Bonus 200 euro da restituire a fine anno: ecco chi rischia

Bonus 200 euro da restituire: vediamo chi rischia di restituire il sussidio e cosa si può fare per evitarlo

5' di lettura

Bonus 200 euro da restituire: cattive notizie per i dipendenti e pensionati a cui spetta il sussidio previsto dal Decreto Aiuti. Scopri quali sono i rischi per queste persone e se c’è un modo per rinunciare al bonus (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

Bonus 200 euro: cos’è e a chi spetta

Come abbiamo visto nell’ultima settimana, il Decreto Aiuti ha portato una serie di novità sugli incentivi introdotti per contrastare la crisi ucraina, a partite dal bonus 200 euro. Si tratta di un contributo economico una tantum, inizialmente destinato a una platea di circa 28 milioni di persone (tra dipendenti e pensionati), che si è poi estesa a circa 30 milioni di italiani.

Infatti, nell’ultimo Consiglio dei Ministri, tenutosi il 5 maggio, alcuni esponenti (tra Ministri e rappresentanti del Movimento 5 Stelle) hanno insistito per estendere l’indennità anche ad altre categorie di persone. In questo modo, i destinatari finali del bonus 200 euro comprendono i lavoratori dipendenti, stagionali e autonomi (per es. con Partita Iva), i pensionati, i disoccupati con assegno di disoccupazione o Naspi, i lavoratori domestici (come colf o badanti), nonché i percettori di Reddito di Cittadinanza.

L’unico e fondamentale requisito per ricevere il bonus 200 euro è avere un reddito annuale non superiore a 35mila euro. Per sapere quali sono i redditi da considerare e quali quelli da escludere, vai su questo approfondimento.

Tuttavia, in attesa che il testo definitivo del Decreto venga pubblicato in Gazzetta Ufficiale, è bene prendere tutte le informazioni sui tempi e le modalità di erogazione del bonus con cautela. Invece, quello che sembrerebbe ormai sicuro è il rischio di restituzione del bonus a fine anno per alcuni lavoratori e pensionati.

Per sapere di cosa stiamo parlando, continua a leggere.

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Bonus 200 euro da restituire: il rischio per dipendenti e pensionati

Bonus 200 euro da restituire: chi rischia a fine anno?

Delle nubi nere si addensano sul futuro del bonus 200 euro. Ascoltateci, perché questo aspetto è molto importante. Molte famiglie, infatti, potrebbero essere costrette a restituire l’incentivo. Perché? E’ presto detto. Il reddito considerato per erogare il bonus 200 euro, i famosi 35mila euro, potrebbe essere riferito all’anno in corso. Cosa succederà se la soglia sarà superata dopo il pagamento dell’incentivo?

Un meccanismo simile a quello adottato per il riconoscimento dell’ex bonus Renzi: i 200 euro verranno anticipati in busta paga dal datore di lavoro, che poi li recupererà in compensazione tramite il modello F24 con un codice apposito. Di conseguenza, la verifica dei requisiti avverrà soltanto ex post.

Cosa succede a quel punto? Se il bonus sarà stato erogato a pieno diritto, non succederà nulla. Se invece i limiti di reddito supereranno quelli previsti dai requisiti, sarà necessario restituire i soldi. Ma in che modo? Lo vediamo subito.

Bonus 200 euro da restituire: i lavoratori dipendenti

Come abbiamo visto, un’informazione certa sulla bozza del Decreto Aiuti è che i lavoratori dipendenti, con reddito non superiore a 35mila euro, riceveranno automaticamente il bonus 200 euro tra giugno e luglio 2022. Poi, in sede di conguaglio, sarà verificata l’effettiva spettanza dell’incentivo.

Questa verifica è senz’altro preoccupante, non tanto per i lavoratori che sono sicuri di non superare la soglia di reddito a fine anno, quanto per quelli che si trovano già al limite e potrebbero rischiare la restituzione dell’importo.

Secondo la bozza, il datore di lavoro potrà recuperare i soldi versati indebitamente a partire dal mese di dicembre 2022, in un’unica rata o in 8 rate dilazionate.

Bonus 200 euro da restituire: i pensionati

La restituzione del bonus riguarda anche i pensionati, per i quali è previsto l’accredito di 200 euro a luglio 2022.

Anche in questo caso, l’importo spetta a tutti i pensionati con un limite di reddito di 35mila euro. Successivamente, l’INPS effettuerà una una verifica a più livelli del reddito complessivo annuo, tenendo conto anche dei dati dell’Agenzia delle Entrate e delle altre amministrazioni pubbliche.

Come per i lavoratori, in caso di superamento del limite massimo di 35mila euro è prevista la restituzione dei 200 euro. Tuttavia, la differenza è che l’importo da restituire sarà recuperato dall’INPS entro il termine di prescrizione quinquennale.

Bonus 200 euro da restituire: si può rinunciare al bonus?

Se la situazione descritta in bozza sarà confermata anche dalla versione ufficiale del Decreto, alcuni pensionati e lavoratori potrebbero sentirsi addirittura penalizzati dal pagamento del contributo, anziché trarne effettivo beneficio.

A rischiare sono, per esempio, i dipendenti titolari di più contratti di lavoro e i pensionati che percepiscono redditi derivanti dall’affitto immobili.

Probabilmente, una soluzione valida per chi si trova al limite dei 35mila euro di reddito potrebbe essere di rinunciare al bonus 200 euro. Tuttavia, su questa possibilità non ci sono ancora indicazioni specifiche.

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