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Black Friday? Fate come noi, non buttate i vostri soldi

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Fate come noi: non buttate i vostri soldi. Chiudete le porte e barricatevi in casa. Ebbene si, sta arrivando. Impavido, imperterrito, intrepido, imperturbabile, irremovibile, inconfondibile. In altre parole, spietato. Un vortice. Il suo impatto sulla società è travolgente come un fiume in piena. Si insinua nella testa come il ritornello della nostra canzone preferita. Provoca effetti collaterali e può causare dipendenza patologica. Verrebbe quasi da dire, vietato ai minori di diciotto anni. Proprio come siamo noi.

Un appuntamento imperdibile

Col passare degli anni è divenuto una sorta di anniversario che non puònon essere festeggiato né tanto meno può essere sostituito. Se tutti fosserofedeli ai propri partner come lo sono con lui, il tradimento sarebbe un’utopia.

A parlarne sono giornali e tv. E’ la star indiscussa del mese di novembre, in particolare.

Okay, probabilmente la presentazione è smoderata ma un po’ di ironia non ha mai fatto male a nessuno.

Ed ora è arrivato il momento di annunciarlo. Pronti? Si, è proprio lui:il Black Friday. (Se poi vuoi proprio fare acquisti: ecco cinque app gratuiti per super-sconti consigliati dal nostro esperto Buggher)

Probabilmente, il 99,9% dei lettori non ha indovinato di cosa si stesse parlando. Beh, come biasimare. Descrizione troppo azzardata? Forse.

Una moda triste

Quest’anno la ricorrenza cadrà venerdì 23 novembre. Insomma, è già iniziato il countdown. Ansia, fremito, agitazione. Attesa snervante. E’ guerra all’ultimo sconto tra i negozi – sicuramente – ma si tratta di uno scontro sanguinoso soprattutto nello scenario del mondo digitale. Una spietata competizione tra pubblicità persuasive che ci spiattellano sotto il naso offerte apparentemente vantaggiose. Saldi che sembrano proprio fare al caso nostro. Tuttavia, sono scelte che non ci fanno scegliere.

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Ed è proprio qui che assistiamo a una massificazione delle scelte. Il web rende i nostri acquisti meno costosi che però paghiamo in altro modo. Già,perché la vera moneta è la nostra mente manipolata. Triste realtà. Non c’è libero acquisto, libero arbitrio. E gli abbassamenti dei prezzi incentivano il caso.

Certamente è un fenomeno ben noto: i siti di acquisto ci vendono quello che vogliono loro e non certamente ciò che vogliamo comprare noi. E quale occasione migliore se non il Black Friday per mettere in atto il diabolico piano digitale.

Il venerdì nero

Dunque, il famoso “venerdì nero” è lo strumento di uno scopo ben preciso. A dimostrarlo è il fatto stesso che si può benissimamente parlare di “Black week”, o meglio ancora di “Black period” anziché di Black Friday.

Questo perché non si è tentanti di comprare – risparmiando – soltanto nel fatidico venerdì di novembre, bensì per un lasso di tempo che si estende fino alla fine delle vacanze natalizie. In altri termini, spese folli.

Di conseguenza, il venerdì più famoso dell’anno è una moda a tutti gli effetti. E’ un dato di fatto. Acquisti durante il Black Friday e immediatamente diventi parte integrante della società. Parte integrante di quella marmaglia di persone pronta ad attendere ore di file chilometriche per varcare la soglia del tanto atteso sconto per poi pavoneggiarsi e poter raccontare orgogliosi di sé di aver comperato anche solo una sciocchezza.

Che poi, parliamone. Camerini intasati, file interminabili, spintoni, impazienza, magliette calpestate. Spesso si arriva a redarguire chi non rispetta la fila e – nella peggiore delle ipotesi – a litigare. Un casino.

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L’assalto inizierà dalla mezzanotte stessa. E la gente ha preso la cosa sul serio, fin troppo…

Ben presto si diffonde quest’isteria collettiva: c’è chi spende in pochi attimi i risparmi di mesi e mesi, chi organizza veri e propri squadroni della morte a caccia di quel tanto sospirato gilet a un prezzo mai visto, chi invece rimane comodamente a casa e si dedica a tempo pieno ai compulsivi rituali dello shopping online.

Non fatevi fregare

Alla fine però il risultato è uguale quasi per tutti: un sacco di denaro speso per qualcosa di inutile. Ma perché ci si fa trascinare in questo vortice di capitalismo mirato e incontrollato? Un po’ per sentito dire, un po’ per la mitizzazione del grande evento, tutti ci incuriosiamo e indaghiamo nella speranza di risparmiare qualche centinaio di euro investendo in offerte vantaggiose. Pensandoci, perché no? Perché ostinarsi a rimanere fedeli ai classici saldi invernali, quando si ha la possibilità di anticipare gli acquisti? Un ruolo importante lo svolgono anche le pubblicità. In questo periodo, ogni annuncio o inserzione pubblicitaria osanna il Black Friday, lo si ritrova praticamente ovunque sui social, in TV, addirittura per le strade. Vi è traccia ovunque. Persino nella stradina vicino casa troviamo volantini stropicciati che ci conducono sulla “retta via” dello sperperamento.

Una propaganda che arriva a tutti gli strati sociali, e che inevitabilmente ne condiziona le scelte economiche.

 Si rivela però essere l’ennesimospecchietto per le allodole, in quanto la merce superscontata proviene per lo piùda lotti invenduti delle stagioni precedenti.

Quindi, cosa fare per limitare i danni dell’apocalisse?

Sicuramente una buona dose di intelligenza, autonomia e piacere – non ossessione- per lo shopping è la soluzione.

Gente, diffidate.  Acquistare con prudenza (soprattutto online) e rimanere quanto più possibile lontani dalle orde di invasati pronti a prendere d’assalto qualsiasi negozio esponga i cartelloni del -89,9%.

Difficile ma non impossibile.

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