Cosa deve fare una badante in casa secondo la legge

Cosa deve fare una badante in casa secondo la legge? Quali sono i suoi doveri e quali sono i suoi diritti, qual è lo stipendio e quali compiti deve svolgere? I giorni liberi, il diritto alle ferie, le diverse tipologie di contratto, la maternità e il trattamento di fine rapporto. Una guida agile sui diritti e doveri delle badanti.

9' di lettura

La badante è ormai una figura comune in tante case italiane. Durante questa pandemia le badanti hanno avuto un ruolo determinante, si sono occupate di anziani che altrimenti, in molti casi, sarebbero rimasti soli.

Svolgono un lavoro duro, spesso continuo e ancora più spesso molto vago rispetto ai diritti, ai doveri e alle competenze. Punti che dovrebbero invece essere chiari e trasparenti, come in tutti i contratti di lavoro.

In questo articolo spieghiamo in modo semplice e diretto quali sono i diritti e i doveri di una badante. Dopo anni di situazioni “grige” rispetto a questo lavoro, con la pandemia si è sentita – ed era ora – l’urgenza di chiarire in modo definitivo ruolo, compiti e diritti.

Un piccolo vademecum, che può essere utile. Alle badanti, certo, ma anche ai datori di lavoro.

Per un quadro ancora più dettagliato e articolato qui è riportato l‘intero di contratto nazionale di categoria (lavoro domestico).

Prima di continuare una precisazione: non confondete una badante con una colf. In genere la badante assiste una persona, mentre la colf gestisce una casa (curando in particolare l’ordine e la pulizia).

Come assumere una badante o una colf

La badante è quindi una prestazione molto più delicata proprio per questo motivo, si occupa anche di una persona. Che oltretutto è spesso in condizioni di disabilità, totale o parziale.

Badante, i doveri

I doveri di una badante sono ben noti e ribaditi anche nel contratto nazionale di lavoro per la categoria del lavoro domestico. Ma vediamo nel dettaglio cosa deve fare una badante in casa secondo la legge.

  • Prendersi cura della persona che assiste. Come si può immaginare è un compito molto delicato. La sua funzione non si esaurisce certo con l’assistenza sanitaria, che si traduce nel somministrare i farmaci all’assistito (e assicurare che venga seguita la terapia prescritta dal medico), effettuare controlli semplici, come quello della pressione.
  • Ma anche, se la persona è costretta a letto o sulla sedia a rotelle, impegnarsi a farla muovere e, se è possibile, aiutarla a deambulare.
  • La badante dovrà anche occuparsi dell’igiene personale dell’assistito, il che significa, se è necessario, mettere e togliere i pannoloni.
  • Ma prendersi cura di chi assiste significa anche fornire un supporto umano, tenerle compagnia, conversare.
  • Pulire la casa. La badante dovrà impegnarsi nelle faccende domestiche quotidiane e garantire che la casa sia sempre pulita e ordinata.
  • Preparare i pasti. La badante dovrà anche cucinare per il suo assistito, seguendo gli orari e le indicazioni dei familiari o del medico. Se richiesto può anche occuparsi di fare la spesa.

Come vedete questi compiti possono variare a seconda delle condizioni di salute della persona che assiste.

Per evitare equivoci è sempre meglio indicare in modo chiaro, nel contratto di collaborazione, le mansioni che sono richieste alla badante.

Per la delicatezza del ruolo e anche per il tipo di rapporto che si instaura con l’assistito, è preferibile che la badante abbia anche una discreta conoscenza della lingua italiana (letta e parlata).

La conoscenza della lingua risulta poi fondamentale se si ha la necessità di chiamare dei soccorsi, il medico o i familiari al telefono.

I diritti

Come avete visto i doveri di una badante sono molteplici e delicati. Di conseguenza anche i diritti, inclusi nel contratto di lavoro, sono estesi (per una valutazione complessiva vi rimandiamo al contratto completo).

Riassumendo sono questi.

Inquadramento

I livelli sono nove, vanno dalla semplice “dama di compagnia” (livello A), a chi si occupa, anche con competenze specifiche, di persone non autosufficienti, garantendo il vitto, la pulizia della casa e dell’assistito.

Qui abbiamo raggruppato i quattro livelli più frequenti.

  • Livello A Super. È il contratto che si stipula con la badante che dovrà occuparsi prevalentemente di tenere compagnia a una persona anziana. Può farlo in casa o anche accompagnandola in una passeggiata.
  • Livello B super. Quando una badante si occupa di persone che sono autosufficienti e deve prevalentemente essere impegnata nella pulizia della casa e nel cucinare a pranzo e a cena.
  • Livello C super. Quando una badante assiste persone non autosufficienti occupandosi anche della pulizia e del vitto.
  • Livello D super. In questo caso la badante deve aver avuto anche una formazione specifica (con diploma o corso di formazione), per occuparsi di persone non autosufficienti, occupandosi anche della pulizia della casa e del vitto.

Queste sono le tabelle retributive

Livello A

  • Valori mensili: 645,50 euro
  • Valori orari: 4,69 euro

Livello AS

  • Valori mensili: 762,88
  • Valori orari: 5,53

Livello B

  • Valori mensili (conviventi): 821,56 euro
  • Valori mensili (non conviventi): 586,83
  • Valori orari: 5,86 euro

Livello BS

  • Valori mensili (conviventi): 880,24 euro
  • Valori mensili (non conviventi): 616,18
  • Valori orari: 6,22 euro
  • Assistenza notturna: 1.012,27 euro

Livello C

  • Valori mensili (conviventi): 938,94 euro
  • Valori mensili (non conviventi): 680,71 euro
  • Valori orari: 6,57 euro

Livello CS

  • Valori mensili (conviventi): 997,61 euro
  • Valori orari: 6.93 euro
  • Assistenza notturna (mensile): 1.147,24 euro
  • Valori orari: 7.45 euro

Livello D

  • Valori mensili (conviventi): 1.173,65 euro
  • Valori orari: 7.99 euro

Livello DS

  • Valori mensili (conviventi): 1.232,33 euro
  • Valori orari (non conviventi): 8,33 euro
  • Assistenza notturna: 1.417,21 euro
  • Valori orario: 8.98 euro

Orario di lavoro

L’orario di lavoro di una badante varia, nel senso che dipende da tipo di contratto. E anche se sia convivente o meno con la persona assistita.

Le badanti conviventi devono lavorare per un massimo di 10 ore al giorno. Non devono essere consecutive e il massimo settimanale è di 54 ore.

Nell’arco della stessa giornata di lavoro la badante ha diritto a otto ore di riposo consecutivo e di un riposo intermedio che non deve essere inferiore a due ore.

Se le otto ore di lavoro sono continuate (tipo tra le 6 e le 14 o tra le 14 alle 22), le ore di riposo continuate devono essere 11.

Le badanti che non convivono devono lavorare al massimo 8 ore al giorno (non consecutive). Il che equivale a 40 ore settimanali. Possono essere distribuite in 5 o 6 giorni.

La badante che ha un orario di lavoro superiore alle 8 ore ha diritto al pranzo o alla cena (dipende dal turno). In alternativa dovrà avere una indennità di pasto.

Riposo settimanale

Le badanti hanno diritto a questi riposi settimanali:

  • 24 ore. Quindi un giorno intero. Se per una qualsiasi questione dovesse essere costretta a lavorare anche nel giorno di riposo, la badante può recuperarlo il giorno dopo. Ma le ore di lavoro effettuato nel giorno di riposo dovranno essere pagate con una maggiorazione del 60%.
  • 12 ore durante la settimana. Se in queste ore di riposo la badante dovesse essere costretta a lavorare, per una qualsiasi esigenza, scatta la maggiorazione del 40%.

Lavoro notturno

Viene considerato lavoro notturno per una badante quello che svolge tra le 22 e le 6.

Non viene considerato lavoro notturno quello discontinuo o quello solo di attesa.

Straordinari

Si considera lavoro straordinario di una badante tutto quello che supera l’orario di lavoro.

In caso di emergenza, quel tempo non viene però ritenuto straordinario.

Uno straordinario deve essere comunque pattuito con almeno un giorno di anticipo.

Ma in caso di lavoro straordinario, cosa prevede il contratto e quali sono le maggiorazioni previste?

Vediamole insieme.

  • Se lo straordinario si svolge di domenica o in un giorno festivo: 60% in più
  • Il 10% in più se il lavoro straordinario è svolto tra le 6 e le 20 da una badante non convivente che supera le 40 ore settimanali (ma non può superare le 44).
  • Se il lavoro straordinario è svolto tra le 22 e le 6 il 50% in più.

Ferie e permessi

Una badante ha diritto a 26 giorni di ferie per ogni anno di lavoro. Possono essere divise in due frazione (non di più), in accordo con il datore di lavoro.

La badante ha diritto a 16 ore di permesso l’anno per visite mediche documentate.

Sono invece 12 le ore di permesso garantire per la badante non convivente che lavora meno di 30 ore settimanali.

Altri diritti

  • La badante ha diritto alla tredicesima, che deve essere versata a dicembre
  • Diritto alla malattia. L’Inps in questo caso non paga l’indennità ma la badante ha il diritto di non perdere il posto di lavoro.
  • Congedo matrimoniale: 15 giorni.
  • Maternità: diritto a parte della retribuzione e a non perdere il lavoro.

In caso di infortuni sul lavoro

Se una badante resta infortunata sul lavoro il datore di lavoro ha il dovere di comunicarlo all’Inail entro questi giorni:

  • entro 24 ore in caso di infortunio mortale
  • entro 2 giorni se per l’infortunio ha avuto una prognosi di 3 giorni

Il datore di lavoro ha anche l’obbligo di comunicare l’infortunio alle autorità di pubblica sicurezza. Deve avvenire entro due giorni dall’infortunio.

Quando cessa il rapporto di lavoro

Il contratto tra una badante e il suo datore di lavoro può essere interrotto in qualsiasi momento da entrambe le parti. È però necessario un periodo di preavviso che può variare in questo modo.

Per i contratti non inferiori a 25 ore settimanali

  • Fino a 5 anni di anzianità: 15 giorni
  • Oltre i 5 anni di anzianità: 30 giorni

I periodi si riducono del 50% se è la badante a presentare le dimissioni. E quindi:

Per i contratti inferiori alle 25 ore settimanali:

  • Fino a due anni di anzianità: 8 giorni
  • Oltre i due anni di anzianità: 15 giorni

Trattamento di fine rapporto (tfr)

È chiaro che la badante avrà diritto al tfr (trattamento di fine rapporto).

Come si calcola il tfr?

Bisogna sommare tutte le retribuzioni ricevute (anche la tredicesima) e dividere la somma per 13,5.

Questo importo dovrà essere rivalutato dell’1,5%, più il 75% dell’indice Istat riferito al costo della vita.

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