Avellino. I Massimo Volume incendiano di passione il Partenio

Avellino. I Massimo Volume incendiano di passione il Partenio Un successo il concerto della band organizzato dal Tilt di Felice Caputo
3' di lettura

Una notte rock nella primavera più rock di questa provincia. La notte dei Massimo Volume, che hanno incendiato con chitarre affilate e liriche letterarie un Cinema Partenio raramente così pieno (tanti sono venuti da fuori provincia). Un omaggio tutto avellinese a una delle band simbolo della musica alternativa targata anni ’90. E anni ’90 è stato il palco che li ha ospitati. Scenografia in linea con quel decennio che ha segnato la storia della musica italiana. Fondale blu fluorescente e sfere colorate in perenne movimento.

Un leader carismatico

Emidio Clemente, voce, basso e leader della formazione bolognese, ha occupato il palco con il carisma che lo accompagna da decenni. Altissimo, con un cappello a falde larghe. La voce inconfondibile. E quelle “canzoni”, recitate su basi musicali incandescenti e ipnotiche. Insieme a lui Egle Sommacal e Sara Ardizzoni alle chitarre e Vittoria Burattini, alla batteria. Per tre quarti quasi la formazione originaria.

Avellino. I Massimo Volume incendiano di passione il Partenio
I Massimo Volume ad Avellino

I Massimo Volume hanno aperto il concerto con Litio, canzone tratta da Cattive abitudini, l’album del 2010. Una canzone con le stimmate del gruppo. Come le altre, del resto. Sound, liriche e recitazione rappresentano un unicum nel panorama musicale nazionale. E forse non solo. Post rock e letteratura. Con influenze musicali precise, che vanno dai Fugazi ai Sonic Youth, passando per il jazz di John Coltrane e il minimalismo d’avanguardia di

Terry Ryley.

Le origini de Il Nuotatore

Il cuore del concerto è stato dedicato all’ultimo album dei Massimo Volume, Il nuotatore (ispirato da uno dei migliori racconti di John Cheever, il Checov dei sobborghi). Da quel disco la band ha suonato Una voce a Orlando, Amica prudenza, Nostra signora del caso, La ditta di acqua minerale (la storia dello zio di Clemente, rovinato dalla passione per il gioco), L’ultima notte del mondo, Vedremo domani e Mia madre e la morte del generale Josè Sanjurjo (lirica sull’ufficiale che avrebbe dovuto sostituire Franco al comando della dittatura spagnola, ma cadde in mare con il suo aereo).

Non sono mancati pezzi da Aspettando i barbari, l’album del 2013 (Dymaxion Song, Silvia Camagni, Compound, La Cena), da Cattive Abitudini (oltre a Litio, Le nostre ore contate e Coney Island). Ma non sono mancati anche alcuni pezzi degli esordi, come Fuoco Fatuo (dal capolavoro Lungo i Bordi) e Qualcosa sulla vita (tratto dal disco Da qui).

Avellino. I Massimo Volume incendiano di passione il Partenio
Sulla destra Felice Caputo, alle spalle i Massimo Volume prima del concerto

Grazie a Felice Caputo

Quattro i bis per un pubblico entusiasta. Possiamo dirlo, un successo. Che premia il coraggio, la lungimiranza e la passione di Felice Caputo, del Tilt, organizzatore dell’evento.

Ora l’attesa si sposta al 30 maggio, quando, sempre al Partenio, si esibirà una delle band più amate dagli appassionati di rock avellinesi (e non solo), i Motorpsycho (grazie a Luca Caserta e Raffaele Pulzone).

In attesa c’è l’Egg Festival

Nel frattempo, potete ingannare l’attesa con lEgg Festival, organizzato al Godot Art Bistrot, quattro date per sei artisti, dal 16 al 28 aprile. Mentre il 27 marzo, sempre al Godot, non potrete perdere il concerto di due grandi nomi del rock alternativo: Mike Ladd e John Davis. Buona primavera a tutti. La colonna sonora è di grande livello.

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