Cinema e animazioneIl Pungiglione

Bentornato presidente, la nostra tragicomica politica

Il sequel di Benvenuto Presidente è una evidente parodia dell’attuale esecutivo. Una sorta di instant movie

0
2' di lettura

Bentornato Presidente

regia di Giancarlo Fontana e Giuseppe G. Stasi

La disastrata situazione politica italiana ha spinto Indigo Film e Vision Distribution a un’operazione cinematografica commerciale ma geniale sotto la regia di Giancarlo Fontana e Giuseppe G. Stasi. Il film è il sequel di “Benvenuto Presidente” del 2011. La parodia dell’attuale esecutivo in una sorta di instant movie girato nell’ultimo inverno e uscito a un anno esatto dalle ultime elezioni politiche.

Ne esce un quadro tragicomico dei nostri politicanti. 

leggi anche C’è tempo, l’omaggio di Veltroni al grande cinema

I personaggi veri tutti riconoscibili

Stavolta però, in Bentornato Presidente, c’è solamente un sottile velo a difendere la vera identità dei personaggi reali. Tutti riconoscibili, anche fisicamente: Paolo Calabresi in chiave leghista, manovrato dalla sua spin-doctor, Guglielmo Poggi che imita quasi alla perfezione le uscite e le espressioni improbabili di Luigi Di Maio e Marco Ripoldi che iperbolizza il “suo” Matteo Renzi a capo di una sinistra sempre più sfasciata e autolesionista.

Bentornato presidente
Claudio Bisio

A capo di tutto ciò c’è Claudio Bisio che impersona ciò che dovrebbe essere l’attuale Premier, almeno de jure, Giuseppe Conte; ma limitarlo al ruolo di mera marionetta trasformerebbe il film in un semplice racconto fiction dell’ultimo anno politico nostrano. La coppia di registi invece prova e riesce in qualche modo a dare autonomia e credibilità al suo personaggio, anche se il finale del film è un po’ traballante. Menzione speciale per Antonio Petrocellu nei panni del Presidente della Repubblica, che forse è il migliore di tutto il cast nella sua prova attoriale.

Leggi anche  Cinema. Ad Avellino c'è Sannino, regista di Porta Capuana

Una sottile denuncia

Oltre ai personaggi e alla trama principale il dato interessante di Bentornato Presidente è la sottile denuncia ai mali dei nostri tempi: storytelling, realtà virtuale, fake news, l’evasione fiscale, inutili inglesismi ecc. A coronare tali denunce ci sono gli speculatori finanziari, veri e forse unici nemici dell’Italia, spesso aiutati da chi nei palazzi del potere dovrebbe servire ciecamente la Nazione e non il Soros di turno. E questo viene più volte ampiamente sottolineato nel film, e forse per farlo capire al pubblico medio italiano c’è bisogno di un film di commedia come questo.

Leggi anche  La Favorita, perché è un film da vedere: voti de Il Pungiglione

Regia 7

Sceneggiatura 6

Fotografia 6

Montaggio 6

Scenografia 7

Soundtrack 5

Costumi 6

Make-up 6

Media 6,1

Irpinia, rapina in banca della banda del coltellino: fuga coi soldi

Articolo precedente

“Avellino in marcia con la nostra maratona: scendete in strada”

Articolo successivo

Commenti

Rispondi

Potrebbe piacerti anche