Privacy
×
The wam
×
icona-ricerca
Home / Bonus e Incentivi / Bonus 200 euro dipendenti. Che deve fare il datore di lavoro

Bonus 200 euro dipendenti. Che deve fare il datore di lavoro

Bonus 200 euro dipendenti. Che deve fare il datore di lavoro e come funziona l'autodichiarazione.

di The Wam

Giugno 2022

Il bonus 200 euro sarà un toccasana e permetterà di sostenere, almeno a luglio, la spesa per il rincaro dei prezzi e delle utenze di gas e luce (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Buona notizia per i dipendenti, ma un po’ meno per i datori di lavoro, a cui spetta l’onere di erogare l’incentivo.

Le regole per la verifica dei requisiti, infatti, sono tutt’altro che chiare. Basti pensare che i soldi dovranno essere versati con la busta paga di luglio, ma che ancora si attende il decreto ministeriale che fisserà le regole attuative su gestione ed erogazione dei pagamenti.

In questo articolo spiegheremo cosa deve fare il datore di lavoro con certezza. Poi, spiegheremo quali sono ancora i nodi da sciogliere.

Consigliamo, inoltre, la consultazione di queste tabelle, dove è riassunto tutto il necessario sul bonus 200 euro: beneficiari, procedura, tempi di erogazione e chi deve pagare in base alla categoria.

Bonus 200 euro dipendenti, pagamento automatico

Partiamo dal primo problema: il pagamento automatico del bonus 200 euro in busta paga, che i datori di lavoro che recupereranno poi in compensazione, con le denunce contributive.

Da decreto, il datore di lavoro, prima di procedere al pagamento, deve essere certo di almeno tre requisiti che il dipendente possiede:

Trova lavoro: ecco le aziende che assumono in Italia. Scopri tutte le offerte aggiornate.

Questo processo è velocizzato da un’autodichiarazione presentata dal dipendente (che trovate qui), che velocizza i controlli e responsabilizza il lavoratore.

Certo, dal punto di vista legale nessun problema per l’azienda. Ma dal punto di vista economico, tutt’altro. Se, infatti, una delle informazioni dichiarate non fosse corretta Inps non restituirebbe i soldi all’azienda, che poi dovrebbe a sua volta rivalersi sul dipendente.

Già questo complica le cose. Immaginate se intanto il dipendente si è dimesso o è stato licenziato… C’è buona possibilità, infatti, che quei soldi saranno recuperati solo dopo mesi, se non anni, sempre che l’azienda abbia voglia di star dietro alla pratica per tutto questo tempo.

Entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su WhatsApp, Telegram e Facebook. Scopri le ultime offerte di lavoro sempre aggiornate nella tua zona.

Bonus 200 euro dipendenti, verifica della decontribuzione

Altro problema è la verifica della decontribuzione allo 0,8%. Non è chiaro, infatti, se il dipendente debba averne usufruito oppure se basta semplicemente averne avuto diritto.

Pare che anche la verifica di questo aspetto sia in capo al datore di lavoro, che potrebbe fermarsi all’auto-dichiarazione del dipendente, ma questo non è esplicito nella norma.

Nel decreto ministeriale, che dovrebbe arrivare entro il 16 giugno (almeno in teoria), si attendono infatti chiarimenti anche su questo.

Inoltre, in caso di rapporti di lavoro instaurati a maggio, l’azienda come fa a verificare se il dipendente ha usufruito o meno della decontribuzione? Può mai contattare il precedente datore di lavoro? Ci sembra surreale.

Bonus 200 euro dipendenti. Che deve fare il datore di lavoro
Bonus 200 euro dipendenti. Che deve fare il datore di lavoro

Entra nel gruppo WhatsApp e Telegram

Canale Telegram

Gruppo WhatsApp