Beni comuni, una battaglia per difenderci dal saccheggio

4' di lettura

“Quella sui beni comuni è una iniziativa che riguarda tutti i cittadini. Perché tutela i beni pubblici. Per intenderci: beni che appartengono a tutti noi. La legge Rodotà difende quei beni dalla svendita che se ne sta facendo. Impone uno stop all’accaparramento di proprietà demaniali, svendute molto spesso a quelle multinazionali sostenute dal lobbismo avanzato capaci di controllare rappresentanti parlamentari e associazioni di categoria”.

Alberto Lucarelli, professore di diritto costituzionale alla Federico II, è uno dei promotori dell’iniziativa popolare che ha rilanciato il disegno di legge delega Rodotà, elaborato e proposto nel 2007 per tutelare e difendere i beni pubblici. Al lavoro, all’epoca, una commissione parlamentare della quale faceva parte lo stesso docente dell’ateneo partenopeo (insieme, tra gli altri, a Stefano Rodotà, Ugo Mattei, Alfonso Amatucci, Giacomo Vaciago).

Di Beni comuni si è discusso ieri pomeriggio alle 18, nella Chiesa del Carmine, ad Avellino, in un incontro promosso da Nicholas Ferrante, giovane esponente del Pd, che in Irpinia è uno dei sostenitori più impegnati e convinti dell’iniziativa popolare.

Beni comuni, una battaglia per difenderci dal saccheggio
Il professor Alberto Lucarelli

Lo Stato spogliato dei suoi beni

Professor Lucarelli, perché ritiene così importante la legge sui beni pubblici?

“Perché le attuali leggi sul demanio non sono state in grado di tutelare in modo adeguato i beni e i diritti dei cittadini. Anzi. Hanno contribuito al saccheggio, che continua, di risorse naturali, infrastrutture, servizi pubblici e diritti sociali. Hanno spogliato lo Stato dei suoi beni”.

Ma con la legge Rodotà, cosa cambierebbe?

“Una cosa fondamentale, la tutela di quei beni: diventeranno beni collettivi, e saranno inalienabili, indivisibili e inespropriabili. Si mette così fine alla svendita (il demanio pochi giorni fa ha messo sul mercato altre 1500 proprietà ndr), che sta depauperando lo Stato. Oltretutto, introdurre nel nostro ordinamento giuridico anche la categoria dei beni comuni, dei beni sociali e dei beni sovrani, significa dare attuazione alla Costituzione”.

I beni diventano della comunità, che li custodisce

Cioè un bene pubblico diventa un bene collettivo?

“E’ il possesso di quel bene da parte delle comunità. Che lo condivide e ne assicura la custodia. Ed è chiaro che una legge di questo tipo incontri la resistenza forte di chi sta saccheggiando quei beni. Ci muoviamo contro chi ha interessi importanti, non sarà semplice. Ma è forse l’ultima possibilità che ci rimane per difendere quello che resta. Eppure, le forze politiche che più dovrebbero sostenere questa iniziativa si disperdono in mille distinguo e in altrettante divisioni. E in questa caso, se mi permette, siamo di fronte a un male comune. Il solito”.

Come sta procedendo la raccolta firme?

“Bene, molto bene. Siamo già a trentamila, ma contiamo di superare e di molto le cinquantamila, che è la quota limite per una legge di proposta popolare. Ma soprattutto puntiamo a dar vita a un movimento, per sua natura trasversale, che apra un dibattito sui beni pubblici”.

Un dibattito necessario per spingere il Parlamento ad approvare la legge. Chiaro. Ma si tratta di una battaglia radicale, che scardina la vecchia concezione demaniale, ma anche e soprattutto principi che si sono imposti a partire dagli anni ’90, con le privatizzazioni e la vendita a pezzi del patrimonio pubblico. Scelte figlie di un’ondata liberista che non accenna a fermarsi, anche se mostra – e da tempo – significative crepe.

Beni comuni, una battaglia per difenderci dal saccheggio

La sinistra è all’anno zero

La sinistra è all’anno zero

“La sinistra – dichiara Nicholas Ferrante -, è all’anno zero. Ha bisogno di nuovi temi, nuove parole. Si sono perse negli anni ’90, quando la sinistra per farsi accettare dai salotti buoni è diventata il volto moderato della destra. Venticinque anni dopo gli elettori hanno presentato il conto. E si sono rivolti altrove. Quello dei beni comuni, è un tema forte. Propone un nuovo tipo di battaglia politica. Un po’ come sta facendo Barca con il Forum Disuguaglianze e Diversità, che nei giorni scorsi ha consegnato al presidente Sergio Mattarella, la prima copia del rapporto 15 proposte per la giustizia sociale”.

Beni comuni, una battaglia per difenderci dal saccheggio
Nicholas Ferrante

Riforme radicali e centrosinistra…

“Anche definirsi di centrosinistra ha poco senso. O sei di destra o di sinistra. Oltretutto mi chiedo cosa sia il centro oggi. Al momento è occupato politicamente dai 5Stelle. La verità è che in questi anni abbiamo lasciato spogliare lo Stato, un pezzo alla volta. Indebolendolo. Sostenere la battaglia per i beni comuni significa sostenere la difesa di beni come le acque, la fauna, i parchi, i boschi, i beni immateriali, le infrastrutture, i beni sociali. E mettere un freno alla privatizzazione selvaggia. Una privatizzazione che rischia di privarci di beni fondamentali. Su queste battaglie la sinistra può ritrovarsi e costruire un’idea di società, oltre a trovare parole e motivazioni nuove per i suoi elettori”.

Entra nel gruppo di WhatsApp e ricevi due volte al giorno - 13:30/20:30 - le notizie più importanti senza spam!
Iscriviti al bot di Messenger e ricevi due volte al giorno - 13:30/20:30 - le notizie più importanti senza spam!