Benevento, detenuto trovato con il cellulare nell’ano

Un detenuto del carcere minore di Airola è stato ritrovato con un cellulare nell'ano.



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Nel carcere minore di Airola, in provincia di Benevento, un agente della Polizia Penitenziaria ha rinvenuto un detenuto con un telefonino nascosto nel retto. Il tutto è avvenuto durante il turno serale, quando insospettito da un vociare tipico di una conversazione telefonica, si è apprestato ad effettuare dei controlli su un detenuto con il metal detector.

Dopo i primi rifiuti da parte del giovane carcerato, la polizia penitenziaria ha trasportato il soggetto all’ospedale più vicino per effettuare degli accertamenti medici. La radiografia ha evidenziato la presenza del telefono all’interno del corpo del detenuto. Il personale medico ha lavorato per estrarre il mini cellulare.

Carmine D’Avanzo – Coordinatore SAPPE – Settore Minorile – evidenzia che “il detenuto in questione, già presso l’IPM di Nisida, ha dato dimostrazione del suo spessore criminale, rendendosi protagonista di vari episodi di risse tra reclusi e aggressioni agli agenti penitenziari. E’ bene ricordare che i due Istituti Minorili campani, di Nisida e Airola, ospitano minorenni e ultradiciottenni che appartengono a contesti familiari ed urbani ad alto tasso delinquenziale e che la maggior parte di costoro, il più delle volte, si è resa responsabile di gravi efferati delitti. E’ tempo che non si possono più giustificare “visioni poco terrene”; basta volgere un po’ lo sguardo a quello che ci accade attorno, per rendersi conto di una microdelinquenza minorile sempre più spavalda che sta minando seriamente il sereno vivere civile. “

Il coordinatore continua: “Oggi, la Polizia Penitenziaria che opera nel settore minorile, è in trincea da tempo, nell’attesa spasmodica di un deciso cambio di rotta, in particolare, per quanto concerne una nuova legislazione penale minorile per ciò che attiene la separazione dei detenuti  “minorenni” dai detenuti “ultradiciotteni; questo, se non altro, per evitare di veder  trasformati gli attuali IPM in  vere e proprie scuole di formazione alla criminalità!! Giunga, pertanto, il nostro plauso a tutto il personale della Polizia Penitenziaria, che nella specifica circostanza verificatasi presso la struttura minorile sannita, ha dato prova di grande capacità professionale, doti sicuramente meritevoli di elogio da parte della competente Autorità Dipartimentale”.

L’ennesimo caso in campania di micro telefoni introdotti all’interno delle carceri. Solo nella provincia di Avellino, da inizio anno, sono stati sequestrati più di 30 telefonini. Una problematica da non sottovalutare con le forze dell’ordine in difficoltà a limitare questo traffico.

Solo pochi giorni fa nel penitenziario di Carinola, nel Casertano, un religioso è stato bloccato dagli agenti in quanto in possesso di 9 cellulari, 8 micro telefoni e uno smartphone. I cellulari erano nascosti in alcune buste di tabacco.

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