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Bollette del gas, stop allo sconto: aumenti a maggio

Bollette del gas, stop allo sconto: aumenti a maggio del 22,4 per cento, l’allarme delle associazioni.

di The Wam

Maggio 2023

Bollette del gas, stop allo sconto: per chi è nel mercato tutelato aumenti del 22,4 per cento: riguardano i consumi di aprile, da pagare a maggio. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Dopo tre mesi di fila, caratterizzati da cali delle tariffe (a marzo – 13,4 per cento), i prezzi tornano dunque ad aumentare.

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La comunicazione è arrivata dall’Arera, nella nota del tre maggio che ha reso ufficiale l’aggiornamento delle tariffe. L’aumento delle bollette si è verificato nonostante il calo del costo del gas sul mercato all’ingrosso. Il motivo? La riduzione dello sconto che era stato previsto nell’ultimo decreto bollette (decreto legge numero 34 del 2023) per attenuare gli effetti degli aumenti, ovvero l’azzeramento degli oneri di sistema, che incidono per il 30 per cento sul costo finale.

Su questo argomento potrebbe interessarti sapere chi può ricevere il bonus bollette anche a maggio; abbiamo anche visto cosa cambia con l’imminente passaggio al mercato libero per tutti.

Bollette del gas, stop allo sconto: ritorno alla normalità

Per fortuna l’aumento delle bollette del gas arriva alla fine della stagione fredda. quando i riscaldamenti sono ormai spenti e di conseguenza i consumi delle famiglie tendono a ridursi in modo sostanziale.

Per il presidente di Arera, Stefano Besseghini, «abbiamo imboccato la strada del ritorno alla normalità e quindi il sistema energetico è chiamato a trovare un equilibrio senza dover far ricorso alle finanze dello Stato per fronteggiare la crisi».

Del resto il governo ha stanziato tre quarti dei fondi dell’ultima legge di Bilancio per contrastare gli aumenti della spesa energetica per famiglie e imprese. Un costo che non può essere sostenuto a lungo, anche perché si tratta di risorse che vengono sottratte a settori importanti, come previdenza, assistenza, sanità, istruzione e investimenti.

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Bollette del gas, stop allo sconto: cosa fa il governo

I prezzi dell’energia sono costantemente monitorati dal governo. E il Ministero dell’Economia e delle Finanze, così si sostiene in una nota diffusa dopo che sono state rese note le nuove tariffe, «è pronto a intervenire a sostegno di famiglie e imprese nel caso di aumenti significativi e repentini. Tuttavia l’ultimo decreto contro il caro bollette ha seguito, come in precedenza, i suggerimenti di Arera negli interventi previsti».

Bollette del gas, stop allo sconto: cosa cambia per le famiglie

Il governo controlla, ma gli effetti sulle famiglie si faranno comunque sentire. Con la decisione di ripristinare in bolletta gli oneri di sistema, il prezzo del gas invece di scendere, sale.

«Senza la reintroduzione degli oneri – ha dichiarato il responsabile del settore energia dell’Unione nazionale consumatori, Marco Vignolaci sarebbe stata una riduzione della bolletta del 7,1 per cento».

Per l’associazione la scelta del governo è grave. Per un motivo: nonostante gli sconti fiscali che sono stati applicati fino a oggi, compresa l’Iva al 5 per cento, le bollette continuano a restare più alte «rispetto ai tempi normali» (quelli, per capirci, precedenti all’invasione russa dell’Ucraina).

In termini concreti, secondo uno studio dell’Unione nazionale consumatori, l’aumento del 22,4 per cento nelle bollette di maggio, significa che su base annua una famiglia spende in media 235 euro in più. Se continuavano a essere esclusi gli oneri di sistema, ci sarebbe stato un risparmio di 75 euro. Insomma, la decisione dell’esecutivo, rischia di azzerare o quasi gli effetti positivi in busta paga (da luglio) che sono stati attivati dall’ulteriore taglio del cuneo fiscale, previsto nel recente decreto Lavoro.

Ma non solo. La spesa totale per i prossimi 12 mesi (dal primo aprile del 2023 al 31 marzo del 2024), se il costo del gas resta costante e non subisce nuove improvvise impennate (sempre possibili), resta molto alta: 1.283 euro. Se questa cifra si somma ai 641 euro della luce, la stangata per le famiglie è di 1.924 euro.

Per intenderci: nel 2020 (l’ultimo anno che si può definire normale), la spesa annua era di circa 975 euro.

Bollette del gas, stop allo sconto: analisi dei costi

L’Arera ha spiegato nei dettagli come si arriva all’aumento complessivo dei costi in bolletta per una famiglia media:

Il decreto bollette aveva previsto la riduzione dell’Iva al 5 per cento e l’azzeramento degli oneri di sistema per il secondo trimestre. Riducendo però le aliquote della componente sconto Ug2

Arera la pensa diversamente rispetto alle associazioni dei consumatori. L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, ritiene infatti che nonostante gli aumenti per il mese di aprile, «gli effetti finali sulla spesa del gas per una famiglia medio nel periodo maggio 2022 – aprile 2023, sia di 1.532 euro, il meno 3,9 per cento rispetto ai dodici mesi equivalenti dell’anno precedente».

Bollette del gas, stop allo sconto: aumenti a maggio
Nella foto una donna ha appena ricevuto la bolletta del gas

Bollette del gas, stop allo sconto: prezzo ai minimi

Per fortuna che i prezzi all’ingrosso del gas sono in costante discesa. Le quotazioni del metano sul Ttf di Amsterdam sono scese a 36,780 euro al Megawattora. Per un confronto, tre mesi fa il costo era di 59 euro, quasi il doppio.

I costi sono simili (leggermente più alti, 42,6 euro al Megawattora) anche sul mercato all’ingrosso italiano (Psv), che è il riferimento dell’Arera quando vengono stabilite mensilmente le tariffe.

C’è un’altra notizia rassicurante per famiglie e imprese: i livelli degli stoccaggi, dopo l’inverno, sono alti. In Italia erano al 60 per cento a fine marzo e si prevede che ad aprile siano cresciuti. In tutto 11 miliardi di metri cubi di gas nelle riserve strategiche, la soglia di sicurezza è stata fissata a 4,6. Una situazione che è simile in buona parte dell’Ue, e questo dovrebbe evitare la corsa all’accaparramento di risorse per l’inverno che tra luglio e agosto 2022 è stata una delle cause per l’esplosione dei costi.

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