Avellino video hot, ora gli indagati sono 4. Ascoltata una ragazzina

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Un dispetto che è sfuggito di mano e ora potrebbe costare caro a quattro adolescenti irpini finiti in un’indagine della Procura della Repubblica per i minorenni del distretto della Corte d’Appello di Napoli, diretta dal Procuratore Maria de Luzenberger.

Due video hot, con protagonista una sedicenne dell’hinterland di Avellino. Pochi secondi nei quali la ragazza è da sola in atteggiamenti sessualmente espliciti. Immagini che – come vi abbiamo raccontato su The Wam – sono finite nei telefonini di un’amica e poi rimbalzate da una chat all’altra. I ragazzi frequentano tutti la stessa scuola ad Avellino.

Gli interrogatori

Oggi ci sono stati i primi interrogatori. Una delle persone finite negli accertamenti degli investigatori ha deciso di rispondere alle domande. Si tratta di una ragazza – rappresentata dall’avvocato Gerardo Santamaria – che ha deciso di offrire la ricostruzione dell’episodio. E fare chiarezza su quello che reputa un grande equivoco.

Il dettagli dell’interrogatorio sono coperti dal segreto di indagine. E gli investigatori mantengono il massimo riserbo. Proprio per la giovane età dei protagonisti delle vicenda e per non turbare ulteriormente la minorenne che sarebbe finita al centro dello scherzo finito male.

Pista ripicca

Una ripicca. E’ questa una delle piste seguite per spiegare la diffusione del video. Forse un litigio, come spesso ne succedono fra amici, ma che ha preso una piega sbagliata. Infatti, proprio una amica della 16enne avrebbe deciso di fargliela pagare divulgando quelle immagini. Una leggerezza che poteva avere conseguenze imprevedibili. Tanti, sono purtroppo i casi in cui, persone finite al centro di fatti simili, poi hanno reazioni in attese. Anche estreme, come il caso della napoletana Tiziana Cantone.

Come e perché l’amica della vittima avesse quel video, saranno proprio gli investigatori a doverlo chiarire. Oltre a stabilire il numero delle persone che lo hanno ricevuto sui cellulari. Non è escluso – infatti – che nei prossimi giorni il numero degli indagati potrebbe crescere ancora.

I reati ipotizzati

I reati per i quali si procede al momento sono la diffamazione e la distribuzione, divulgazione e distribuzione di materiale pornografico. Ma è chiaro che si tratta di un capo di imputazione provvisorio. Soprattutto se, poi, la pista della vendetta prendesse corpo. In quel caso – infatti – la posizione degli indagati potrebbe anche farsi più grave.

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