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Bonus 150 euro e scuola: soldi per docenti, precari e Ata?

Bonus 150 euro e scuola. Scopri se ne potranno beneficiare anche docenti, precari e personale Ata e come funziona la richiesta.

di Antonio Dello Iaco

Settembre 2022

Bonus 150 euro. Vediamo insieme se spetterà anche ai dipendenti del mondo scolastico (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Nei prossimi paragrafi approfondiremo nel dettaglio come funzionerà per docenti, precari e personale Ata, come verrà erogato il sussidio e quali sono i tempi secondo le previsioni.

INDICE:

Bonus 150 euro scuola: cos’è

Il bonus 150 euro è un incentivo voluto dal governo Draghi, che ha fatto seguito all’erogazione dell’agevolazione anti-inflazione una tantum del valore di 200 euro.

Anche questo sussidio nasce con l’obiettivo di aiutare le famiglie in difficoltà economica a fronteggiare la crisi economica causata dall’emergenza Coronavirus prima e dall’invasione russa dell’Ucraina poi.

A differenza del bonus 200 euro però, la platea dei beneficiari di questa agevolazione è più ristretta a causa del limite reddituale più basso.

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Bonus 150 euro docenti e beneficiari

Il bonus 150 euro riguarderà anche il mondo della scuola. Tra i beneficiari del sussidio ci sono i lavoratori pubblici dipendenti e, quindi, il personale Ata e i docenti.

È importante rispettare il limite reddituale annuo, fissato a 20mila euro: 15mila euro in meno rispetto al limite reddituale del bonus 200 euro.

Ricordiamo che, tra i beneficiari rientrano tutte le seguenti categorie di cittadini:

Ricordiamo che il bonus 150 euro è totalmente compatibile con il sussidio da 200 euro già erogato a quasi tutte le categorie nelle scorse settimane. Si possono quindi ricevere entrambi, l’importante è rispettare i parametri reddituali.

Bonus 150 euro: anche ai docenti precari?

Tutti i dettagli sui beneficiari del bonus 150 euro non sono ancora noti. Mancano infatti le circolari attuative del decreto aiuti ter, il provvedimento di legge a cui appartiene l’incentivo, che dovranno essere pubblicate dall’Inps o dal Ministero del Lavoro.

Leggendo la bozza del decreto e ascoltando le indiscrezioni, è molto probabile che anche i docenti precari rientrino tra i potenziali beneficiari dell’agevolazione.

Come dicevamo nel paragrafo precedente, possono ricevere questo sussidio anche i lavoratori stagionali contrattualizzati a tempo determinato e intermittenti a patto che abbiano svolto almeno cinquanta giornate di lavoro nel 2021.

Quindi anche i docenti precari che rispettano questi requsiti minimi possono rientrare nel vasto gruppo dei percettori del bonus.

Bonus 150 euro a docenti, precari e Ata: come funziona
Bonus 150 euro a docenti, precari e Ata: come funziona

Come ricevere il bonus 150 euro e quali sono i tempi

Come ricevere il bonus 150 euro? Anche per rispondere a questa domanda è necessario aspettare le circolari attuative della pubblica amministrazione.

Tuttavia, è molto probabile che si seguano le stesse procedure utilizzate per l’erogazione del bonus 200 euro anche se, ci si augura, con tempi molto meno dilatati.

I dipendenti pubblici così come i beneficiari di sussidi e pensioni, molto probabilmente, lo riceveranno in automatico e saranno i primi a vederselo accreditare in busta paga.

Per le altre categorie di beneficiari è possibile che l’erogazione spetti, anche in questo caso, al datore di lavoro, a seguito della consegna da parte del lavoratore di un’autodichiarazione che certifichi il pieno rispetto dei requisiti.

Per quanto riguarda i tempi invece, è molto probabile che il bonus 150 euro non arrivi prima di novembre o dicembre anche se le fonti più ottimiste affermano che gli accrediti possano partire a fine ottobre.

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