Bellugi: gambe amputate. Inter: ti vogliamo con noi

Mauro Bellugi ha raccontato di aver perso le gambe a causa del Covid e di gravi patologie pregresse. L'ex difensore dell'Inter e della Nazionale non si è perso d'animo e ha già ricevuto da Beppe Marotta una proposta di lavoro per ricoprire il ruolo di responsabile dei rapporti con i club per la società nerazzurra.

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Il mondo del calcio si è stretto in un abbraccio per Mauro Bellugi, l’ex difensore dell’Inter della Nazionale colpito dal Covid e costretto a sottoporsi a un delicato intervento chirurgico, che gli ha salvato la vita, ma che lo costringerà a vivere il resto dei suoi anni senza le gambe, amputate a causa delle complicazioni della malattia. Quelle gambe, forti e muscolose, che lo portarono a giocare pure nel Bologna, nel Napoli e nella Pistoiese, oltre a collezionare 33 presenze in Nazionale, tra Under 21 e squadra maggiore.

La storia di Bellugi

E’ stato Bellugi a raccontare a Repubblica le sue vicissitudini: “Avevo male dappertutto, le gambe, la schiena. Una sera, anche ai piedi e non mi era mai successo. Mi levo i calzini e vedo che sono diventati neri come la pece. Così corro all’ospedale Monzino dal mio amico Piero Montorsi, interista matto, che mi guarda e mi dice: Mauro, inutile girarci intorno, se vuoi vivere bisogna tagliare, altrimenti puoi pure morire in due ore. Avevo la cancrena fino all’inguine e un male che non si può capire”.

Il Covid ha trovato terreno fertile nel corpo dell’ex calciatore, affetto da una grave patologia, la lipofosfilipi, che aggredisce le articolazioni soprattutto di chi nasce nelle zone paludose: “Io sono nato in Maremma, anche mia mamma aveva ’sta roba, anche mia figlia. Insieme al Covid si sono trovati e hanno fatto baraonda, un macello proprio, quei due insieme si sono scatenati”.

L’esempio di Alex Zanardi

Da qui la necessità di intervenire chirurgicamente. Gli sono state amputate entrambe le gambe, ma Bellugi non si è perso d’animo. Da buon toscanaccio si è già ripreso dallo shock: “Sto sfogliando il catalogo delle protesi, voglio quelle di Pistorius. E penso all’automobile che guiderò senza le gambe. Perché io non accetterei mai di essere superato da qualcuno per strada, eh, io voglio ricominciare a trottare. Ma in fondo sono soltanto un vecchio calciatore in pensione: mi basta camminare da casa al ristorante e dal ristorante a casa. Ogni santo giorno penso ad Alex Zanardi. Però lui è un triplo supereroe, io sono solo un uomo con un po’ di palle che si ispirerà ad Alex. E sono sicuro che lui uscirà dall’ospedale guarito e rimesso a nuovo, e continuerà a mostrarci come si vive”, ha concluso Bellugi.

Bellugi, la chiamata dell’Inter

Tante le dimostrazioni d’affetto ricevute dall’ex difensore, ora 70enne. La più importante è arrivata dall’Inter. Il dirigente Giuseppe Marotta lo ha telefonato per offrirgli un posto in società, una volta che verrà dimesso dall’ospedale. Per te ci sarà sempre posto in questa società, magari potresti occupare dei rapporti con i club“, gli ha detto Marotta. E alle protesi meccaniche da 50mila euro provvederà l’ex presidente dell’Inter, Massimo Moratti, da sempre autore di gesti solidali, come quando permise, a sue spese, allo sfortunato Kanu di risolvere i problemi al cuore.

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