Bonus 150 euro in busta paga: doppio cedolino a novembre?

Nel mese di novembre è previsto il pagamento del bonus 150 euro in busta paga per i dipendenti che rispettano i requisiti.

7' di lettura

Il bonus 150 euro in busta paga arriverà a novembre ai dipendenti del settore pubblico e privato. Per i primi è prevista un’emissione speciale separata dal cedolino dello stipendio (scopri le ultime notizie sul bonus 150 euro e poi leggi su Telegram tutte le news sui pagamenti dell’Inps. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp e nel gruppo Facebook. Seguici anche su su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Quando arriva il bonus 150 euro in busta paga e per chi? Alla fine di novembre sarà erogato il bonus 150 euro ai lavoratori dipendenti che rientrano nei requisiti previsti dal Decreto Aiuti ter (dl 144/2022 dello scorso 23 settembre).

Per i dipendenti pubblici, in particolare, il pagamento arriverà in un cedolino separato da quello dello stipendio di competenza di novembre 2022.

Nei prossimi paragrafi ci concentriamo sull’emissione del bonus 150 euro a questi destinatari e ricordiamo anche le modalità di erogazione del contributo per gli altri beneficiari.

Leggi tutti i dettagli sul bonus 150 euro: quando arriva il contributo economico e quali sono i requisiti reddituali. Scopri anche quando spetta ai lavoratori, ai pensionati, agli invalidi e disabili e ai percettori di Reddito di cittadinanza.

Indice

Bonus 150 euro in busta paga: cedolino separato

I cittadini che riceveranno il bonus 150 euro in busta paga sono in fervente attesa del pagamento che arriverà probabilmente alla fine di novembre, nello stesso periodo della retribuzione mensile.

Si tratta in particolare dei lavoratori dipendenti che rientrano tra i primi beneficiari del contributo una tantum e che avranno accesso ai 150 euro in modalità automatica.

A tal proposito, ricordiamo che hanno diritto al bonus solo coloro che hanno una retribuzione imponibile ai fini previdenziali di 1.538 euro, nella competenza di novembre 2022. Il contributo spetta anche a chi è coperto da contribuzione figurativa da parte dell’INPS.

L’indennità spetta una sola volta ai lavoratori dipendenti, anche se sono titolari di più rapporti di lavoro, e non fa alcuna distinzione tra tempo pieno e tempo parziale.

Tra dipendenti che hanno diritto al sussidio vi sono sia quelli del settore privato sia del settore pubblico. Questi ultimi, in particolare, vedranno il saldo del bonus 150 euro in busta paga direttamente sul cedolino di novembre.

Tuttavia, bisogna specificare che il sistema di erogazione è lo stesso del bonus 200 euro, e cioè prevede due cedolini differenti: uno per lo stipendio di novembre e uno per il bonus 150 euro.

Di conseguenza, chi rientra in questa categoria e non vede la disposizione dell’indennità sul cedolino di novembre non deve preoccuparsi: il bonus 150 euro in busta paga arriverà con un’emissione separata. A confermare questa procedura è proprio il sito di NoiPa.

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Bonus 150 euro in busta paga: autocertificazione sì o no?

Se hai letto l’articolo fin qui, avrai visto che i requisiti per ottenere il bonus 150 euro per lavoratori dipendenti sono diversi rispetto alle condizioni previste per il bonus 200 euro. Il motivo è che i fondi a disposizione per questo contributo sono nettamente inferiori e quindi la platea di beneficiari è in numero ridotto.

Per quanto riguarda le modalità di erogazione, per i dipendenti non dovrebbe essere cambiato nulla. Come conferma il sito NoiPA, i dipendenti pubblici riceveranno i 150 euro sul cedolino di novembre, che tuttavia non è lo stesso di quello dello stipendio. Gli interessati, infatti, vedranno un doppio cedolino per questo mese.

Dall’altro lato, lo stesso sito specifica che per la categoria dei dipendenti è prevista la presentazione di un’autocertificazione al datore di lavoro in cui dichiarano di avere diritto al bonus una tantum. Tuttavia, sul punto non c’è ancora certezza su chi dovrà compilare questo documento e chi no.

In teoria, se la procedura sarà uguale al bonus 200 euro, dovranno consegnare l’autodichiarazione solo i dipendenti del settore privato.

Ma allo stesso tempo specifichiamo che l’INPS non ha dato indicazioni molto precise, né nella circoalre n.116/2022 del 17 ottobre né nel successivo messaggio in cui ha allegato il facsimile da utilizzare come modello per i lavoratori dipendenti.

A tal proposito, ricordiamo che ogni azienda ha la possibilità di rilasciare un proprio modulo con carta intestata; l’importante è che siano inserite tutte le informazioni necessarie.

Nello specifico, attraverso questo modulo i lavoratori dipendenti devono dichiarare di non avere diritto al bonus 150 euro ad altro titolo e, in presenza di altri rapporti di lavoro subordinato, di non aver consegnato un’autodichiarazione anche ad altri datori di lavoro.

Successivamente, le somme erogate con la retribuzione di competenza del mese di novembre 2022 sono portate a conguaglio dal datore di lavoro con la denuncia UniEmens che sarà trasmessa telematicamente entro il 31 dicembre 2022.

Su TheWam.net abbiamo già discusso di questo dubbio sulla necessità o meno dell’autocertificazione, concentrandoci in particolare su alcune categorie come il personale scolastico (docenti e personale ATA).

Nel prossimo paragrafo, invece, facciamo un rieplogo sugli altri destinatari del bonus 150 euro e le rispettive modalità di pagamento.

Bonus 150 euro in busta paga: doppio cedolino.

Bonus 150 euro in busta paga: altre modalità di pagamento

Finora ci siamo concentrati sul bonus 150 euro in busta paga per i lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato. Chi appartiene al settore pubblico riceverà la disposizione di pagamento in un cedolino separato da quello dello stipendio, mentre i dipendenti privati avranno accesso al bonus solo previa autodichiarazione consegnata al datore di lavoro.

Come sappiamo, ci sono tante altre categorie di destinatari che hanno diritto al bonus 150 euro e che seguono modalità di erogazione differenti. In particolare, c’è chi avrà il contributo in modalità automatica, per esempio dall’INPS, e chi invece dovrà presentare un’apposita domanda.

Nello specifico, il bonus 150 euro spetta in automatico ai seguenti soggetti:

  • pensionati;
  • titolari di prestazioni di invalidità compatibili con il bonus;
  • titolari di Naspi, Dis-Coll e disoccupazione agricola;
  • beneficiari di Reddito di cittadinanza;
  • lavoratori dipendenti privati e pubblici;
  • collaboratori domestici che hanno già richiesto il bonus 200 euro entro il 30 settembre 2022;
  • collaboratori sportivi che hanno beneficiato delle indennità Covid nel 2021;
  • i lavoratori autonomi senza partita IVA, che hanno già ricevuto l’indennità da 200 euro e presentano la titolarità di contratti di lavoro autonomo occasionale nel 2021 con almeno un contributo mensile accreditato e iscritti alla Gestione Separata;
  • i lavoratori beneficiari delle ex indennità Covid 2021,
  • i lavoratori autonomi e liberi professionisti con partita IVA che in presenza dei requisiti, riceveranno il bonus 150 euro insieme all’indennità da 200 euro.

Al contrario, dovranno fare domanda per ottenere il bonus 150 euro queste categorie:

  • i titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, dottorandi e titolari di assegni di ricerca che abbiano contratti attivi alla data del 18 maggio 2022. Poi, non devono essere iscritti alla Gestione separata o ad altre forme previdenziali obbligatorie. Inoltre devono avere un reddito derivante dai rapporti di lavoro non superiore a 20.000 euro nel 2021;
  • i lavoratori stagionali, a tempo determinato e intermittenti che abbiano svolto prestazioni per almeno 50 giornate. Vale per coloro che hanno un reddito derivante dai rapporti indicati non superiore a 20.000 euro per il 2021;
  • i lavoratori iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo che abbiano versato almeno 50 contributi giornalieri. Inoltre, devono avere un reddito derivante dai rapporti indicati non superiore a 20.000 euro per il 2021.

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