Bancomat, prelievi quasi impossibili e cari: addio contante

Bancomat, i prelievi diventeranno più cari e complicati: si spinge all'uso sempre più diffuso del denaro digitale, prepariamoci a dire addio al contante. In calo costante e continuo le filiali e quindi anche gli sportelli bancomat. Aumenteranno le spese sui prelievi. Mentre molte banche chiudono i conto corrente di clienti che hanno più di centomila euro in deposito.

3' di lettura

Ritirare soldi al bancomat sarà più difficile e più costoso. Gli sportelli continueranno a diminuire, mentre le tariffe applicate a ogni prelievo saranno più consistenti o addirittura sarà difficile conoscerle: ogni banca potrebbe applicare la sua percentuale (che oggi è dello 0,5 per ogni prelievo).

Come sapete gli sportelli del bancomat si trovato nelle filiali degli istituti di credito.

Filiali che sono in costante diminuzione. Così come gli sportelli Atm dove ritirare il denaro: erano 35.671 nel 2013, nel 2018 erano diventati 31.807. E il calo è continuato in questi ultimi anni e sarà ancora più consistente negli anni che verranno.

Al Sud e al Centro meno filiali

Le filiali sono sempre meno. Ma la loro diffusione resta largamente superiore nelle regioni settentrionali.

Questo il dato sulla presenza di uffici bancari in Italia:

  • Nord: 57%
  • Centro: 21%
  • Sud e Isole: 22%

Una sproporzione evidente, ma che fotografa anche le differenti situazioni economiche all’interno del Paese.

La crisi delle banche

Per le banche, lo abbiamo già scritto, il problema (oltre alla chiusura degli sportelli), è la difficoltà a gestire la liquidità dei clienti. Liquidità che è un costo insopportabile da quando la Banca centrale europea a imposto tassi negativi sul denaro.

Con un tasso a -0,5%, le banche perdono soldi se hanno soldi in cassa.

Un esempio: se una banca ha in deposito un milione di euro, alla fine dell’anno avrà una perdita secca di 5mila euro.

Chiudono i conto corrente

Ci sono già istituti di credito, come Fineco, Unicredit e Bper, che hanno chiesto ai clienti che hanno più di 100mila euro in deposito di chiudere il conto corrente.

Il contante è diventato un guaio. Il gruppo Ing ha già preso una decisione estrema (ma che potrebbe essere seguita presto da altri banche): da luglio eliminerà tutto il denaro contante. Diventerà cashless.

Solo digitale, addio bancomat

Che significa che diventerà cashless? Beh, potete immaginarlo dopo quello che avete appena letto:diventerà una società senza contanti e accetterà solo pagamenti digitali. E quindi, via libera a carte di credito, contactless, smartphome, smartwatch e criptovalute.

In pratica con la sparizione graduale degli sportelli e i costi eccessivi dei Bancomat, per avere contanti bisognerà chiederli direttamente in banca. Altrimenti si paga solo con carta.

La rivoluzione digitale

La rivoluzione è arrivata, con qualche anno di ritardo rispetto ad altre nazioni occidentali, ma prima del previsto in Italia (dove il contante è ancora molto amato). Una accelerazione dovuta sicuramente dalla pandemia.

La chiusura di tanti sportelli bancomat renderà assai difficile, soprattutto per chi abita in regioni con una bassa percentuale di filiali, poter accedere al servizio. Ma non è l’unico problema. Aumenteranno i costi.

Prelievi bancomat, costi a sorpresa

È allo studio un nuovo modello di business per il bancomat, che avrà dirette conseguenze sui consumatori: chi ritira contanti da uno sportello automatico diverso dalla sua banca dovrà pagare una commissione interbancaria che cambia a seconda dalla banca dove ritira.

Il cliente si troverebbe nella condizioni di conoscere il costo del prelievo solo al momento del ritiro dei soldi, perché ogni banca applicherebbe una commissione diversa.

Oggi è dello 0,5% della cifra ritirata.

Se passasse questo modello di riforma potrebbero essere svantaggiate le banche più piccole e quelle online che hanno meno sportelli diffusi sul territorio e dovrebbero quindi sottostare (e con loro i clienti), alle condizioni di altri istituti di credito.

Difficoltà che potrebbero spingere i clienti a utilizzare sempre meno il contante favorendo la crescita dell’uso del denaro digitale.

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