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Bonus 150 euro con il modello? Chi no, chi sì, chi in forse

Il bonus 150 euro sarà erogato in diverse modalità in base alle categorie di destinatari. Scopri i dettagli.

di Chiara Del Monaco

Ottobre 2022

Il mese di novembre è ormai alle porte e alcuni beneficiari del bonus 150 euro hanno iniziato il conto alla rovescia per ricevere l’indennità. I primi a riceverlo saranno molto probabilmente i pensionati, seguiti dai lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato. Tuttavia, per i dipendenti ci sono ancora alcuni dubbi sulla modalità di erogazione del bonus. In questo approfondimento cerchiamo di fare chiarezza (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Il bonus 150 euro sarà erogato a partire da novembre 2022 ai titolari di trattamenti pensionistici in automatico sul cedolino della pensione e ai lavoratori dipendenti previa presentazione di un’autocertificazione al datore di lavoro. Tuttavia, sul modello di autodichiarazione aleggia ancora un’aura di mistero. Non è ancora ben chiaro, infatti, quali lavoratori dipendenti dovranno presentarla e quali no.

Nei prossimi paragrafi cerchiamo di capire insieme le modalità di erogazione del bonus una tantum: chi lo riceverà in automatico, chi deve fare domanda e chi ha dei dubbi in merito.

Nel frattempo, leggi tutti i dettagli sul bonus 150 euro: quando arriva il contributo economico e quali sono i requisiti reddituali. Scopri anche quando spetta ai lavoratori, ai pensionati, agli invalidi e disabili e ai percettori di Reddito di cittadinanza.

Indice

Bonus 150 euro autocertificazione: chi deve compilare il modello

Come sappiamo, il bonus 150 euro è stato introdotto con il Decreto Aiuti ter lo scorso 23 settembre per contrastare il caro vita che ancora è presente nel nostro Paese. Pur avendo molti aspetti in comune con il precedente bonus 200 euro (per esempio la carrateristica di essere una tantum, e cioè spettare una sola volta per beneficiario), questo contributo è rivolto a una platea nettamente inferiore di destinatari.

Infatti, il requisito principale per accedere al bonus è avere percepito redditi inferiori a 20mila euro per l’anno 2021. Il bonus 150 euro sarà erogato a partire da novembre, quindi tra pochi giorni, a pensionati, lavoratori dipendenti e autonomi, disoccupati con Naspi e Dis-Coll, percettori di Reddito di cittadinanza e in generale alle altre categorie previste anche dal bonus 200 euro.

Tuttavia, ciò che ha subìto leggere modifiche è la modalità di erogazione per alcuni beneficiari. Visto che ci sono ancora molti dubbi sul pagamento automatico o meno ad alcune categorie in particolare, adesso cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.

Partiamo per esempio dai lavoratori dipendenti. In base all’art. 18, comma 1, del decreto-legge n. 144/2022 (Decreto Aiuti ter), l’indennità da 150 euro spetta ai lavoratori con rapporto di lavoro dipendente (determinato o indeterminato, a tempo pieno o a tempo parziale) che per il mese di novembre abbiano una retribuzione imponibile non superiore a 1.538 euro e che non siano titolari di altra indennità (per esempio pensione o disoccupazione).

Inoltre, il bonus è riconosciuto anche a coloro che sono interessati da eventi che danno diritto alla contribuzione figurativa integrale da parte dell’INPS. Al contrario, il bonus 150 euro non spetta nel caso in cui la retribuzione del mese di novembre 2022 risulti azzerata a causa della sospensione del rapporto di lavoro per eventi, previsti dalla legge o dalla contrattazione, non coperti da contribuzione figurativa a carico dell’Istituto (per esempio, aspettativa non retribuita).

Con la circolare n. 116 del 17 ottobre 2022, l’INPS ha fornito alcune informazioni sull’erogazione del bonus 150 euro ai lavoratori dipendenti, specificando che il contributo spetta in busta paga ai lavoratori dipendenti che rispettino i requisiti previsti dal Decreto Aiuti ter, ma solo dopo aver consegnato un’apposita autocertificazione al datore di lavoro.

In particolare, proprio con il messaggio messaggio 3806 del 20 ottobre 2022, INPS ha indicato le istruzioni da seguire per compilare e consegnare il modello autocertificazione, allegando anche un facsimile da poter utilizzare per questo documento. Chiariamo però che ogni azienda ha la possibilità di rilasciare un proprio modulo con carta intestata. L’importante è che vi siano riportate tutte le informazioni necessarie.

Nello specifico, attraverso questo modulo i lavoratori dipendenti devono dichiarare di non avere diritto al bonus 150 euro ad altro titolo e, in presenza di altri rapporti di lavoro subordinato, di non aver consegnato un’autodichiarazione anche ad altri datori di lavoro.

Successivamente, le somme erogate con la retribuzione di competenza del mese di novembre 2022 sono portate a conguaglio dal datore di lavoro con la denuncia UniEmens che sarà trasmessa telematicamente entro il 31 dicembre 2022.

Nonostante le indicazioni fornite dall’INPS sembrino chiare, in realtà vi sono alcuni beneficiari che hanno espresso dei dubbi proprio sulla modalità di erogazione del bonus. Nel prossimo paragrafo vediamo i dettagli.

Scopri la pagina dedicata a tutti bonus attualmente attivi e disponibili.

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Autocertificazione modello bonus 150 euro: insegnanti sì o no?

Alcuni sindacati hanno espresso delle perplessità sulla modalità di erogazione del bonus 200 euro per determinate categorie di lavoratori dipendenti. In particolare, i dubbi più significativi riguardano coloro che lavorano nella scuola, come insegnanti e personale ATA, i quali hanno ricevuto il bonus 200 euro in automatico la scorsa estate, senza presentare alcuna domanda.

In effetti, per questi dipendenti, così come per gli altri dipendenti pubblici in generale, il bonus 150 euro spetta in automatico sulla busta paga di novembre 2022 (ovviamente solo in presenza dei requisiti). Ciò che non è chiaro, però, è se sia necessaria o meno l’autocertificazione richiesta per i lavoratori dipendenti di cui abbiamo parlato nel paragrafo precedente.

In teoria, se si segue la stessa procedura prevista per il bonus 200 euro, l’indennità da 150 euro dovrebbe essere pagata direttamente, senza presentare una specifica autodichiarazione. Dall’altro lato è anche vero che il Decreto Aiuti ter ha ristretto la platea di beneficiari, e quindi potrebbe essere cambiato qualcosa anche da questo punto di vista.

A tal proposito, il sindacato Flc Cgil ha fatto notare che sia con la circolare apposita sia con il messaggio del 20 ottobre, l’INPS non ha fatto esplicito riferimento all’esclusione dei dipendenti pubblici dal modello di autodichiarazione. Inoltre, il sindacato ha aggiunto:

Si attendono a tal proposito novità. Auspichiamo che come avvenuto in occasione della precedente indennità una tantum di 200 euro, vengano emanate specifiche disposizioni finalizzate a chiarire che non sono tenuti a rendere la dichiarazione i dipendenti delle amministrazioni centrali o delle altre amministrazioni i cui servizi di pagamento siano gestiti dal sistema informatico del Ministero dell’economia e delle finanze NoiPa.

Quindi, per avere la certezza della modalità di presentazione del bonus 150 euro ai dipendenti pubblici, e quindi al personale scolastico, bisogna aspettare ulteriori chiarimenti dal mese prossimo.

Un’altra considerazione da fare, infine, riguarda gli insegnanti precari che non hanno ancora un contratto con la scuola in cui lavorano. In questo caso, la modalità di pagamento del bonus sarà ancora diversa e possiamo immaginare due opzioni:

  1. potrebbero trovarsi in disoccupazione, e quindi riceveranno il pagamento riconosciuto ai titolari a novembre della Naspi;
  2. potrebbero rientrare tra “lavoratori stagionali, a tempo determinato e intermittenti che, nel 2021, hanno svolto la prestazione per almeno 50 giornate e che hanno avuto un reddito derivante dai suddetti rapporti non superiore a 20.000 euro per l’anno 2021.”

Di conseguenza, per le categorie che rientrano nel secondo punto sarebbe necessario presentare la domanda del bonus una tantum.

Bonus 150 euro con modello o senza? Ecco i dettagli.

Bonus 150 euro: altre modalità di erogazione

In attesa di chiarimenti per quanto riguarda la presentazione dell’autocertificazione da alcuni lavoratori dipendenti, ricordiamo brevemente quali beneficiari del bonus 150 euro devono fare domanda all’INPS e quali riceveranno il contributo in automatico.

Dunque, il bonus 150 euro spetta in automatico ai seguenti soggetti:

Al contrario, dovranno fare domanda per ottenere il bonus 150 euro queste categorie:

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