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Badanti in trasferta: come funziona

Badanti in trasferta: come funziona per compenso e vitto e alloggio? Si ha diritto a una diaria? E cosa cambia per le badanti non conviventi? Ecco cosa sapere.

di Carmine Roca

Giugno 2024

In questo approfondimento vi parleremo di badanti in trasferta: come funziona quando la badante segue il proprio datore di lavoro in vacanza? (scopri le offerte di lavoro e i concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Badanti in trasferta: cosa dice il CCNL?

Non sono pochi i casi in cui il datore di lavoro chiede alla propria badante di seguirlo in vacanza o di prestare servizio nella seconda casa di proprietà.

In questi casi si parla di “badanti in trasferta”, una possibilità prevista dall’articolo 33 del CCNL per colf e badanti, che prevede che, “il lavoratore convivente è tenuto, ove richiesto dal datore di lavoro, a recarsi in trasferta, ovvero a seguire il datore di lavoro o la persona alla cui cura egli è addetto, in soggiorni temporanei in altro comune e/o in residenze secondarie. In tali località il lavoratore fruirà dei riposi settimanali”.

Per quanto riguarda il pagamento delle spese di viaggio e le indennità previste in caso di spostamento, l’articolo 33 prevede che debbano “essere rimborsate al lavoratore le eventuali spese di viaggio sostenute per raggiungere il luogo della trasferta, e deve essere riconosciuta, in aggiunta alla normale retribuzione, una diaria giornaliera pari al 20% della retribuzione minima tabellare giornaliera, di cui alla Tabella A, per ogni giorno di trasferta, salvo il caso in cui il relativo obbligo sia contrattualmente previsto nella lettera di assunzione”.

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Badanti in trasferta: a quanto ammonta la diaria?

Come visto in precedenza, alla badante convivente in trasferta viene erogata anche una diaria giornaliera, pari al 20% della retribuzione minima tabellare giornaliera.

Ad esempio, una badante con contratto a 40 ore settimanali percepirà una diaria di trasferta di circa 1,60 euro l’ora. Dovesse durare un mese la trasferta, la badante percepirà una maggiorazione di circa 270 euro, oltre alla retribuzione mensile.

Badanti in trasferta: cambiano le condizioni contrattuali?

In trasferta, le condizioni contrattuali rimangono invariate. Significa che la badante avrà diritto allo stesso compenso, a giorni di riposo, così come al vitto e all’alloggio. Inoltre l’orario di lavoro non potrà subire variazioni.

Badanti in trasferta: cosa cambia per le non conviventi?

Molto spesso, però, capita che la richiesta di trasferta venga presentata anche alle badanti non conviventi o alle lavoratrici domestiche non conviventi come le baby sitter, ad esempio.

In questo caso, però, i lavoratori non conviventi non sono obbligati a seguire la famiglia o l’assistito in trasferta. Se decidesse di seguire il datore di lavoro o l’assistito lontano da casa, la badante conserverà le caratteristiche contrattuali.

Riguardo loro, però, non esiste una normativa specifica per la trasferta di colf e badanti o baby sitter non conviventi, ma si ritiene che possa essere applicato lo stesso regolamento previsto per i lavoratori conviventi.

In questo caso, non essendo previsti per contratto né vitto, né alloggio, in caso di trasferta di un lavoratore non convivente, il datore di lavoro è tenuto al pagamento delle spese di alloggio e dei pasti.

Badanti in trasferta
Badanti in trasferta: in foto una badante con un’anziana con disabilità, in vacanza.

Faq sul lavoro domestico

Quali requisiti sono necessari per lavorare come badante?

Per lavorare come badanteè fondamentale possedere una buona dose di empatia e pazienza, oltre a essere in grado di comunicare efficacemente con la persona assistita. È consigliabile avere una formazione di base nel settore dell’assistenza agli anziani o disabili e conoscenze di primo soccorso per affrontare eventuali emergenze.

Qual è l’orario di lavoro tipico di un badante?

L’orario di lavoro di un’assistente familiare può variare notevolmente a seconda delle esigenze del cliente e delle modalità di lavoro stabilite. In genere, si possono avere turni di lavoro diurninotturni o anche assistenza 24 ore su 24, a seconda delle necessità della persona assistita e dell’accordo contrattuale stipulato con il datore di lavoro.

Come viene erogata l’indennità di vitto e alloggio alle badanti?

L’indennità va erogata in busta paga e, come da normativa, va moltiplicato il valore giornaliero di vitto e alloggio per i turni di lavoro effettuati. La quota base è fissa ed è esplicitata all’interno del contratto. Questa, ogni anno, è soggetta alle variazioni indicate dall’ISTAT che tiene conto dell’inflazione e di altri indicatori economici del Paese.

A quanto ammonta l’indennità di vitto e alloggio per badanti nel 2024?

Stando alle comunicazioni fornite da ISTAT, per quest’anno (2024), l’indennità base di vitto e di alloggio per lavoratrici domestiche è pari:

Il totale dell’indennità giornaliera (6,52 + 1,96 = 8,48) va moltiplicato per tutti i giorni di lavoro e riconosciuto in busta paga alla fine di ogni mese.

Quando si versano i contributi alle badanti nel 2024?

Mercoledì 10 aprile è scaduto il termine per versare i contributi previdenziali del 1° trimestre del 2024 (da gennaio a marzo) alle lavoratrici domestiche (badanti, colf e baby sitter).

Le successive date da ricordare sono le seguenti:

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