Bollette del gas, saranno meno care del previsto

Bollette del gas, saranno meno care del previsto a novembre: si temeva un aumento del 70%. L’incremento sarà solo del 5%, in particolare per chi è rimasto nel mercato tutelato. Le bollette della luce dovrebbero ridursi a gennaio.

6' di lettura

Bollette del gas, si temeva un aumento del 70%, sarà invece solo del 5%. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Non è un sospiro di sollievo, perché comunque le tariffe restano alte, ma si temeva un incremento che avrebbe costretto tanti cittadini ad alzare bandiera bianca. Ovvero: la morosità diffusa sembrava inevitabile (anche per questo tra le misure del decreto Aiuti quater si discute su una possibile moratoria sui distacchi).

Sull’argomento potrebbe interessarti come risparmiare con i fornitori sulle bollette di luce e gas; c’è un post che anticipa le riduzioni delle tariffe a novembre e una analisi sul numero di famiglie che non riesce a far fronte al pagamento delle bollette.

Bollette del gas: la scelta di Arera

Il dato positivo è stato diffuso da Nomisma Energia, che appunto prevede un aumento delle bollette che arriveranno a novembre (e riferite a ottobre) del 5%. Nulla se confrontato alla previsione del 70%.

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L’aumento limitato è dovuto anche a una scelta di Arera, che dal luglio scorso effettua la rilevazione dei prezzi su base mensile e non più trimestrale.

Per le bollette della luce bisognerà attendere per il calo: inizieranno a essere meno salate solo a partire da gennaio.

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Bollette del gas: evitato aumento del 200%

L’intervento di Arera è stato decisivo. Con il vecchio sistema, quello delle rilevazioni trimestrali, il dato di riferimento sarebbe stato il costo del gas nel mese di settembre. Avrebbe significato un aumento sulle bollette dei cittadini del 200%: insostenibile. Sarebbe stato un disastro. Perché quelle tariffe avrebbero dovuto essere sommate ai costi della corrente elettrica, che nel frattempo hanno avuto un rincaro a dir poco consistente: il 59%.

Per fortuna è andata diversamente. Ma il pericolo non è passato. Il costo del metano potrebbe risalire in maniera vertiginosa dal prossimo marzo. Dipende anche da quanto sarà stato freddo l’inverno che è alle porte.

Bollette del gas: mercato tutelato

L’aumento del 5% vale in particolare per le famiglie che sono ancora nel mercato di tutela. Ovvero 7,3 milioni di nuclei familiari (su 20,4 milioni). Gli altri dovrebbero avere gli sconti in bolletta a partire invece dal primo gennaio.

Purtroppo l’aggiornamento mensile piuttosto che trimestrale delle bollette è stato imposto solo per il metano e non anche per la corrente elettrica. Per questo motivo bisognerà aspettare gennaio prima di avere una riduzione che per la luce. Ma bisognerà sperare che il prezzo dei prodotti energetici resti sotto controllo fino alla fine dell’anno. Probabile, ma, come detto, nessuno può averne certezza. 

Bollette del gas: troppe variabili

Del resto sugli aumenti gli esperti si sono sbagliati già diverse volte. Il mercato è esposto a così tante variabili (a cominciare dalla guerra in Ucraina) che non bastano fredde analisi economiche. Soprattutto ora che gli equilibri geopolitici dell’Europa e di mezzo mondo sono in bilico.

In questo momento per la corrente paghiamo un 10, 15% in più rispetto a quanto avremmo dovuto con un aggiornamento mensile.

Bollette del gas: il crack dei venditori

La modifica dell’aggiornamento mensile della tariffa del gas è stata sì adottata per famiglie e imprese. Ma anche per i venditori sul libero mercato della materia prima. Erano sull’orlo del fallimento. Per loro comunque la modifica non ha sortito effetti significativi: stanno fallendo comunque.

La revisione dell’aggiornamento delle tariffe potrebbe essere adottato anche per la corrente elettrica. Non è stato fatto prima perché non c’era la stessa urgenza.

Bollette del gas: misure prorogate

Nel frattempo il governo si muove per prorogare le misure contro il caro bollette che sono in scadenza a novembre. Sul piatto ci sono 4, 5 miliardi, finanziati in parte con l’extra gettito (per le maggiori entrate Iva)  lasciato dal governo Draghi.

Il vecchio esecutivo ha speso 62 miliardi per contenere gli effetti degli aumenti su cittadini e imprese.

Il bonus sociale per le famiglie che sono in disagio economico (Isee fino a 12mila euro) sarà sicuramente esteso fino a tutto dicembre. Confermato anche l’azzeramento degli oneri di sistema per i primi due trimestri del prossimo anno (fino a giugno dunque).

Bollette del gas, saranno meno care del previsto

Bollette del gas: produzione nazionale

A questi provvedimenti immediati che servono solo a tamponare l’emergenza, ne servono anche altri. Bisogna guardare anche un po’ oltre, ovvero all’inverno 2023/2024 che rischia di essere, se non cambiano le condizioni attuali, ancora più difficile da affrontare.

Per questo motivo oltre a una accelerata sui rigassificatori (che consentono di importare gas liquido) sarà anche rilanciata la produzione nazionale di metano, che entro il 2025 dovrebbe arrivare a oltre 6 miliardi di metri cubi per aumentare a 7 negli anni successivi.

Non risolve certo il problema del fabbisogno energetico (ne consumiamo 74,1 miliardi di metri cubi), ma c’è una dato che deve far riflettere: 20 anni fa la produzione nazionale era di 17 miliardi di metri cubi, prima di precipitare nel 2021 a 4 miliardi (un minimo storico).

L’Italia ha riserve di metano per circa 112  miliardi di metri cubi tra mare e terra. Non tutte disponibili, infatti:

  • 45,775 miliardi sono certe;
  • 45,901 sono probabili;
  • 19,912 sono possibili.

Al momento le trivelle sono attive in 90 pozzi disseminati in 15 regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana e Veneto. Sono escluse solo Liguria, Val d’Aosta, Trentino Alto Adige e Sardegna.

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