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Bollette del gas meno care a novembre, ecco perché

Bollette del gas meno care a novembre, vediamo per quale motivo e di quanto sarà il risparmio per famiglie e imprese.

di The Wam

Ottobre 2022

Bollette del gas meno care a novembre: i notevoli ribassi del costo del metano sui mercati avrà effetti positivi anche per famiglie e imprese. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Il prezzo resta sempre alto rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, ma finalmente e in maniera forse imprevedibile c’è una inversione di tendenza.

Su questo argomento puoi leggere anche un post che racconta come 4,7 milioni di famiglie non riescano a pagare le bollette; o dopo quante bollette non pagate staccano il gas; c’è anche un articolo che spiega come risparmiare con i fornitori.

Bollette del gas meno care a novembre: costi al ribasso

Infatti l’Arera, l’autorità che regola il mercato dell’energia, agli inizi di novembre rivederà al ribasso il calcolo dei parametri per le bollette del gas e molto probabilmente dell’energia elettrica.

Non si sa ancora di quanto, ma è certo che le bollette peseranno di meno sui bilanci familiari e sui conti delle aziende.

Una buona notizia, anche perché fino a pochi giorni fa gli analisti erano convinti dell’esatto contrario.

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Bollette del gas meno care a novembre: aggiornamento mensile

Ma cosa è accaduto, perché questa inversione di tendenza? La svolta è nella scelta di revisionare le tariffe a cadenza mensile e non più trimestrale. Una innovazione voluta da Arera e che consente di aggiornare le tariffe delle bollette alle valutazioni del mercato in modo quasi istantaneo.

Prima, con l’aggiornamento trimestrale, si sarebbe continuato a pagare per un periodo più lungo lo stesso prezzo, anche con una quotazione del metano precipitata ai minimi storici.

Bollette del gas meno care a novembre: ribasso strutturale

Ma di quanto calerà il costo delle bollette? Ora è difficile stabilirlo. Tutto dipenderà da quello che accadrà nelle prossime due settimane. E se quindi non ci saranno improvvisi e consistenti aumenti dell’energia.

C’è da essere piuttosto ottimisti (ma con gli sbalzi che hanno caratterizzato i prezzi dall’inizio della guerra in Ucraina è sempre meglio essere prudenti), soprattutto per un motivo: nell’ultimo mese e mezzo ci sono stati ribassi sui costi energetici in Europa che non sembrano momentanei, ma di natura più strutturale.

Sul Ttf di Amsterdam, che è la piattaforma europea dove si tratta il metano, il prezzo è sceso dal picco di 370 euro a megawattora, che era stato registrato in agosto, ai 136 euro di questi giorni (oggi 18 ottobre è calato a 127). Quasi tre volte di meno.

La stessa cosa è accaduta per il Psv, la piattaforma italiana che registra i costi del gas per tante imprese: il presso del metano è precipitato dai 315 euro a megawattora di agosto, fino agli 80 di questi giorni. Una discesa ancora più consistente.

Bollette del gas meno care a novembre: stoccaggi

Perché gli esperti ritengono che questo aggiustamento del prezzo del gas sia strutturale e non episodico? Il motivo principale è che i più importanti Paesi europei hanno completato gli stoccaggi in vista della stagione invernale e non c’è più l’ansia di acquistare gas a qualsiasi prezzo sui mercati. Se si riduce la domanda, è una ovvia legge di mercato, si riduce anche il costo dell’offerta.

C’è anche un altro punto, ma questa è solo una supposizione: la discussione sempre più avanzata all’interno dell’Ue di imporre un tetto al prezzo del gas ha messo un freno alle speculazioni.

Bollette del gas meno care a novembre: se ne riparla a marzo?

Questo significa che l’emergenza è finita, che non dovremmo più aspettarci un nuovo ed esponenziale aumento dell’energia?

Purtroppo no. Alla fine dell’inverno, intorno a marzo, gli stoccaggi saranno stati utilizzati in buona parte, con una conseguenza prevedibile: ci sarà di nuovo un problema legato alle quantità di energia disponibile sul mercato.

Ovvero: salirà di nuovo la domanda e inevitabilmente anche il prezzo del metano.

Nel frattempo però i governi avranno la possibilità di studiare delle misure e non farsi trovare impreparati alla nuova emergenza in primavera.

Bollette del gas meno care a novembre: sussidio ai consumatori

Potrebbero essere valutate delle forme di sussidio al consumo con incentivi per chi riduce il consumo di energia. La Germania vorrebbe offrire sussidi ai suoi cittadini sull’80% del gas e dell’elettricità consumata. Ma le strade sono diverse e tutte percorribili.

Questi mesi di pausa (se le previsioni degli esperti dovessero rivelarsi fondate) potrebbero consentire ai Paesi dell’Ue di attivare meglio e con maggiore intensità l’importazione di gas da nazioni diverse dalla Russia (anche procedendo con velocità alla realizzazione dei rigassificatori). Oltre ad aumentare la produzione interna di energia da fonti rinnovabili, continuando a utilizzare (si spera per poco) le centrali a carbone.

A questo punto, così come aveva annunciato più di un esperto, bisognerà pensare in anticipo all’inverno 2023/2024, che rischia di essere più complicato di quello che stiamo per affrontare. Soprattutto se non ci sarà una accelerazione definitiva per la realizzazione degli impianti che sono necessari, compreso un aumento della possibilità di stoccaggio.

Bollette del gas meno care a novembre, ecco perché

Bollette del gas meno care a novembre: cresce l’inflazione

Nel frattempo però, brutte notizie sul caro prezzi in Italia. L’Istat ha registrato un aumento dei prezzi su base annua dell’8,9% (0,3% su base mensile). Con una inflazione che è al 7,1%.

Sono molto preoccupanti i rincari dei prodotti alimentari, aumentati del 10,9%. Un dato simile è stato registrato nel 1983 (11%).

Sull’aumento dei prezzi non ha inciso dunque sono la crisi del gas. Oltre agli alimenti, sono infatti cresciuti anche i servizi ricreativi, culturali e di cura alla persona.

Mentre ha rallentato la crescita dei servizi che sono legati ai trasporti.

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