Il Bambin Gesù del 2020: una nascita travagliata

La frase sulla possibilità che quest'anno gesù bambino nasca due ore prima, pronunciata dal ministro Boccia, ha alzato un polverone che ha scosso il clero italiano e non solo. Ma, al di là della tradizione cristiana, cosa dice la storia sulla nascita di Cristo?

Il Bambin Gesù del 2020: una nascita travagliata
Le dichiarazioni del ministro Boccia sul possibile anticipo della nascita di gesù hanno alzato un polverone. Ma cosa davvero dice la storia sulla nascita di Cristo?
3' di lettura

Il ministro Boccia, dopo le enormi difficoltà nel gestire la crisi di marzo – con tutti al comando e, dunque, nessuno al timone; avendoci per di più consegnato un Paese «serrato» allo stesso modo, da nord a sud, da Aosta a Sciacca, con i «Gran Ducati» in rivolta e i «Quattro Mori» in guerra – risale le classifiche della popolarità social ed assesta lo scacco matto, infilando tutte le più evolute strategie comunicative: «Gesù bambino può nascere anche due ore prima» ha sostenuto qualche giorno fa, tra il serio ed il faceto.

Boccia e il bambin gesù: la reazione della chiesa

Pronta è arrivata la scomunica del prete!

Padre Ariel Levi di Gualdo, sacerdote e teologo, direttore della rivista online «L’Isola di Patmos», uno che non le ha mai mandate a dire quando si è trattato di vigilare sulla Dottrina della Fede e di difendere la Chiesa dalle eresie, anche questa volta ha risposto dalle colonne de ilgiornale.it, piccato, anzi paprikato: «Temo che l’Onorevole Ministro stia alla cultura e alla tradizione cattolica come la già Onorevole Ilona Staller, in «arte» Cicciolina, sta alla verginità e alla castità».

A parte la verginità di Cicciolina, mai messa così seriamente in discussione, il putiferio, come al solito, non ha impiegato molto a levarsi, vibrato, nel cielo.

In Francia siamo alla bagarre. Addirittura, preso per la giacchetta, dopo lungo letargo, è dovuto intervenire sul proscenio il diritto di culto: «Le disposizioni governative restringono troppo la libertà di religione» hanno avversato i vescovi d’oltralpe.

Nascita di Gesù: cosa dice la storia?

Ma quando è nato Gesù? A che ora? Un fantastico problemone, oggi. E il merito è tutto del Ministro Boccia che ci ha chiamato ad una lunga, quanto inaspettata, discettazione sui natali del bambino più famoso della storia dell’Uomo: Gesù.

Chiariamoci subito, inanellando le tre certezze: non è nato il 24 o il 25 dicembre; non certo nell’Anno Zero; né a mezzanotte.

Praticamente tutto ciò su cui hanno issato bandiere e vessilli, teologi e sacerdoti, sono delle mere convenzioni.

Nessuna delle Sacre Scritture, in particolare i Testi di Luca e Matteo (i soli che facciano riferimento a questo momento speciale), contengono precisazioni sulle tre leve brandite dai più indomiti.

Invero, sulla scelta del 25 dicembre, quale data di celebrazione della Natività, ha influito il calendario civile romano che in quel giorno celebrava il solstizio invernale e la rinascita del Sole, Sol Invictus, il «Sole Invitto». La scelta si giustificò sulla necessità di agevolare il contatto con il cristianesimo per i neo-convertiti pagani.

La mezzanotte fu invece stabilita qualche secolo più tardi, in una delle infinite riforme del Messale (la settimana scorsa l’ultima, per il Padre Nostro).

Il Bambin Gesù del 2020: una nascita travagliata
Le dichiarazioni del ministro Boccia sul possibile anticipo della nascita di gesù hanno alzato un polverone. Ma cosa davvero dice la storia sulla nascita di Cristo?

L’anno zero non esiste…

Gesù sarebbe nato, infine, tra il 6 ed il 7 avanti cristo, non nell’anno zero.

A parte che un «anno zero» non può esistere per definizione, l’indicazione dell’«anno uno» è il frutto di un errore di calcolo operato dal monaco Dionigi il Piccolo il quale, da studioso minuzioso e paziente, procedette alla datazione della nascita di Cristo per la prima volta, pensate, tra il V e il VI secolo, periodo in cui visse. Prima di allora la questione non suscitò alcun interesse.

Oggi riprende fiato, tra le immancabili polemiche ed in vista di un Natale 2020 che si preannuncia scoppiettante. E non certo per i mortaretti: dopo aver digerito la seconda «botta» con divieti e chiusure, ci dirigiamo a manetta aperta verso le deroghe per veglie liturgiche, cenoni, panettoni e spumante, sì da predisporre le basi ad una robusta terza ondata, dopo che sarà nato Gesù e allorquando dovremo ricominciare a lavorare, guarda caso…

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