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Bollette gas e luce, ecco quando possono essere aumentate

Bollette gas e luce, ecco quando possono essere aumentate: la sentenza del Consiglio di Stato cambia tutto.

di The Wam

Dicembre 2022

Bollette gas e luce, quando il contratto è scaduto gli aumenti imposti dalle aziende sono legittimi. Lo ha deciso il Consiglio di Stato che ha accolto il ricorso di Iren. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

INDICE

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La società che fornisce gas ed energia elettrica ha vinto il ricorso contro l’Antitrust. In particolare contro il provvedimento che ha congelato i rincari per l’erogazione di luce e gas anche sui contratti che sono scaduti e devono essere rinnovati.

Su questo argomento potrebbe interessarti un pezzo che spiega come capire se l’aumento delle bollette gas e luce è legittimo (ma dovrà essere letto anche alla luce di questa ordinanza del Consiglio di Stato; c’è poi un articolo che spiega come la tregua sugli aumenti sia purtroppo destinata a finire (si teme).

Bollette gas e luce, la sentenza del Consiglio di Stato

Il provvedimento contestato è quello che è stato introdotto dal governo Draghi nell’agosto scorso (con il decreto Aiuti Bis) e che sarà in vigore fino al 30 aprile del 2023. In pratica l’esecutivo aveva deciso di sospendere quelle clausole all’interno del contratto che permettono alle società di vendita di cambiare il prezzo della fornitura. Quella norma, per capirci, resta valida.

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Il Consiglio di Stato ha però bocciato una interpretazione dell’Antitrust (Autorità garante della concorrenza e del mercato) che ha esteso l’applicazione del provvedimento anche ai contratti scaduti.

Un ampliamento della normativa che ha poi fatto scattare un’indagine nei confronti di sette aziende che si occupano della vendita e della distribuzione di gas ed energia elettrica.

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Bollette gas e luce, cosa ha chiesto Iren

La società Iren ha impugnato il provvedimento. In particolare, appunto, nella parte in cui si ritiene che le variazioni al prezzo debbano essere garantite anche quando il contratto stipulato con il cliente è scaduto.

L’azienda ha sostenuto che l’applicazione di una norma così impostata avrebbe inevitabilmente causato dei gravi danni all’azienda.

In pratica, questa la tesi di Iren, se si può comprendere la sospensione degli aumenti per i contratti in corso, non è altrettanto logica la scelta di vietare di fissare un nuovo prezzo alle tariffe quando il contratto è scaduto.

Bollette gas e luce, le motivazioni dell’appello

La tesi di Iren è stata accolta dal Consiglio di Stato. Così si legge nel dispositivo della sentenza: «L’appellante sosteneva che senza l’aggiornamento dei prezzi nei confronti del cliente si verificherebbe, a causa del costringimento (imposto con il provvedimento impugnato) di fornire al cliente l’energia ai sensi del prezzo fisso del contratto, sotto i costi attuali di approvvigionamento, un danno emergente di entità straordinaria, da essa quantificato in 264 milioni di euro, legato agli acquisti e relativi costi di gas e energia elettrica già effettuati e oggetto di stipula con Terze Parti di contratti di copertura per rendere tali costi variabili in fissi, minacciando l’equilibrio economico-finanziario della Società».

Bollette gas e luce, una vittoria a metà

È anche vero che Iren aveva chiesto la sospensione dell’intero provvedimento emesso dal governo e che scade il 30 aprile 2023. Ovvero, quello che congela l’aumento dei prezzi delle tariffe fino a quella data.

Il Consiglio di Stato, come detto, ha accolto solo la parte del ricorso che riguarda i contratti che sono scaduti e scadranno prima del 30 aprile. In questo caso, hanno scritto i giudici nella sentenza, non si tratta di un unilaterale aumento dei prezzi dopo accordi già fissati ma di un rinnovo contrattuale, che può essere stipulato liberamente tra le parti.

Questo significa, lo ripetiamo per chiarezza, che se un contratto non è scaduto le società che si occupano di fornire energia elettrica e gas non possono in modo unilaterale aumentare le tariffe. Se al contrario l’accordo stipulato dal cittadino è concluso, in fase di rinnovo possono essere imposti gli aumenti (che il cliente può accettare o rifiutare e nel caso rivolgersi a un altro fornitore).

Bollette gas e luce, non riguarda solo Iren

L’ordinanza del Consiglio di Stato vale ovviamente anche per tutte le principali imprese del settore. E in particolare per le sette aziende  che sono finite nel mirino dell’Antitrust proprio per aver applicato gli aumenti delle tariffe.

Sono tutte libere, alla scadenza dei contratti, di inviare degli aggiornamenti dei prezzi ai clienti per il rinnovo degli accordi.

Bollette gas e luce, accordi sottocosto

Il provvedimento del governo Draghi (o meglio l’interpretazione ancora più stringente adottata dall’Antitrust) avrebbe causato enormi perdite economiche alle aziende.

Il motivo sarebbe questo: nonostante l’aumento consistente dei costi per l’energia che si è verificato nel 2022, il divieto di ritoccare le tariffe ha costretto per mesi le aziende a vendere metano e corrente elettrica sotto costo. Ovvero a prezzi inferiori rispetto a quelli di acquisto sul mercato dell’energia.

L’immagine di una donna che legge l’importo di una bolletta del gas e si dispera

Bollette gas e luce, aziende soddisfatte: è il primo passo

Ovvia la soddisfazione delle aziende, espressa in particolare da Utilitalia, la Federazione che raggruppa le imprese idriche ambientali ed energetiche.

«La delibera del Consiglio di Stato – hanno dichiarato – rappresenta un primo passo verso la giusta direzione. Deve essere chiarita la questione che riguarda gli aumenti dei prezzi per l’energia previsti alla scadenza dei contratti e che sono stati bloccati dall’iniziativa dell’Antitrust».

Una decisione così strategica, è l’opinione delle aziende che forniscono energia, deve essere affrontata con decisioni politiche e non a colpe di sentenze.

«La decisione – ha aggiunto Utilitalia – è in linea con il Regolamento europeo in materia di caro energia (Regolamento UE 2022/1854) che prevede che se uno Stato interviene sui prezzi dell’energia, è tenuto a risarcire le imprese. Il costo economico non può ricadere esclusivamente sulle imprese del settore energetico, già alle prese da mesi con costi delle materie prime ai massimi storici».

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