backdoor podcast
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Il basket visto da un’angolazione differente. L’obiettivo del progetto Backdoor podcast: interviste audio e altri contenuti approfonditi sulla pallacanestro. Un progetto nato da un’idea che, già quattro anni fa, era stata sviluppata Simone Mazzola. Appassionato ed esperto di basket, con alle spalle anche collaborazioni prestigiose come quella con l’emittente Fox Sports. Dopo un’interessante intervista ad Alessandro Molinari, co-fondatore di Dunkest, il fantabasket italiano dell’Nba, e un approfondimento su Davide Barco, illustratore Nba, torniamo quindi a parlare di pallacanestro. E ascoltiamo proprio Simone per la nostra rubrica eroi digitali. (Qui il link al sito di Backdoor podcast per ascoltare tante interviste interessanti. Qui vi linkiamo quella stella Nba, Danilo Gallinari)

ASCOLTA IL PODCAST CON GALLINARI

L’origine di Backdoor Podcast

Simone, come è nato il tuo progetto?

“La mia idea era offrire contenuti di estrema qualità sul basket e non di giro. Così ho iniziato con le interviste. E mi sono focalizzato su personaggi di spessore ma meno noti alle cronache. Dai preparatori atletici a certi allenatori o giocatori”.

Come è stata la risposta del pubblico?

“Ci è voluto tempo per farci conoscere e oggi ci stiamo togliendo belle soddisfazioni. Anche se, devo dirti, fin da subito ho ricevuto molti complimenti dagli addetti di settore e dagli appassionati di basket. Non era scontato perché, prima autonomamente e ora in gruppo, ho dato una sfida non facile da vincere: raccontare il basket in modo estremamente approfondito senza mai scadere in cliché. Senza voler essere presuntuoso: a noi non è mai interessato raccogliere una caterva di utenti con contenuti mordi e fuggi acchiappa-click, ma offrire prodotti informativi di estrema qualità”. (Qui il link alla pagina facebook di “Backdoor Podcast” per tanti contenuti social di qualità)

Simone Mazzola qui in “veste più calcistica”

Perchè questo aspetto è così importante?

“Perché non saprei fare questo lavoro diversamente. E perché credo che l’informazione abbia un ruolo fondamentale e non può alimentare l’opinione pubblica con servizi di scarsa qualità e che non rappresentano un valore aggiunto. Lo stesso vale anche nello sport. Dove a volte si assiste a una banalizzazione pazzesca dei contributi”.

Oltre le interviste

Sul tuo podcast sono passati i personaggi più importanti della pallacanestro italiana e non solo. Come sei riuscito ad attirare profili così di spessore?

“Si è innescato il passaparola. Prima ho iniziato con personaggi più “raggiungibili”. Le interviste hanno avuto un buon seguito. Credo, poi, che molte siano piaciute e così l’esistenza di Backdoor si è diffusa anche fra gli addetti ai lavori. Ora, grazie a una buona rete di contatti, fra i quali anche gli uffici stampa ufficiali di squadra, giocatori e allenatori, riesco a intervistare anche i personaggi più importanti del basket. E, comunque, a essere sempre sul pezzo” (Per foto di backstage e inediti di Backdoor podcast, segui il profilo Instagram del progetto)

Back Door Podcast – Il logo

Non solo interviste, comunque…

“Oltre ai profli raccontati dai nostri redattori, inviati sui campi delle partite più importanti, aggiungiamo gli approfondimenti di analytics di Hack-a-stat, i video esclusivi sulle partite interne dell’Olimpia Milano, un podcast esclusivo sull’NBA (DNPCD) e tanti approfondimenti che spaziano in tutti gli aspetti del basket. Il nostro obiettivo, come ti dicevo, è dare una lettura approfondita e appassionata del basket senza mai rinunciare alla passione: motore di tutto il progetto”.

In un’intervista con Valerio Russo, di talent bay, avevamo già discusso di podcast. Uno strumento in forte espansione in America. Come vedi il mercato italiano?

“E’ chiaro che, in questo settore, l’Italia può ancora crescere molto. Ma credo che, per la sua versatilità, il podcast sia uno strumento di comunicazione e divulgazione estremamente efficace. A patto di avere contenuti importanti da diffondere”.

Quanto lavoro c’è dietro un podcast?

“In primo luogo la preparazione sull’intervistato: mi documento in modo meticoloso per porre domande approfondite e non convenzionali. E, poi, c’è un grande lavoro in fase di montaggio per offrire all’utente un prodotto che sia il più professionale possibile”.

Guarda in avanti di tre anni: dove ti vedi?

“Spero di far crescere ulteriormente Backdoor Podcast e di raccontare storie di basket sempre più approfondite e interessanti”.

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