Bollette e cartelle esattoriali, le mosse del governo Meloni

Bollette e cartelle esattoriali, le mosse del governo Meloni contro il caro energia e gli effetti di milioni di avvisi di pagamento. Due emergenze immediate da affrontare per il nuovo esecutivo. Ci sono diverse soluzioni possibili. E un tesoretto che dovrebbe consentire la proroga dei sostegni contenuti nel decreto Aiuti Bis.

6' di lettura

Bollette e cartelle esattoriali: su queste due emergenze il governo Meloni sta preparando le prime risposte. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Si sapeva da tempo che sarebbero stati i nodi caldi (non i soli) del dopo voto. E sono strettamente collegati fra loro: se le famiglie hanno serie difficoltà a pagare le tariffe di metano e corrente elettrica, in costante ed esponenziale aumento, come potranno far fronte anche alla pioggia di cartelle esattoriali in arrivo da qui a gennaio (più di 13 milioni)?

Su questo stesso argomento puoi leggere Quanto spendiamo di energia ogni giorno; c’è un ulteriore focus su cosa ha in mente il governo per il nuovo decreto bollette; e infine una analisi su come e quando fare la lavatrice per risparmiare.

Bollette e cartelle esattoriali: aumenti

Come sapete il costo delle bollette della luce è aumentato del 59% per il quarto trimestre dell’anno. Gli incrementi del metano saranno decisi alla fine di ottobre, e non saranno inferiori a un ulteriore 60%. Senza contare che nel frattempo la Russia ha azzerato le esportazioni di metano verso l’Italia, l’Europa non ha raggiunto un’intesa sul tetto del prezzo del gas e in Ucraina spirano allarmanti venti di guerra nucleare.

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Bollette e cartelle esattoriali: aziende a rischio

Il quadro è complesso e le prospettive per questo inverno decisamente difficili. Non solo per le famiglie ovviamente (si immagina un aumento notevole dei cittadini morosi), ma anche per le imprese: sono oltre 100mila quelle che rischiano la chiusura.

Facile immaginare il numero dei nuovi disoccupati se queste aziende dovessero essere davvero costretta a sospendere o ridurre in modo drastico le produzioni.

Bollette e cartelle esattoriali: fondi strutturali

Il governo Meloni ha proposto tra l’altro di spendere i 20 miliardi non utilizzati dei fondi strutturali europei. Erano quelli della programmazione 2014-2020. L’Italia non li ha spesi perché non è riuscita a presentare progetti adeguati.

Ma il centrodestra in campagna elettorale ha avanzato anche altre ipotesi per cercare di attenuare gli effetti del caro bollette sui cittadini e sulle imprese.

Bollette e cartelle esattoriali: energia rinnovabili

Con i 20 miliardi dei fondi strutturali l’Italia potrebbe coprire i costi della misura che prevede di slegare il prezzo dell’energia prodotta dalle rinnovabili da quello del gas. Il termine tecnico è disaccoppiamento. Ed è una misura sulla quale stava lavorando anche il governo Draghi.

Questa misure, sostiene il centrodestra, può essere attivata anche a livello nazionale, senza quindi aspettare il via libera da parte dell’Unione Europea.

Bollette e cartelle esattoriali: manovra di Bilancio

Si tratta di una operazione che potrebbe avere degli effetti. Ma ci sono altre scadenze, forse ancora più rilevanti. Entro novembre il nuovo esecutivo dovrà presentare la manovra di Bilancio per il 2023. E in quel provvedimento dovranno essere rifinanziate anche per il primo trimestre del prossimo anno i sostegni a famiglie e imprese.

In pratica il governo Meloni dovrà adottare un inevitabile decreto legge Aiuti ter. Avrà un costo non inferiore ai 10, 15 miliardi.

Bollette e cartelle esattoriali: tregua fiscale

Un’altra proposta per arginare almeno per qualche mese l’aumento delle bollette è connessa proprio alle cartelle esattoriali. In pratica si attua una tregua fiscale per tutte le cartelle da 1.000 a 3.500 euro.

Ovvero, questo raccontano le indiscrezioni:

  • azzeramento delle cartelle fino a 1.000 euro;
  • rateizzazione fino a 10 anni senza sanzioni per le cartelle fino a 3.500 euro;
  • rateizzazione fino a 5 anni con sanzione minima per le cartelle che superano i 3.500 euro.

Nelle intenzioni di esponenti di primo piano del centrodestra questa tregua fiscale potrebbe portare nelle casse le risorse necessarie per ridurre il costo delle bollette di luce e gas. Una soluzione immediata che aiuterebbe ad attenuare due emergenze.

Ma non risolverebbe a medio e lungo termine le difficoltà causate dai costi energetici. E nel frattempo si dovrebbe mettere mano a una seria riforma del Fisco.

Bollette e cartelle esattoriali: tesoretto

Il governo ha a sua disposizione anche un’altra possibilità per affrontare il caro energia (ma nulla esclude che le strade vengano percorse tutte insieme per consentire all’esecutivo di avere una maggiore agibilità ed effettuare degli interventi più significativi per cittadini e imprese).

Il centrodestra, infatti, troverà subito dopo l’insediamento un tesoretto di 10 miliardi, lasciato dall’esecutivo Draghi ed evidenziato nell’ultima Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza (Nadef).

Quei soldi ci sono perché il deficit del 2022 è stato inferiore a quello preventivato a marzo. È stato possibile perché c’è stato l’aumento del Pil. Quei miliardi potrebbero consentire di prorogare per dicembre tutte le misure che sono contenute nel decreto Aiuti Bis.

Ci sono molte strade dunque per contrastare o almeno attenuare gli effetti che l’incremento delle bollette di luce e gas possono avere su milioni di famiglie italiane. Ma anche per alleggerire dal peso di costi di produzione troppo elevati anche centinaia di migliaia di imprese, piccole, medie e grandi. Tutti in grave difficoltà.

Bollette e cartelle esattoriali, le mosse del governo Meloni

Bollette e cartelle esattoriali: inflazione

Bisognerà anche vedere quale sarà l’incremento dell’inflazione. Dovesse fermarsi potrebbe essere scongiurato un nuovo aumento dei tassi di interesse imposto dalla Bce.

Una nuova salita dei tassi, che potrebbe essere difficile scongiurare, avrebbe come conseguenza un aggravamento della crisi del mercato immobiliare. In Italia è solo agli inizi, ma in molti altri Stati la situazione è già molto grave. L’aumento dei tassi significa anche l’incremento della rata mensile del mutuo e questo spingerebbe molti cittadini a rinunciare o a rinviare a tempi migliori l’acquisto della casa. Oltre a tenere lontani anche coloro che avrebbero acquistato immobili per investimento (che oggi non è più così redditizio). Il che comporterebbe anche uno stop all’edilizia, altro settore traino della nostra economia.

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