Avellino, truffa e riciclaggio. I Pm: processate quei 25 imputati

Avellino, truffa e riciclaggio. Chiesto il processo per venticinque persone.

Frode fiscale da 25 milioni di euro: sequestri anche ad Avellino


2' di lettura

Un’associazione a delinquere specializzata nel piazzare abusivamente prodotti finanziari e quote di Crowdfunding in tutta Europa. E altri indagati che collaboravano all’attività di truffa e riciclaggio. Ora sono venticinque le persone per le quali la Procura di Avellino ha chiesto il processo. Dovranno comparire, il prossimo 6 maggio 2020, difronte al giudice per le udienze preliminari Marcello Rotondi. La richiesta di rinvio a giudizio è stata firmata dai sostituti procuratori, Roberto Patscot e Fabio Massimo Del Mauro.

Crowdfunding in tutta Europa

L’indagine è partita dalla Procura di Como e ha interessato diversi comuni italiani. L’associazione – per gli inquirenti – era specializzata nel piazzare abusivamente prodotti finanziari e quote di Crowdfunding in tutta Europa. Al vertice dell’organizzazione c’erano quattro persone del Nord che avevano dei consulenti finanziari di riferimento. La gestione delle somme raccolte avveniva attraverso una piattaforma chiusa che avrebbe consentito il trasferimento di denaro non tracciabile. I flussi sono stati ricostruiti, con difficoltà, dalla guardia di finanza. All’inchiesta hanno partecipato anche le fiamme gialle di Avellino, dirette dal colonnello Gennaro Ottaiano.

Le indagini sono nel 2015 dopo l’omicidio dell’architetto Alfio Molteni. Ucciso a Carugo da alcuni sicari, incaricati secondo l’accusa dalla moglie e dal suo amante. Gli investigatori avevano scoperto alcuni flussi di denaro sospetti. Ed erano risaliti fino alla presunta associazione che avrebbe commesso reati transnazionali.

Sequestri ad Avellino

Dopo una questione di competenza territoriale, sollevata durante l’udienza preliminare, il destino giudiziario degli indagati si era diviso. Ad Avellino il gip, Paolo Cassano, su richiesta del pubblico ministero, Teresa Venezia, aveva riapplicato sequestri preventivi per circa tredici milioni di euro a carico di ventuno persone. Alcuni indagati avevano fatto ricorso, ottenendo dei dissequestri. E’ il caso di una persona, parente di un indagato, che dopo il ricorso curato dall’avvocato Gerardo Di Martino, ha ottenuto la restituzione di 80mila euro.

Che succede ora?

A maggio il gup, dopo aver ascoltato le parti, dovrà decidere se spedire le venticinque persone sotto inchiesta al processo. In aula, saranno assistite, fra gli altri, dagli avvocati Gerardo Di Martino, Antonio Rauzzino, Enrico Matarazzo, Gaetano Aufiero, Roberto Romano, Rosa Nuzzo, Salvatore Cipolla e Vincenzo Cortellessa. Trentotto le persone e gli enti danneggiati (fra i quali la Commissione nazionale per le società e la Borsa (Consob) e l’agenzia delle entrate di Como) che potranno decidere se costituirsi come parti civili.

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