Balcone cercasi. Antonio Bergamino: la luce blu di Avellino



8' di lettura

Avellino dal balcone, la città vista da una prospettiva diversa, insolita. E a un’ora particolare, all’imbrunire. L’ora blu. E’ l’ultimo progetto fotografico avviato (e in parte realizzato), da Antonio Bergamino: una vita dedicata alle foto, catturate in mezzo mondo, e che raccontano storie con uno sguardo vero e inevitabilmente unico. Lo stesso sguardo che descrive una Avellino che è allo stesso tempo nota e sconosciuta. Questione di visuale. Ma non solo.

Abbiamo incontrato Bergamino in un bar di via Matteotti. Ci ha raccontato del suo ultimo progetto, di cosa significhi – per lui – fotografare e di quello che avrebbe desiderio di realizzare.

Antonio Bergamino: caccia la luce blu di Avellino
Antonio Bergamino ritratto da Luigi Grassia

Quando la luce del giorno convive con quella artificiale

Perché Avellino dal balcone?

“Faccio foto da 40 anni, e non ho mai fotografato Avellino. Lo spunto mi è arrivato da Luca Cipriano, mi aveva chiesto degli scatti che testimoniassero le cose belle della città. Poi ho pensato al balcone…”

Il balcone non è l’unica caratteristica ricorrente del progetto…

“No, infatti: le foto sono scattate tutte alla stessa ora e con la stessa luce. All’imbrunire, quei dieci, quindici minuti nei quali convivono la luce del giorno e quella artificiale. Si chiama l’ora blu. Non tutti riescono a percepirla. I sensori delle macchine fotografiche sì. E’ una luce a suo modo fiabesca”.

Foto di Antonio Bergamino

Ho trovato tanta gente disponibile

La gente è stata disponibile ad aprire le porte di casa per consentiti di utilizzare il balcone?

“Sì, tutti. Mi hanno fatto entrare con cordiale curiosità. Qualcuno si è chiesto pure cosa facessi al freddo con tutta quell’attrezzatura. In realtà aspettavo l’ora e la luce giusta, ma contavano anche le condizioni meteo”.

Qual è la situazione migliore per le foto del tuo progetto?

“Beh, quando l’ultima luce del giorno buca una coltre di nuvole…”

Hai già scattato diverse immagini per il progetto…

“Sì, ma l’idea è quella di realizzare scatti dalla zona di Parco Santo Spirito fino alla fine dei Platani. Un immaginario percorso che attraversa la città”.

leggi anche La pop art di Emiliano Stella da Avellino alla conquista di Berlino

Sono stanco di sentire che Avellino è un cesso di città

Perché hai sentito il bisogno di raccontare Avellino?

“Sono stanco di sentire da tanti che è un cesso di città. Eppure ci sono realtà, anche vicine, dove il degrado è diffuso, per non dire totale. Certo, Avellino ha i suoi buchi neri, aree decisamente brutte. Ma questo è vero per ogni città”.

Qualche mese fa, Filippo Cristallo ha presentato una mostra con foto che hanno raccontato una città diversa da quella del balcone…

“Sì, ed è un lavoro che ho apprezzato molto. Cristallo ha immortalato i non luoghi. Ne è venuta fuori una raccolta di foto che descrivono Avellino quasi come una città dell’Est europeo ai tempi della guerra fredda. E’ un punto di vista, una chiave di lettura. Sono sicuro che se un terzo fotografo realizzasse un progetto analogo verrebbe fuori qualcosa di ancora diverso…”

Oggi tutti fotografi? Mah, fanno immagini. La fotografia è altro

Oggi, grazie anche gli smartphone, si scattano molte più fotografie. Siamo tutti fotografi, cosa ne pensi?

“Mah, più che fare foto, si fanno immagini. La fotografia è altro…”

Ritieni che il ritorno all’analogico, alla pellicola, sia una reazione allo scatto facile?

“Mi sembra una cosa modaiola. In realtà si possono realizzare foto con le nuove e più efficienti tecnologie anche con una impostazione di tipo tradizionale. Guardo molto raramente sul monitor le foto dopo lo scatto. Su alcune macchine ho anche disabilitato la funzione. Osservo tanti che invece scattano e vedono a raffica, quasi in maniera compulsiva. Ho un’idea diversa del fare foto. Serve soprattutto una capacità di sintesi. Ma è necessaria anche tanta pazienza…”

In che senso?

“Ho fatto molte foto di architettura. Quindi soggetti statici. Eppure cerco di interpretare la visione di chi ha progettato quell’edificio. Ci giro intorno, scelgo la prospettiva più significativa e aspetto la luce giusta. E’ un lavoro lungo, richiede tempo…”

Vorrei realizzare un progetto sulla violenza domestica

Cosa pensi dell’uso di photoshop per ritoccare le foto?

“Niente di male, anzi. Consente di manipolare le foto proprio come si faceva in camera oscura, dove magari si usavano mascherine o le stesse mani. Nulla di strano o sbagliato, l’importante è non esagerare e rispettare la natura delle fotografie”.

A quali dei tuoi progetti realizzati sei più legato?

“Forse quelli sul mondo marino (tra le passioni di Bergamino ci sono le immersioni, oltre alla bicicletta ndr), che ho scattato in giro per il mondo. Lungo coste bellissime e in mari lontani”.

Cosa invece vorresti realizzare?

“Mi piacerebbe affrontare temi sociali. Vorrei portare a termine un progetto sulla violenza domestica contro le donne. Ma anche raccontare il nostro rapporto con il cibo”.

Per fare buone foto basta anche una macchina usa e getta

Pensi che per fare buone foto sia necessario avere anche delle attrezzature adeguate?

“La tecnologia è importante, ma non rilevante. Si possono fare belle foto anche con una macchina usa e getta. Dipende dalla capacità di utilizzo del mezzo, certo senza attrezzature adeguate è difficile realizzare un buon lavoro in determinate condizioni di luce o, ad esempio, per scattare foto di sport”.

A proposito, mai fatto foto sportive?

“Sì, in particolare basket e motomondiale. Ho corso accanto a Valentino Rossi (sorride). In sella a uno scooter a bordo pista. In quel periodo sono stati importanti i consigli di un grande amico e un grande esperto come Mirko Lazzari. Ho fotografato anche molto il basket. Lì mi ha aiutato la conoscenza delle regole. Non è un dettaglio: ti consente di anticipare in qualche modo l’evoluzione di una azione di gioco e scattare nel modo e nei tempi giusti”.

Prima di fotografare una persona devo studiarla, creare una relazione

Hai scattato bellissime foto di persone durante i tuoi viaggi, sono immagini estemporanee o anche quelle sono, come dire, studiate…

“La macchina compare solo al momento dello scatto. Prima cerco di relazionarmi con le persone, capire, integrarmi. I grandi fotografi del passato hanno avuto un vantaggio rispetto a noi fotografi di questo millennio. Ora tutti fanno foto, c’è una sensazione di fastidio quando i soggetti si vedono puntare addosso una macchina fotografica. Quasi dicono: non rompeteci le palle. In passato alla vista di una reflex restavano quasi indifferenti”.

C’è un progetto fotografico del passato che oggi potrebbe avere un senso riproporre?

“Forse quello realizzato negli anni ’60 da Ugo Mulas, un viaggio fotografico dal Nord al Sud della Penisola. Avrebbe una sua rilevanza anche adesso, ma punterei in particolare sui piccoli centri”.

Nel frattempo Antonio Bergamino prosegue con Avellino dal balcone. E conta sulla disponibilità degli avellinesi: aprite le porte a un maestro della fotografia e consentitegli di raccontare, da una visuale insolita, la vostra città.

Gruppo WhatsApp offerte di lavoro, bonus, concorsi e news

Entra in WhatsApp e ricevi ogni giorno gratis i migliori articoli su offerte di lavoro, bandi, bonus, agevolazioni e attualità. Scegli il gruppo che ti interessa:

  1. Bandi, Bonus e Lavoro

  2. News dall'Italia e dal mondo

Seguici anche su Google | Facebook | Instagram



Come funzionano i gruppi?
  1. Due volte al giorno (dopo pranzo e dopo cena) ricevi i link con le news più importanti

  2. Niente spam o pubblicità

  3. Puoi uscire in qualsiasi momento: la procedura verrà inviata ogni giorno sul gruppo

  4. Non è possibile inviare messaggi sul gruppo o agli amministratori

  5. Il tuo numero di cellulare sarà utilizzato solo per inviarti notizie