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Bollette luce e gas, arrivano gli sconti

Bollette luce e gas, arrivano gli sconti con il primo decreto del nuovo governo.

di The Wam

Ottobre 2022

Bollette luce e gas, il governo Meloni deve fare in fretta per sostenere famiglie e imprese. L’esecutivo pensa a un decreto Aiuti quater, anche se il nome potrebbe essere diverso per segnare una discontinuità con il vecchio governo. (scopri le ultime notizie su mutui e prestiti. Leggi su Telegram tutte le news sulla finanza personale. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

INDICE

Saranno confermati i bonus sociali, il taglio delle accise sui carburanti, in particolare per il diesel, e introdotto un nuovo bonus una tantum da 150 o 200 euro (ma sul punto oltre all’entità della somma si dovrà anche valutare la platea dei possibili beneficiari).

Su questo argomento c’è anche un post che spiega se è possibile non pagare le bollette se non si hanno i soldi e anche uno che spiega come sarà più facile avere il bonus sociale (senza Isee?);  in un altro articolo vi raccontiamo il piano del governo che prevede anche uno stop ai distacchi; e infine un approfondimento sul nuovo bonus che sarà introdotto dal governo Meloni.

Bollette luce e gas: tesoretto

Come sappiamo l’esecutivo Draghi ha lasciato un tesoretto di 10 miliardi, arrivato grazie anche all’inflazione. E sì, l’aumento del gettito fiscale è stato provocato proprio dall’inflazione (che ha segnato un nuovo significativo rialzo). Sono entrati nelle casse dello Stato 288,43 milioni di euro.

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Con un aumento dell’11,2%. Sono cresciute anche le entrate per le imposte dirette e indirette.

Altri soldi per finanziare il sostegno a cittadini e imprese dovrebbero arrivare dalla revisione della norma che regola gli extraprofitti delle aziende che importano e distribuiscono energia.

Ma torniamo alle bollette. È il primo urgente nodo che si è trovato tra le mani il nuovo governo. La questione pesa sull’esecutivo dal giorno dell’insediamento (anche prima).

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Bollette luce e gas: priorità

Oltretutto per tentare di arginare il costante aumento dell’inflazione (che ha portato a un nuovo rialzo dei tassi di interesse da parte della Bce, che incide, tra l’altro, sulle rate dei mutui), un intervento per calmierare le bollette per famiglie e imprese è assolutamente prioritario.

Prioritario e di immediata applicazione

Bollette luce e gas: Legge di Bilancio

La questione verrà affrontata in queste ore e inserita nella legge di Bilancio. Sarà una delle misure chiave del provvedimento complessivo. Insieme all’aumento del tetto massimo di contante (la Lega propone 10mila euro, si potrebbe trovare un’intesa nella maggioranza a 5mila), dovrebbe essere introdotto un nuovo taglio del cuneo fiscale, con la proroga della riduzione del 2% che era già stata varata dal governo Draghi.

Oltre ovviamente, sul tema pensioni, alla proroga di Ape Sociale, Opzione donna e Quota 102, ovvero le uniche tre misure che in qualche modo hanno consentito di aggirare le rigidità della Legge Fornero. In attesa che entro il 2023 veda la luce, e finalmente, una riforma strutturale, e si spera a lungo termine, del sistema previdenziale.

Sembra comunque probabile che la manovra di Bilancio sarà fatta in deficit. Per il solo contrasto al caro bollette saranno dirottati i tre quarti delle risorse che sono a disposizione (un bel po’). Le altre somme andranno invece a finanziare la flat tax (chiesta dalla Lega) e gli incrementi delle pensioni (che scattano in automatico e sono collegati all’inflazione).

Bollette luce e gas: previsioni

Tempi stretti dicevamo. Entro il 4 novembre il Consiglio dei ministri dovrà approvare la nuova Nadef (Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza).

Quel documento è molto importante, il governo dovrà infatti indicare quali sono gli obiettivi per il 2023 rispetto alla crescita economica e ai conti pubblici.

L’esecutivo Draghi ha comunque lasciato nelle mani del governo Meloni il quadro tendenziale. Non è molto, ma rappresenta comunque una traccia.

Aspetti importanti del Nadef restano comunque da definire. Per farlo dovranno prima arrivare dei dati, come quello fornito dall’Istat all’inizio della prossima settimana (molto probabilmente lunedì): la stima preliminare per l’andamento del Pil (prodotto interno lordo) nel terzo trimestre del 2022.

La variazione dovrebbe essere negativa (anche considerando tutti gli indicatori). Non di molto, comunque. Un andamento che dovrebbe confermarsi fino alla metà del prossimo anno.

Bollette luce e gas: 40 miliardi complessivi

Il Ministero dell’Economia avrebbe comunque deciso di confermare per tutto il 2023 un tasso medio di incremento del Pil pari allo 0,6%. Ma per ottenere questo risultato sarà determinante una ripartenza dell’economia a partire dalla seconda metà del prossimo anno. Ripresa che è auspicabile, ma che non è affatto scontata: la situazione geopolitica è così instabile che è davvero difficile azzardare delle previsioni credibili, anche a medio termine.

L’entità complessiva della manovra dovrebbe essere intorno ai 40 miliardi di euro

(e ripetiamo: due terzi saranno dedicati esclusivamente a tutelare famiglie e imprese dal vertiginoso aumento del costo dell’energia).

Bollette luce e gas, arrivano gli sconti

Bollette luce e gas: dove trovare le risorse

Dove saranno trovate tutte queste risorse? Il Nadef ha già valutato che il prossimo anno il deficit dovrebbe scendere al 3,4% (oggi è al 3,9%).

Mezzo punto in meno del pil tradotto in soldi significa 10 miliardi. Questi soldi si possono utilizzare.

Ma il governo, per le ragioni che abbiamo esposto, ha deciso di andare oltre. Il disavanzo del Pil sarà portato al 4,5%, 1,1 punti più in alto rispetto alla prima previsione. Che significa 22 miliardi di euro.

Un contributo potrebbe arrivare da risorse europee che possono essere riprogrammate. Parliamo di 4 miliardi.

Tutto questo porta a una somma complessiva di 30 miliardi di coperture.

Ci sono poi altre misure da adottare (e subito). Molto probabilmente si partirà dalla revisione di spesa di diversi ministeri.

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