Avellino, spaccio. Così minacciavano clienti: stordo… ti butto dentro la bara

Avellino, spaccio di droga anche davanti alle scuole. Le minacce agli acquirenti, nelle intercettazioni.

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“Mi faccio arrestare la quarta volta, ma a te ti butto dentro la bara… ti faccio vedere come a tuo padre gli schiatto la testa!”. Così diceva a uno degli acquirenti per spingerlo a pagare la droga. L’episodio è descritto nell’ordinanza cautelare, firmata dal gip Marcello Rotondi, a carico di quattro persone finite ai domiciliari con l’accusa di spaccio. Anche davanti ad alcune scuole e locali di Avellino.

I carabinieri della compagnia locale, guidati dal comandante Francesco Nicolò Pirronti, stavano ascoltando l’indagato. E, dopo aver appreso la sua minaccia, lo avevano seguito pronti a intervenire. Il 26enne di Avellino si era poi “riappacificato” con il suo interlocutore.

Non l’unico episodio di minaccia, comunque. Gli indagati erano intolleranti ai ritardi nei pagamenti.

Avellino, spaccio di droga: le intercettazioni

“Devi ringraziare la madonna che non ti tengo avanti ai miei occhi, hai capito “stordo”?”. Un’altra minaccia finita nell’ordinanza.

Lo spaccio avveniva anche davanti alle scuole: l‘Ipia Amatucci e l’istituto Cattaneo. Lo hanno confessato gli acquirenti. Le basi delle cessioni erano il cortile di cemento, davanti all’ex Cinema Eliseo e la gallerie di via Mancini.

Gli indagati concordavano gli appuntamenti via whatsapp o Instagram. E parlavano in codice: “pizza”, “cioccolata”, “joystick”, per riferirsi alla droga. Nei prossimi giorni le quattro persone arrestate, difese fra gli altri dagli avvocati Alberico Villani e Roberto Romano, saranno interrogati dal giudice per le udienze preliminari.

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