Avellino, truffa di “Marco Carta”: nonno salvato dal pernacchio

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Un avvocato che si chiama Marco Carta, come il cantante che ora spopola in rete per una polemica col vincitore di Sanremo Mahmood. Una truffa sventata da un pernacchio, per chi non è campano è un soprannome che si dà a una persona non particolarmente sveglia. La denuncia della truffa, che per fortuna non si è concretizzata, è stata fatta a The Wam da Luigi Ammirati, studente magistrale presso l’università Federico II di Napoli, originario di Atripalda, in provincia di Avellino. (Immagine tratta da Google, non si riferisce all’anziano truffato)

“Il truffatore – ci racconta Luigi – ha chiamato a casa di mia madre, spacciandosi per me. Solo che era capitato male. A lei non ho mai chiesto dei soldi, annunciandoli con le telefonate. E così mia mamma lo ha mandato a quel paese”.

Ma il lupo – come si suol dire – perde il pelo, ma mai il vizio. Così – qualche giorno dopo – a squillare è il telefono del nonno di Luigi. Dall’altro capo del cellulare c’è “l’avvocato Marco Carta”, sì quello che si chiama come il cantante.

Truffa ad Avellino, nonno salvato da un pernacchio

“Ha detto che sarebbe venuto a ritirare 600 euro. Per un pacco che avevo acquistato sui internet. Ma mio nonno si è insospettito. Io “inizio” le mie telefonate, chiamandolo sempre, affettuosamente, “pernacchio””.

L’anziano, che abita da solo, si è confrontato con i parenti e ha scoperto la truffa. Ma Marco Carta non poteva mai immaginarlo. E così ha richiamato. Sperava, insomma, di riscuotere il denaro.

L’unica cosa che ha portato a casa è invece una serie di “improperi”, tutti giustificati, da parte di quello che credeva uno sprovveduto anziano. Un uomo – che per altro – alle truffe ci aveva già fatto il callo.

Qualche anno fa, un cinico truffatore, aveva infatti provato a raggirarlo spacciandosi per il figlio di un amico del nonno di Luigi, che era morto da poco. Anche allora l’anziano non ci era cascato, chiedendo conferme che non erano arrivate.

L’appello contro i truffatori

Luigi approfitta l’occasione per lanciare un appello: “Mio nonno si è accorto della tentata truffa perché ogni volta che lo telefono lo chiamo pernacchio, mentre stavolta non era successo. Magari i vostri vecchietti ingenuamente possono cascarci, state attenti, fate un po’ di scuola e soprattutto, mantenete la calma. Questi truffatori possiamo farli arrestare se alla prima telefonata informiamo i carabinieri e li facciamo organizzare al momento dell’appuntamento”.

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