Bonus 200 euro a rischio, fate presto o loro lo perderanno!

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Sono ancora molti i punti interrogativi rimasti senza risposta sul Bonus 200 euro. In particolare, alcuni nodi riguardano i lavoratori dipendenti e i lavoratori autonomi. Andiamo a scoprire insieme tutte le novità relative pagamento del bonus 200 euro (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Vedremo a chi spetta il bonus 200 euro, quale modulo devono compilare i lavoratori dipendenti per riceverlo e chi, probabilmente, sarà costretto a restituirlo. Intanto dai un’occhiata al calendario con tutti i pagamenti del bonus 200 euro previsti a giugno, luglio e settembre 2022.

Indice:

Bonus 200 euro: a chi spetta

Con il Decreto Aiuti il D.L. n. 50 del 17 maggio 2022, il Governo ha introdotto un sostegno economico per lavoratori e pensionati, oltre che per disoccupati e percettori di Reddito di Cittadinanza.

Mentre per le categorie dei percettori di Naspi, RdC, pensionati e lavoratori stagionali, oltre che co.co.co e lavoratori del settore dello spettacolo sono state ben definite le procedure da eseguire per richiedere il sussidio economico di 200 euro, per i lavoratori dipendenti e le Partite Iva c’è ancora qualche dubbio.

Gli altri percettori, infatti, potranno procedere in totale tranquillità inoltrando la domanda all’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, l’istituto incaricato dei pagamenti, accedendo ai servizi My INPS con le credenziali elettroniche CIE, SPID o CNS.

Una volta entrati sui servizi online dell’Istituto potrete digitare nella barra di ricerca “Bonus 200 euro” e vi usciranno fuori tutte le ipotesi per presentare la domanda. L’inoltro della richiesta sarà guidato.

Per le Partite Iva, invece, doveva essere istituito un fondo ad hoc da cui i lavoratori potevano attingere. Ad oggi, però, mancano ancora delle indicazioni precise sul destino di questi lavoratori, oltre che un decreto attuativo, che confermi l’arrivo del Bonus 200 euro. Ma cosa sta accadendo ai lavoratori dipendenti? Andiamo a scoprirlo.

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Pagamento Bonus 200 euro per lavoratori dipendenti

Nelle scorse settimane è stato lanciato un allarme dalla Fondazione Consulenti del Lavoro, in cui è stato fatto notare come la normativa sia “poco chiara”, in particolare, per quel che concerne il pagamento del bonus 200 euro per i lavoratori dipendenti.

I lavoratori, infatti, devono compilare un’apposita auto-dichiarazione in cui confermano di non percepire

  • pensione, assegni per invalidi, ciechi, sordomuti;
  • assegni sociali
  • trattamenti di accompagnamento alla pensione;
  • ma anche di non essere all’interno di famiglie beneficiarie di Reddito di Cittadinanza, Pensione di Cittadinanza o che percepiscono altri trattamenti previdenziali.

Ma oltre a queste novità è stato stabilito che alcune aziende dovranno versare il bonus 200 euro già nel cedolino di giugno, qualora questo arrivasse nel mese di luglio, e altre che dovranno attendere il cedolino di luglio. La recente circolare dell’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale ha, infatti, stabilito che i pagamenti dovranno essere fatti nel mese di luglio, dunque:

  • inseriti nella mensilità di giugno quando lo stipendio viene pagato la mensilità successiva a quella di competenza;
  • inseriti nella mensilità di luglio se il denaro arriverà nello stesso mese.

Ma il bonus 200 euro è a rischio per lavoratori dipendenti perché le aziende non sanno ancora come muoversi per effettuare gli accrediti. Proviamo a capirci di più.

La normativa sul bonus 200 euro e il suo pagamento non è chiara

Abbiamo affermato più e più volte che la normativa riguardante il bonus 200 euro e la sua erogazione, specialmente per lavoratori dipendenti e partite iva, è poco chiara. Secondo l’Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro la comunicazione approssimativa e non precisa lascerebbe spazio all’interpretazione.

Qual è la conseguenza? Milioni di lavoratori italiani non percepiranno in tempo il bonus 200 euro, altri invece potrebbero anche non riceverlo proprio. L’impressione generale è che si stia cercando di rimandare l’impatto finanziario nelle casse dello Stato.

Senza alcun tipo di indicazione valida i datori di lavoro potrebbero decidere di attendere prima di effettuare i versamenti dei 200 € nelle buste paga dei loro lavoratori.

Cosa afferma la Circolare n° 73 del 24-06-2022 dell’INPS sul Bonus 200 euro

Qualche giorno fa l’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale ha provato a risolvere la questione della mancanza di linee guida adatte e ha pubblicato una circolare riguardante il Bonus 200 euro. In particolare, la circolare numero 73 dello scorso venerdì 24 giugno 2022, ha chiarito qualche aspetto applicativo della misura.

Sempre secondo l’Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro, la comunicazione n.73 chiarisce poco o niente. Insomma, a più di un mese dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto n.50, questa mancanza di linee guida precise sembra inaccettabile, soprattutto nei confronti degli oltre 3 milioni di lavoratori italiani.

Secondo le ultime notizie, però, il problema più grave non sarebbe dell’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale e della sua circolare poco chiara, anzi: nemmeno l’INPS sarebbe a conoscenza di tutte le indicazioni chiave per il sussidio e sarebbe in attesa di ulteriori informazioni da parte dei ministeri interessati.

Per questo motivo, l’Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro ha lanciato un appello diretto al MEFMinistero dell’Economia e delle Finanze – per avere dei chiarimenti precisi entro questa settimana. Senza chiarimenti, infatti, il bonus 200 euro potrebbe essere a rischio per milioni di lavoratori.

Chi deve restituire il bonus 200 euro percepito a luglio 2022

Proprio come accade per il bonus mensile pagato dall’Istituto nazionale per la previdenza sociale Irpef, conosciuto anche come ex bonus Renzi del valore di 100 € in busta paga, anche il bonus 200 euro inserito nel decreto aiuti dello scorso 17 maggio per volontà dell’esecutivo Draghi viene pagato tenendo conto della dichiarazione dei redditi che il soggetto interessato ha presentato nell’anno precedente, dunque, il 2021, ipotizzando il conseguimento di un reddito complessivo simile e non maggiore di quello conseguito nell’anno precedente.

Per questo motivo i datori di lavoro distribuiranno ai dipendenti che nel 2021 hanno dichiarato un reddito non superiore a 35.000 €, il bonus 200 €. Non tutti i lavoratori, però, potrebbero essere in linea con i requisiti reddituali richiesti per il 2022.

In poche parole, il lavoratore o titolare di trattamento pensionistico che al termine del 2022 avrà conseguito un reddito maggiore di 35.000 € e che nell’anno corrente abbia percepito il bonus 200 euro, sarà tenuto a riconsegnare la somma percepita con la mensilità di luglio in maniera indebita.

Insomma, quello che oggi viene considerato un contributo dello Stato per l’estate dei cittadini italiani, verso la fine dell’anno potrebbe rivelarsi un brutto scherzo per alcuni, col rischio concreto di perdere i soldi poco dopo aver incassati.

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