Bomba a Monteforte, la vittima: “In fumo i sacrifici di una vita”

Bomba a Monteforte, la vittima:
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“Non so spiegarmelo. In quel locale c’erano i sacrifici di una vita”. E’ incredulo e amareggiato Generoso De Falco, 57enne, bidello e titolare della trattoria “Addò Scialone” di Monteforte Irpino, vittima di un raid incendiario avvenuto la scorsa notte. Quando una bomba carta è stata fatta esplodere di fronte all’attività di via Luigi Amabile. Alcuni residenti sono stati svegliati dal boato.

“Ho sentito l’esplosione e sono subito andato a vedere cosa fosse accaduto”, Ha raccontato un testimone. Intorno all’ingresso della trattoria “Addò Scialone”, frammenti di vetro. Parte della porta d’ingresso è andata in frantumi e la deflagrazione ha causato dei danni anche agli arredamenti del locale.

Bomba carta contro il locale irpino: “Lì dentro i sacrifici di una vita”

Un episodio che ha riacceso la paura in paese, dopo l’inchiesta delle scorse settimane su un presunto giro di pizzo, che aveva portato a sette arresti. Anche stavolta la vittima ha deciso di uscire allo scoperto.

Spiega di “non aver mai litigato con nessuno”. Né minacce né discussioni che possano giustificare quanto accaduto. Eppure De Falco ha visto quella bomba carta esplodere contro una attività alla quale ha dedicato gli ultimi anni della sua vita. Una piccola taverna a conduzione familiare, che si è fatta apprezzare per la qualità dei piatti tipici e proprio per la cordialità dei proprietari. Gente per bene, che un colpo simile lo hanno accusato eccome. Chi a loro posto non sarebbe spaventato? Il dramma di una famiglia che ha visto andare in fumo quanto costruito con impegno e sacrificio. Per ora senza un perché. La conta dei danni deve essere ancora ultimata, ma la tranquillità è già andata in frantumi.

“Impossibile restare impassibili. Quando vedi certe cose che capitano in paese. Ti senti impotente, sembra che tutto vada allo sbaraglio”.

Il locale danneggiato dalla bomba carta

Monteforte Irpino, bomba carta contro il locale: “Paura in paese”

Una testimonianza carica di commozione e rabbia, in scia con quella rilasciata a The Wam dalla consigliera d’opposizione, Katia Renzulli, che meno di un anno fa ha subito minacce di morte. E avverte lo stesso clima di tensione e paura, chiedendo una reazione decisa da parte delle istituzioni. Parole che richiamano il monito lanciato durante la marcia anti-camorra, organizzata dall’associazione Libera, dal Procuratore presso il tribunale di Avellino, Rosario Cantelmo, che ha parlato della microcriminalità che prolifera nell’hinterland avellinese, spesso favorita da un’omertà diffusa.

Le indagini procedono spedite. I carabinieri della compagnia di Baiano, guidati dal comandante Gianluca Candura, hanno estratto le immagini di circuiti di telecamere private. Alla ricerca di frame che possano incastrare chi ha lanciato la bomba carta contro il locale. Anche se gli occhi elettronici non sono posti in prossimità del locale, ma lungo via Nazionale.

I militari hanno focalizzato l’attenzione su una serie di pregiudicati della zona, già noti per reati simili. Il cerchio potrebbe stringersi presto intorno ai colpevoli. Almeno è quello che a Monteforte Irpino si augurano tutti.

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